Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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15/07/2026

R.I.P Mike Browning

All’improvviso se n’è andato Mike Browning, musicista che ha saputo cambiare la storia di un genere e svilupparlo come pochi altri suoi coetanei. Prima con i Morbid Angel, poi con i Nocturnus, è stato uno degli uomini che hanno costruito la scena di Tampa, il laboratorio creativo da cui è nato il death metal americano. È stato uno dei musicisti che, negli anni Ottanta, hanno letteralmente inventato un nuovo linguaggio musicale: la sua batteria, la sua voce, la sua visione e la sua capacità di immaginare strade nuove contribuirono a definire uno stile che avrebbe influenzato intere generazioni. Con The Key dimostrò inoltre che il death metal poteva spingersi ben oltre i suoi confini tradizionali, introducendo un immaginario fantascientifico e un uso delle tastiere e del theremin che all’epoca non avevano precedenti.

La notizia della sua scomparsa è ancora più dolorosa perché arriva proprio mentre aveva ritrovato entusiasmo e una direzione ben precisa per il nuovo corso dei Nocturnus. Dopo Unicursal, Mike parlava con entusiasmo e convinzione dei progetti futuri, lasciando intendere di avere ancora molto da raccontare.

Ho avuto il piacere e l’onore di poterlo intervistare e, oltre alla leggenda, ho conosciuto un uomo di una disponibilità rara: gentile, appassionato, attento ai suoi fan e sinceramente grato a chi, dopo tanti anni, continuava a seguire la sua musica. Oggi il death metal perde uno dei suoi pionieri più importanti.

Ciao Mike, che tu possa continuare il viaggio attraverso le sephiroth con il Dr. Magus. (Stefano Mazza)

Fonte

28/09/2019

Morto Richard Brunelle

Lunedì 23 è morto Richard Brunelle, chitarrista death metal conosciuto per aver militato nella primissima parte di carriera dei Morbid Angel.

Non è mai stato una colonna del gruppo. A parere del sottoscritto, tuttavia, ha messo la firma sul brano più bello dell'intera carriera della band e di Blessed Are The Sick in particolare


20/02/2012

Morbid Angel - Blessed Are the Sick

Parlare dei Morbid Angel è parlare del death metal.

Alfiera di questo movimento e formatasi a metà degli anni '80, la band capitanata da Trey Azagthoth già nel 1986 assume il ruolo di leader del movimento prima floridiano poi mondiale qrazie al leggendario demo "Abominations of Desolation", poi pubblicato su cd nel 1991 dalla Earache che lo ha reso noto al grande pubblico, che domina il circuito underground del tape trading per diversi mesi, grazie all'innovazione portata dalla band nei canoni ancora primordiali di questo genere musicale e grazie alla produzione rozza ma efficace di un certo David Vincent che qualche mese dopo diverrà il bassista cantante del gruppo, che vede ancora tra le proprie fila Mike Browning dietro le pelli, futuro batterista dei seminali Nocturnus.

Dopo il vero debutto discografico avvenuto con "Altars of Madness", i Morbid Angel nel Febbraio 1991 si recano nel tempio del death, ovvero i Morrisound Studios di Tampa, e con l'aiuto del produttore Tom Morris danno alla luce uno dei dischi più oscuri, malati ed estremi fino a quel momento mai concepiti, decisamente molto più pesante e contorto rispetto al più lineare debutto.

Dopo essere rimasti abbagliati dallo splendore della copertina, raffigurante il dipinto J. Delville, "Les tresors de Satan", un'apocalittica intro fa da apertura ad un fiume di malignità vomitato in maniera esemplare da un mai troppo compianto David Vincent, in precedenza compagno proprio di Sandoval nel seminale "World Downfall" dei Terrorizer di Oscar Garcia e successivamentei impazzito a causa della propria debolezza e della moglie e confluito nei penosi Genitorturers, perfetto screamer e carismatico frontman che i Morbid Angel non hanno potuto rimpiazzare in maniera adeguata con il pur bravo Steve Tucker. In questo album il songwriting di Azagthoth è al suo vertice assoluto e si miscela a perfezione in una perfetta alchimia che vede i quattro membri esaltarsi l'un l'altro, grazie anche alla immane preparazione tecnica e potenza di Pete Sandoval alla batteria e al gusto di Richard Brunelle, unica anima melodica della band che infatti con la sua dipartita perderà un po' (per non dire totalmente) quelle atmosfere melanconiche ed oniriche che contribuivano in maniera decisiva a ricreare un feeling oscuro e malevolo.

In questo album possiamo trovare letteralmente di tutto, pezzi cadenzatissimi e catacombali, sfuriate grind, blast beats a ripetizioni, dolcissime e romantiche strumentali, up tempos, assoli lancinanti oppure fulminei ed il tutto amalgamato in maniera semplicemente perfetta, insomma i Morbid Angel in "Blessed Are the Sick" riescono a fare quello che quasi nessuno è più riuscito a ripetere in futuro...nemmeno loro.

In mezzo a tanto infernale abisso, emerge l'autentica poesia di "Desolate Ways", l'unico brano firmato interamente da Richard Brunelle che a parere di chi scrive è sicuramente l'arpeggio più amaro, triste ed intenso che sia mai stato scritto e che, ironia della sorte, racchiude dentro di sè tutto lo spirito e l'essenza di "Blessed Are the Sick", le cui sensazioni ed emozioni, così violente ed efferate, vengono paradossalmente esternate tramite un brano così mite ed inquietante.

De gustibus non disputandum est, ma è innegabile che "Blessed Are the Sick" sia senza dubbio il lavoro più oscuro, introverso e fondamentale sia per la carriera dei Morbid Angel sia per il panorama death metal mondiale.

Fonte.