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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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07/12/2014

Contro il ‘Califfato’ armi d’antiquariato e tanti ferrivecchi

A-10 Warthog - USAF
Dopo il battesimo del fuoco degli F-22 Raptor - i super cacciabombardieri Usa che solo per volare costano una tombola - è la volta di certi ‘ferrivecchi’ richiamati in servizio. Nella guerra contro chi taglia le teste con la spada, troppa tecnologia non aiuta. Anzi. Tornano ‘Facocero’ e ‘Phantom’.

Non è soltanto l’Italia a cercare di riciclare armi decisamente datate, come accaduto per le tonnellate di kalashnikov che forse abbiamo (mancano conferme o dettagli se la consegna è già avvenuta) ai ‘peshmerga’ curdi sul fronte anti Stato Islamico. Non è solo opportunismo economico. Nella guerra contro chi taglia le teste con la spada, troppa tecnologia non aiuta. Anzi. Sembra che il conflitto langua per mancanza di obiettivi da colpire. Finora le forze Isis sono riuscite a occultarsi sul terreno barricandosi in mezzo ai civili nei centri urbani e nascondendo blindati, corazzati e artiglierie.

Ed ecco che da qualche giorni - ci informa Analisi Difesa - sui cieli di Iraq e Siria sono in volo gli aerei da attacco americani A10 ‘Fairchild’ noti anche come Warthog ‘Facocero’ o, irriguardosamente ‘frullino’. Velivoli datati (fine anni 60) e a bassa tecnologia, pensati per contrastare le ondate di carri armati sovietici nelle pianure europee ma collaudati nei conflitti dal Golfo ai Balcani e Afghanistan. Con risultati sorprendenti: la capacità di incassare colpi e rientrare alla base, cosa riusciva a sparare con il suo cannone a ‘canne rotanti’, e poi le 12 tonnellate di bombe e missili che può sganciare.

Come reintrodurre il mulo per le troppe alpine. Il fatto è che Facocero e Frullino che sia è in grado di volare a bassa quota e a velocità minime: velivolo ideale per trovare e distruggere le postazioni dell’IS anche se risulta decisamente pericoloso. Dal 24 novembre gli A-10 son schierati in Kuwait nella stessa base Ahmed al-Jabr che ospita i Tornado italiani, e sono operativi solo da alcuni giorni. L’ultimo atto bellico degli A-10, destinati alla rottamazione - capita anche per le armi - sostituiti dagli onnipresenti e ‘multidubbi’ F-35, che tra un po’ ci diranno che sono in grado anche di fare l’espresso.

La radiazione degli A-10 doveva avvenire quest’anno - sempre Analisi Difesa - per risparmiare qualche miliardo di dollari da destinare al programma F-35 (sempre quelli) ma negli Stati Uniti in molti si sono levati a difendere la specificità di un velivolo nato per la Guerra Fredda ma rivelatosi prezioso in termini di efficacia e di costi operativi nei ‘conflitti asimmetrici’. Del resto, se i jihadisti usano la scimitarra, anche chi li contrasta deve regredire nelle armi. Nei raid aerei dall’Aeronautica iraniana contro IS è spuntato un ‘veterano' più datato del Facocero. Il cacciabombardiere F-4 Phantom D/E.

F-4E Phantom II - Forze aeree iraniane


Per appassionati e per la cronaca, il ‘Fantasma’ fu costruito dalla McDonnell Douglas all’inizio degli anni ’60. È il cacciabombardiere che garantì la superiorità aerea americana (e solo quella) durante la Guerra in Vietnam e nel periodo della Guerra fredda. Phantom, 60 anni dopo essere stato concepito, è ancora in uso tra molte forze aeree. In Iran arrivò ai tempi dello Shah e prima di Komeini. 225 esemplari ridotti per età a una cinquantina e tenuti in volo con avionica cinese. Ma ora volano con ‘noi’ contro lo stesso nemico. Per il ritorno alle cariche di cavalleria c’è ancora un po’ di tempo.

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17/02/2014

Trafficanti israeliani armano il “nemico” Iran?



Trafficanti d’armi israeliani avrebbero tentano di fornire, attraverso la Grecia, parti di aerei da combattimento all’Iran, paese che il premier Benyamin Netanyahu ad ogni occasione descrive come “nemico numero 1” di Israele, intenzionato a dotarsi di bombe atomiche. Lo riferisce il quotidiano greco “Kathimerini”.

Secondo il quotidiano ellenico, trafficanti israeliani avrebbero provato a inviare in Iran pezzi di ricambio per cacciabombardieri F-4 “Phantom”, via Grecia , in violazione dell’embargo sulle armi in atto contro Tehran. A scoprirlo, durante un'indagine, è stata l’agenzia governativa statunitense Homeland Security Investigations, in collaborazione con il dipartimento greco per la lotta al traffico della droga e delle armi.

Il tentativo, aggiunge Kathimerini, è stato effettuato in due fasi, una nel dicembre del 2012 e la seconda nel mese di aprile 2013. In entrambi i casi la scoperta è avvenuta in Grecia durante il controllo di container, all’interno dei quali sono stati trovati pezzi di ricambio per F-4. Il carico era stato inviato da Binyamina – Giv’at Ada (Israele) ed era destinato all’Iran tramite una società greca “Tassos Karras SA”, registrata a Votanikos, vicino ad Atene. Gli inquirenti hanno stabilito che l’impresa era in realtà una società fantasma, di proprietà di un cittadino britannico residente a Salonicco al momento irraggiungibile.

L’Iran possiede ancora numerosi F-4, cacciabombardieri di fabbricazione americana di vecchia generazione. Ma non può utilizzare gran parte di questi aerei per la mancanza di pezzi di ricambio causata dall’embargo su armi e relativi ricambi proclamato dagli Stati Uniti dopo la rivoluzione khamenista a Tehran 35 anni fa. Anche Israele ha avuto nella sua flotta aerea gli F-4 e ne utilizza ancora alcuni esemplari a scopo di addestramento. Evidentemente i trafficanti israeliani sono in possesso di molti pezzi di ricambio per questo tipo di cacciabombardiere che provano a vendere, con ogni probabilità a prezzi molto elevati, all’Iran che ne ha urgente bisogno. La storia ha sempre dimostrato che anche i peggiori nemici trovano il modo di fare insieme buoni affari.

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