Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

17/08/2010

Is only Death real?


Stimolato dall'analisi dell'intera discografia dei Death pubblicata su Metal.it, negli ultimi giorni ho diligentemente riascoltato tutta la produzione del gruppo di Schuldiner constatando (con poca sorpresa) che la mia opinione sull'operato del fu "Evil Chuck" è piuttosto cambiata rispetto all'epoca in cui mi confrontai per la prima volta con la sua musica.
Ai tempi del primo approccio coi Death ero ancora pivello e privo di conoscenza in ambito metal, quindi mi muovevo e valutavo col classico, grezzo, metro adottato da ogni (o quasi) nuova leva: "se suona più veloce e intricato è meglio". Dunque via a consumare quello che Schuldiner diede in pasto al pubblico da Human in avanti, poi il tempo passa, la percezione personale si smussa, affina e cambia. Ecco quindi che i dischi esaltanti di ieri, sviscerati per bene ora mettono a nudo soltanto un gran senso di freddezza e distacco, mentre gli album ai tempi bollati come "grezzi" per passare velocemente oltre, mostrano un fascino tutto particolare con la propria furia nichilista e qual cambio di ritmo buttato lì nel pezzo che vale più di tutte le divagazioni tecniche poste in essere dalla carrellata di mostri che si sono avvicendati alla corte di Chuck.
Rispetto dunque per la carriera del gruppo, che probabilmente è stato l'unico a far ciò che voleva dell'estremo, dando prima i natali a un genere per poi condurlo con naturalezza e semplicità verso orizzonti inesplorati, ma anche un po' d'amarezza per il progressivo venir meno di quella carica deflagrante che ammorbava pezzi come Baptized In Blood, Primitive Ways o Living Monstrosity in favore di una ricerca strumentale che a mio modo di vedere ha fornito al gruppo mezzi espressivi scarsamente districabili e d'impatto superficiale.
Poi oh... a me lo scream con cui Chuck ha lentamente monopolizzato le sue linee vocali non è mai piaciuto!

16/08/2010

Saharan dream

Negli ultimi giorni mi è stato davvero difficile trovare una colonna sonora su cui far scorrere il tempo.
Sono incappato in tanti pezzi, in generi differenti, ma niente riusciva a tirarmi fuori dall'anima ciò che ha hanno smosso due giorni di pioggia battente e continua.
E adesso, osservando lo scorcio di mare che spunta tra i maledetti palazzi che vedo dalle mie finestre, mi sento un po' come un gabbiano impossibilitato a volare.
Morricone, però, forse riuscirebbe a levarmi da qui, e senza nemmeno tirar fuori un deca!


15/08/2010

Ferragosto.... in mìande !!!

Prendendo spunto dagli ultimi post del buon carbonizzato...
ecco un brano che rappresenta in pieno la mia attuale situazione mentale :

13/08/2010

My last words

Come la scorsa notte, anche questa mattinata è fittamente battuta dalla pioggia scatenata da un cielo dalle tinte insolitamente lugubri e sinistre per la stagione attuale.
In questo momento un pezzo credo sia più azzeccato di qualsiasi altro:


Beate le ultime parole, che saranno sempre le prime!

02/08/2010

Tunnel of love



E' questa la canzone su cui si muove la mia notte.
A ogni artista in grado d'imbracciare decentemente uno strumento ho sempre invidiato la capacità di descrivere così bene i sentimenti e gli stati d'animo in cui una persona s'imbatte nel corso della propria esistenza.
E' questo che più amo, e allo stesso tempo odio, della musica.

Estremo in senso lato

All'interno della musica moderna, il metal s'è sempre orgogliosamente proposto e ritenuto come la derivazione sonora estrema per antonomasia, sostanzialmente perché, quando nacque, c'era ben poco che potesse stargli dietro a livello d'impatto sonoro. Nessuno, infatti, aveva mai fatto tanto "casino" quanto i gruppi che diedero i natali all'heavy metal.

Tuttavia, col trascorrere dei decenni, le cose sono cambiate (basta pensare a come s'è evoluta la dance...) e considerare estremo un genere solo per come esce dalle casse dello stereo risulta un po' riduttivo.

Diventa, quindi, piuttosto interessante espandere l'orizzonte della questione considerando anche il messaggio (quindi il testo) che un brano va a veicolare.

Da questo punto di vista l'estremismo messo nero su bianco dal metal ha sempre avuto connotazioni abbastanza scontate, andando a parare più sui cliché scandalistici di facile presa sul pubblico (blasfemia fine a se stessa, immaginario horrorifico, morte in senso lato) che su una mirata demolizione della realtà contingente o di parte di essa (si pensi alla critica sociale o politica in gran parte assente nel genere - fatta eccezione per il thrash dove è comunque mantenuta sempre a livelli piuttosto generali -).

Per trovare liriche dotate di carica autenticamente estrema è quindi preferibile rivolgersi altrove, soprattutto se sì è alla ricerca di brani che sì cimentino nella costruzione d'una critica argomentata, sensata ed ironica della realtà (che è poi la vera essenza dell'estremismo di un testo, il cui obiettivo è stimolare il pensiero dell'ascoltatore e magari indurlo a scardinare o quanto meno distaccarsi da preconcetti e status quo propri della realtà in cui è calato).

A questa "causa" molto hanno offerto diversi cantautori italiani appartenenti ai generi più disparati.

Di seguito riporto una breve carrellata di pezzi che, nel messaggio, sono più "breaking the law" del 90% del metal pubblicato fino a oggi facendo proprio anche il merito di portare la poesia nella musica.

Enjoy!











PS: l'estesissimo pezzo di Gaber è forse quello che meglio condensa il mio discorso, ma è anche il brano più difficoltoso da assimilare perché richiede una conoscenza piuttosto approfondita dei fatti che hanno costruito la storia della Prima Repubblica di questo Paese.

01/08/2010

Liar

Il sabato si finisce quasi sempre a fare le stesse cose, soprattutto se si vive in una città caratterialmente angusta come la nostra.
Stessi luoghi, stessi itinerari, stesse emozioni, stessi discorsi che spesso parano sulle solite persone, che di frequente definiamo "conta musse".
Questo pezzo è dedicato a loro (con una punta di cattiveria che non fa mai male).