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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

23/09/2026

Lavoratore in appalto muore al Colosseo, monumento chiuso solo dopo le proteste dei lavoratori

È stato allucinante vedere stamattina il Colosseo aperto, come se niente fosse, a poche ore dalla morte di un operaio di 22 anni all’interno del monumento: il Ministro ha disposto la chiusura solo dopo l’intervento sindacale e una nota della RSU del Parco Archeologico che la richiedeva.

Un intervento tardivo, arrivato solo grazie al risentimento e la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno avuto una reazione di dignità. Mentre in prima battuta dal Ministero sono arrivate parole di cordoglio e azioni totalmente inadeguate di fronte alla morte di Andrea Moretti di anni 22, deceduto mentre lavorava all’interno di uno dei monumenti più visitati al mondo da dipendente di una società in appalto.

Come già accaduto alla Reggia di Caserta, a Castel Sant’Angelo e alla Torre dei Conti, la gestione della cultura cerca di far passare il messaggio che lo “spettacolo” deve sempre andare avanti, anche di fronte alle morti sul lavoro.

Ora che hanno dovuto ascoltare i lavoratori sulla chiusura per lutto, si deve dare massima priorità alla sicurezza dei lavoratori, con attenzione alle molte sollecitazioni sul tema che USB ha già sollevato per quanto riguarda gli appalti di lavori e servizi per il Colosseo.

Questa è solo l’ennesima dimostrazione di cosa sia la giungla degli appalti per la pubblica amministrazione: un sistema che va smantellato, perché non si può continuare a morire di lavoro e non si può, a maggior ragione, farlo mentre si è in appalto per lo Stato.

Tutto questo succede anche perché i lavoratori privati della cultura vengono sottopagati e sottoposti alla limitazione degli scioperi per i servizi pubblici essenziali dalla legge 146/90.

La democrazia sindacale non è uno scherzo e va tutelata: senza sciopero i lavoratori non possono difendere allo stesso modo la loro sicurezza, il salario e la dignità!

USB sempre dalla parte dei lavoratori: basta morti, vogliamo la legge che introduca il reato di omicidio sul lavoro!

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Morto 22enne sul lavoro al Colosseo! Parlano di sicurezza e zone rosse e poi ci uccidono sul lavoro!

Convochiamo la stampa alle ore 14 a Largo Gaetani Agnesi

Ci è arrivata oggi la notizia di un ragazzo 22enne, giovane come noi, morto sul lavoro al Colosseo.

Il governo e le giunte comunali parlano di sicurezza e fanno le zone rosse, come quella di Colosseo, ma noi sappiamo bene che la vera sicurezza non è quella delle politiche securitarie ma è la sicurezza sociale e quella sul lavoro.

In questo paese muoiono 4 lavoratori al giorno, ma la nostra classe dirigente preferisce parlare delle gonne delle donne o degli hijab, sperando di distrarci dai problemi reali. Neanche davanti alla morte di un ragazzo il Colosseo è stato chiuso ai turisti, simbolo di una città che continua a mettere ancora una volta il profitto davanti alla vita.
OSA- Cambiare Rotta

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