Gli attori di questo scenario sono i seguenti: il dirigente di Hamas Yhaya Sinwar, ucciso a Gaza dagli israeliani a ottobre del 2024; un ex ministro palestinese dell’ANP Abu Zaida; un losco ex dirigente di Al Fatah, Mohammed Dahlan (foto a sinistra) oggi a libro paga degli Emirati Arabi Uniti; infine un agente superiore dello Shin Bet israeliano.
I colloqui tra questi soggetti sono alla base delle rivelazioni di Haaretz secondo cui Netanyahu sarebbe stato avvertito, prima del 7 ottobre, che fosse in preparazione una grossa operazione palestinese da Gaza, ma decise di non alzare il livello di sicurezza.
Una tesi che ha una sua plausibilità, ma non spazza certo via il torbido che circonda molti dei personaggi indicati come protagonisti di questa vicenda.
Uno di questi in particolare, Mohammed Dahlan, è l’essenza dell’ambizione personale, del doppio e triplogiochismo e del tradimento nel campo palestinese.
L’altro è Abu Zaida (nella foto a sinistra) la cui stretta collaborazione con Mohammed Dahlan è un capitolo fondamentale della sua carriera politica. Per anni, Abu Zaida è stato considerato una figura di spicco associata al campo di Dahlan, rivale politico del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas.
Nel 2014, è stato estromesso da Fatah insieme ad altre figure di spicco dello stesso giro. Oltre al suo rapporto con Dahlan, Abu Zaida aveva anche legami con alcune figure interne ad Hamas.
Secondo quanto riportato dall’inchiesta pubblicata da Haaretz, proprio l’ex ministro palestinese Abu Zaida ha ammesso di aver fatto da mediatore tra Ghazi Hamad, delegato dal dirigente di Hamas Yahya Sinwar alle trattative, e gli agenti dello Shin Bet israeliano.
Abu Zaida veniva utilizzato come tramite per consentire a Israele di evitare colloqui diretti con Hamas. Secondo Haaretz le parti si incontravano spesso nella stessa stanza, aggiungendo che tutti i partecipanti parlavano fluentemente l’ebraico. Obiettivo dei negoziati era uno scambio tra alcuni ostaggi israeliani a Gaza e i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.
Il giornalista di Haaretz, Shlomi Eldar, in un suo post di venerdì scorso, ha affermato che Abu Zaida non voleva essere identificato nel suo articolo di 10 giorni fa e quindi aveva concordato di fare riferimento a lui in base al colore dei suoi occhi. Da qui lo pseudonimo di “Occhi di carbone”, un accorgimento dovuto al fatto che, al contrario, Abu Zaida ha degli occhi chiari facilmente individuabili.
Secondo quanto riferito da Haaretz, i negoziati che coinvolgevano Abu Zaida si sono svolti per diversi mesi all’inizio del 2023, finché Sinwar non si è stancato della mancanza di progressi.
A questo punto, Sinwar si è avvicinato ad Abu Zaida dicendogli di informare Israele che: “Se non faranno progressi con i negoziati, sto preparando una sorpresa enorme per loro. Ci sarà uno zilzal”, riporta Shlomi Eldar citando Sinwar, usando una parola araba che sta a significare “terremoto”.
Nel suo precedente articolo, Shlomi Eldar ha scritto che Occhi di Carbone aveva poi trasmesso il messaggio a un alto consigliere del presidente degli Emirati Arabi Uniti, descritto come un palestinese in esilio ad Abu Dhabi e si ritiene che si tratti proprio di Mohammad Dahlan, ex dirigente di Al Fatah, per un periodo capo dell’intelligence dell’Autorità Palestinese a Gaza, ampiamente screditato, da molti palestinesi considerato un traditore e passato al servizio degli Emirati Arabi Uniti.
Come abbiamo visto, lo stesso Abu Zaida fa parte della “fazione dissidente” di Fatah guidata da Dahlan.
Dopo aver ricevuto l’avvertimento da Occhi di Carbone (ossia Abu Zaida), il consigliere del presidente degli Emirati – quindi Dahlan – ha chiesto al mediatore di incontrare nuovamente Sinwar per verificare la serietà della minaccia di quest’ultimo. Un simile incontro si è tenuto a metà settembre 2023, durante il quale Sinwar ha ripetuto la minaccia e ha chiesto a Occhi di Carbone di riferirla “parola per parola”.
Stando a quanto riportato da Haaretz, Mohammed Dahlan informò quindi dell’avvertimento il suo superiore, lo sceicco degli Emirati Mohammed bin Zayed e, il 15 settembre 2023, Occhi di Carbone comunicò anche allo Shin Bet il messaggio di Sinwar. E lo Shin Bet afferma di aver riferito il tutto a Netanyahu.
Rimane ancora il mistero di una telefonata diretta tra lo sceicco bin Zayed (Emirati Arabi Uniti) con Netanyahu per avere conferma che avesse ricevuto le informazioni ottenute dai propri uomini. I primi confermano, il secondo smentisce.
Haaretz ha ipotizzato che l’esitazione di Netanyahu potesse derivare dal timore di raggiungere un accordo con Hamas e dalla conseguente reazione negativa dei membri più fanatici del suo governo, mentre i funzionari dello Shin Bet che gestivano i colloqui hanno affermato che il primo ministro avrebbe espresso preoccupazione per eventuali fughe di notizie ai media.
È bene sapere che Abu Zaida/Occhi di Carbone è riuscito ad uscire vivo da Gaza e vive attualmente a Il Cairo, secondo il Times of Israel sono anni che parla sistematicamente con i giornalisti israeliani.
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