Secondo quanto abbiamo già denunciato pochi giorni fa, è stata affidata a poche righe leggibili sul sito del Ministero della Difesa, la comunicazione del fatto che a partire da marzo 2026, l’Italia ha schierato un contingente militare in Arabia Saudita “a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein”.
Si tratta nel dettaglio della missione Task Force Air – Arabia, composta da centinaia di militari dell’Aeronautica Militare schierati tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force “concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area”.
Secondo il poco che c’è di leggibile sul sito del Ministero della Difesa, il dispositivo integra capacità di “allarme precoce, comando e controllo, difesa aerea, trasporto tattico, sorveglianza radar e contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio”.
Stando a quanto riporta la pubblicazione specializzata Rivista Italiana Difesa, la missione militare in Arabia Saudita è stata resa possibile dalla facoltà che, con la nuova normativa, il Governo ha di spostare forze e assetti nella stessa aerea geografica dove esistono già una o più missioni autorizzate dal Parlamento.
Il riferimento a questo cavillo è relativo alla possibilità di “dispiegare un dispositivo multidominio nazionale in Medio Oriente al fine di contribuire alla realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale”.
La cornice è quella della missione in Iraq e Medio Oriente già approvata quasi in automatico dal Parlamento, dove sono elencati tanti Stati (Kuwait, Giordania, Siria, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain). Nell’area geografica di intervento di questa missione non compare l’Arabia Saudita: c’è però un’altra dicitura molto generica, quella di “Golfo Arabico”.
In pratica è bastata una piccola deroga su quanto già approvato dal Parlamento – piuttosto distrattamente in un caso, in modo complice nell’altro – per ritrovarci di nuovo coinvolti con armi e bagagli in una guerra di cui il paese non sa nulla, e magari neanche è d’accordo.
Il ministro Crosetto su questo è stato sferzante: “Sostenere che il Parlamento fosse all’oscuro non è una critica al Governo ma o la confessione di non aver seguito le audizioni e non aver letto gli atti o non aver compreso ciò che si è votato”.
Formalmente non avrebbe neanche tutti i torti, ma certamente è stato praticato per l’ennesima volta il “vizietto” di inserire dettagli importanti nascosti come “passaggi incidentali” nei provvedimenti che il governo presenta al Parlamento.
Così come abbiamo denunciato qualche giorno fa, dunque, anche il Fatto Quotidiano rileva che in questi mesi – da marzo a oggi, ndr – nessuno dei parlamentari (di maggioranza o opposizione) ha chiesto delucidazioni e dettagli sulle forze italiane schierate nell’area.
E c’era chi pensava che le menzogne del governo si limitassero ai voli USA partiti dalle basi di Aviano e Sigonella, o ai convogli da Camp Darby per andare a fare la guerra contro l’Iran.
Dunque proprio nel momento in cui l’Arabia Saudita ha scelto una strada per così dire “assertiva” (contro gli Houthi yemeniti e le milizie irachene), andando a bombardare forze alleate dell’Iran, i contingenti militari italiani si trovano sul campo con una esplicita funzione anti-iraniana, difensiva sulla carta ma pienamente operativa nei fatti. Visto dall’Iran, e anche dal defunto diritto internazionale, è un posizionamento dell’Italia come soggetto apertamente belligerante.
Del resto nella storia degli imbrogli di guerra con cui i governi italiani hanno ingannato i propri cittadini sul coinvolgimento dell’Italia nei conflitti, ricordiamo anche la definizione dalemiana di “difesa preventiva” in base alla quale gli aerei militari italiani sono andati a bombardare in Serbia e Kosovo nel 1999; dunque in proiezione offensiva e niente affatto difensiva.
L’avventurismo delle classi dirigenti in Italia e l’indolenza – o complicità – politica delle cosiddette opposizioni in materia di coinvolgimento del paese in guerra, appaiono estremamente pericolosi per il presente e il futuro. Costoro mentono, occultano, confondono e alla fine ci troviamo dentro al baratro.
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