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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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04/08/2026

I magnifici risultati della UE che crolla

Sul Corriere di ieri è comparso un editoriale del vicedirettore Federico Fubini, che denuncia il pericolo della fine dell’Unione Europea. Le cause sono individuate in Trump, Putin e nell’opposizione interna. In difesa dell’UE Fubini elenca tutta una serie di cifre che, a suo dire, dimostrano la validità del progetto europeo. Evidenzia i suoi primati, la sua forza economica e descrive le sue potenzialità.

Che l’UE abbia dei nemici esterni mi pare indubbio. Lo stesso attacco venuto dal Marocco, via Trump, ne è una prova. Diverso è il caso di Putin, ma non voglio addentrarmi su una questione molto complessa. Di fatto l’UE è in guerra con la Russia. Ha votato non so più quanti pacchetti di sanzioni, fornito armi all’Ucraina... difficile immaginare che la Russia non ci sia nemica.

Il resto dell’articolo presenta una lunga serie di allusioni più o meno esplicite ai nemici interni dell’UE che evidentemente non si accontentano delle belle cifre di Fubini, che proprio per questo afferma: “Mi chiedo a volte se non siamo semplicemente viziati. Diamo talmente per acquisite le conquiste degli ultimi 70 anni, che non pensiamo davvero di poterle perdere”.

“Viziati”, i critici dell’UE sono dei “viziati”. L’UE va benissimo, macina numeri grandiosi, ma ci sono dei viziati che non si accontentano e che evidentemente scaricano le loro frustrazioni sul bellissimo progetto europeo. Il sottotesto del passaggio finale (le “conquiste” degli anni Settanta) è che tutto quel benessere evidentemente fa male...

Ora, la principale ragione del fallimento dell’UE è proprio il fubinismo. È cioè il disprezzo verso ogni forma di critica. È la cecità di fronte al declino epocale del benessere. È la mistificazione degli effetti nefasti prodotti dalle privatizzazioni e dalla supremazia del capitale sul lavoro e sui lavoratori.

I numeri di Fubini sono in realtà numeri vuoti. Sono snocciolati come perle di verità per nascondere la crisi dei salari, l’involuzione della scuola, le continue frane nel sistema previdenziale e sanitario.

Occultano una crisi che non è poi solo economica ma è anche di senso, relativa cioè alle forme simboliche di condivisione dello spazio pubblico e collettivo. Le società europee sono sempre più disgregate, attraversate da impulsi e da egoismi che il principio della competizione capitalistica favorisce e alimenta.

Il neoliberismo dell’UE ha fallito in tutto. Ha fallito sul piano economico perché ha generato diseguaglianze allucinanti, di cui la stessa città del Corriere della Sera, cioè Milano, è uno dei suoi simboli.

Ha fallito sul piano culturale, perché ha promosso un’idea del mondo fondata su un tecnonichilismo individualista che produce frustrazione e violenza. E ha fallito anche sul piano politico perché con la sua ideologia della governance ha promosso la distruzione della mediazione politica, lo svuotamento dei parlamenti, la messa al bando di ogni pensiero non conforme.

Quella di Fubini è dunque solo propaganda stracarica di classismo, anzi di razzismo verso i larghi strati della popolazione che vedono ogni giorno eroso il loro benessere con la minaccia di gravi contraccolpi per le scellerate politiche militari che ci vedono contro la Russia e collusi con le guerre americane in medio oriente.

Ho creduto nel progetto europeo. Ricordo il dibattito in Rifondazione Comunista alla fine degli anni Novanta e devo dire che all’epoca mi schierai con gli europeisti. Mi sono sbagliato. Avevano ragione i critici che in Rifondazione prevedevano il disastro economico e ideologico che stiamo vivendo. Non so come se ne possa venire fuori.

Credo che l’unico punto di partenza sia un’operazione verità contro le distorsioni ideologiche dei vari Fubini e di tutti gli apprendisti stregoni che hanno propiziato il fallimento europeo. La propaganda non funziona più e il ricatto morale contro i “viziati” è oramai solo il segno dello squallore classista di chi vive fuori dal mondo.

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