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03/08/2026

“Nessun cedimento è possibile con i sionisti”. Rivolta dei circoli dell’Anpi sul comunicato congiunto con l’Ucei

A seguito dell’articolo del Forum Palestina pubblicato dal nostro giornale, il quale denunciava la capitolazione della direzione nazionale dell’Anpi alle pressioni dei circoli sionisti in Italia relativamente alle manifestazioni passate e future per il 25 aprile, molti circoli territoriali dell’Anpi hanno preso posizione contestando apertamente il comunicato congiunto tra Anpi e Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

In particolare molti circoli Anpi si sono indignati – giustamente – quando già il giorno successivo alla firma di quel comunicato di “pacificazione”, gli ambienti sionisti milanesi aggregatisi intorno alla Brigata Ebraica sono andati subito all’attacco presentando una denuncia pesantissima contro i manifestanti che il 25 aprile scorso a Milano avevano sbarrato la strada allo spezzone con le bandiere di Israele. Insomma un segnale tutt’altro che in sintonia con lo spirito pacificatore del comunicato congiunto e una conferma in più che nessuna mediazione è possibile con i circoli sionisti che sostengono apertamente l’occupazione dei Territori Palestinesi e il genocidio del popolo palestinese.

Qui di seguito alcuni stralci dei comunicati di alcuni circoli Anpi da diverse città italiane e, dettaglio significativo, soprattutto da Milano.
Anpi Milano Città Studi. “La nostra sorpresa non riguarda i contenuti presenti nel comunicato, che ribadisce valori e pratiche che l’ANPI ha sempre rispettato. Piuttosto, riguarda quello che manca: una valutazione delle tensioni oggetto del comunicato e delle loro cause. … ci preoccupa che la pubblicazione del comunicato sia stata immediatamente seguita dall’incredibile notizia che la “Brigata Ebraica” avrebbe intentato una denuncia contro ignoti per i fatti del 25 Aprile. Per quanto ci riguarda, la risposta della piazza alla provocazione della “Brigata Ebraica” è stata sacrosanta e ha rappresentato un momento di chiarezza da cui ripartire per il futuro: fuori dal 25 Aprile i sostenitori del genocidio e della guerra”.

Anpi Atm, Milano. “L‘atteggiamento ambiguo e dimesso che, ancora una volta, ANPI Nazionale mostra nel provare a mediare una situazione dove non c’è nulla da mediare: non può esserci nessuna mediazione con i sionisti, che noi riteniamo essere nazisti sotto tutti gli aspetti”.

Anpi Roma “Orlando Posti”. “Rifiutiamo l’invito ad “abbassare i toni in merito alla questione israelo-palestinese”. Abbassare i toni significa girarsi dall’altra parte rispetto ad un genocidio che continua a Gaza, in Cisgiordania e in Libano. L’atteggiamento fascista del governo israeliano, sostenuto dagli USA ed oggi dal governo ucraino, va denunciato ovunque, in ogni occasione e con ogni mezzo.
​Riteniamo pertanto che l’avvio di un percorso congiunto tra ANPI e UCEI in vista del prossimo 25 aprile non possa che essere subordinato ad una chiara e netta presa di distanza di UCEI dal genocidio attuato da Israele, dall’occupazione dei territori palestinesi, dalla violenza dei coloni e dal furto delle terre di Palestina”.

Anpi “68 Martiri” Grugliasco. “Esprimiamo profondo sgomento per quanto espresso da un comunicato congiunto ANPI Nazionale-UCEI che restituisce un’immagine molto diversa rispetto all’Associazione che animiamo sul nostro territorio.
Dal 2011 portiamo la bandiera palestinese al corteo del 25 Aprile, abbiamo promosso innumerevoli iniziative sul tema, fino all’intensificarsi degli ultimi anni con numerose presenze anche alle manifestazioni torinesi con le comunità palestinesi e il Coordinamento Torino per Gaza”.

Anpi sezione Nizza-Lingotto, Torino. “Il Comitato di Sezione Anpi Nizza Lingotto riunitosi il 30 luglio 2026 respinge come inaccettabile il comunicato congiunto Anpi Nazionale-UCEI che asseconda le esigenze dell’UCEI di riconoscimento di un presunto ruolo nella Resistenza italiana alla Brigata Ebraica e ne “riconferma il diritto di partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile”. Il comunicato è per noi un cedimento alle pressioni dell’UCEI e un’indiretta condanna delle contestazioni subite a Milano dalla Brigata Ebraica, un’unità militare che ha avuto un ruolo insignificante nella liberazione dell’Italia e aveva soprattutto lo scopo di promuovere presso la comunità internazionale la fondazione dello Stato sionista nel dopoguerra”.

Anpi “Sette Martiri” di Venezia e Sezione ANPI “Lola Munaretto” di Zelarino: “A nostro parere il testo dell’accordo è incomprensibilmente vago, in particolare quando accenna genericamente al rifiuto della violenza per due motivi: prima di tutto perché le tensioni del 25 aprile sono state direttamente provocate, tanto a Roma che a Milano, da estremisti sionisti, e poi perché il filo conduttore delle celebrazioni era la ennesima, doverosa denuncia dell’Anpi della catastrofe umanitaria causata da Israele, in corso, allora come oggi, a Gaza e Cisgiordania. (…) Pur nella consapevolezza di esporci a possibili strumentali accuse di sabotare la “pacificazione”, non ci riconosciamo nel comunicato congiunto Anpi-UCEI per la convinzione rafforzataci dalla pratica antifascista che la “pacificazione” si realizza solo nel riconoscimento delle responsabilità di Israele”.
È evidente che quanto denunciato dal Forum Palestina e riportato da Contropiano era e rimane un sentimento ampiamente diffuso negli ambienti antifascisti e internazionalisti nel nostro paese.

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