Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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10/11/2014
Sudafrica: il Cosatu espelle il sindacato dei metalmeccanici
Una decisione “tragica” la definisce il partito di governo African National Congress (Anc) mentre per Jay Naidoo, celebre militante anti-apartheid, ministro durante la presidenza di Nelson Mandela e primo segretario generale della confederazione sindacale Cosatu (Congress of South African Trade Unions) si tratta addirittura di “una ferita irreparabile”. Sono solo alcuni dei commenti alla decisione del Cosatu (con 33 voti contro 24) di espellere dalla confederazione il sindacato dei metalmeccanici, Numsa, a causa di divergenze politiche ormai insanabili.
Numsa, la sigla di categoria che nel paese conta più iscritti, circa 350.000, nelle scorse settimane si era posta in forte contrasto con l’alleanza di governo guidata dall’Anc – e di cui la confederazione Cosatu è parte integrante – annunciando la prossima formazione di un “fronte unito” socialista e criticando le derive “neo-liberiste” dell’esecutivo, oltre all'arrendevolezza dei sindacati ufficiali nei confronti delle richieste di imprenditori e classe politica. Un collateralismo già emerso negli ultimi due anni durante i duri conflitti tra i lavoratori delle miniere o dell'industria del vino contro i datori di lavoro, rappresentati per lo più da multinazionali straniere di cui però alcuni importanti dirigenti dell'Anc sono diventati manager o azionisti.
Tra l'altro è proprio di queste ore la notizia che la polizia sudafricana ha avviato un’indagine per corruzione nei confronti del presidente sudafricano Jacob Zuma e la sua famiglia, per i lavori di ampliamento della residenza privata di Nkandla, nella provincia di KwaZulu-Natal. La decisione è stata presa a seguito di accuse mosse dal leader dell’opposizione radicale Julius Malema (ex leader dei giovani dell'Anc, fondatore di un movimento radicale anticapitalista dopo la sua espulsione) e da Mmusi Maimane, capogruppo della minoranza parlamentare di Democratic Alliance.
Secondo Beeld le indagini si concentrerebbero sulla società Moneymine, che ha incassato circa 50 milioni di rand per i lavori (il costo totale era stato di 246 milioni, ovvero 17 milioni di euro). I proprietari di Moneymine avrebbero infatti legami con Mandla Gcaba, cugino del presidente.
L’espulsione del Numsa, di cui si discuteva da settimane, è stata decisa in un incontro appositamente convocato, di cui però i metalmeccanici contestano l’esito. A loro parere, infatti, il Cosatu avrebbe contravvenuto al suo stesso statuto rifiutando la convocazione di un congresso generale straordinario, richiesto dal loro leader Irvin Jim.
Tra i commentatori politici c’è ora attesa per comprendere quali saranno le conseguenze dell'espulsione: le otto confederazioni sindacali di settore che hanno votato contro l’espulsione della Numsa si riuniranno per concordare una strategia comune e l’attenzione è puntata anche sul segretario generale del Cosatu, Zwelinzima Vavi, da tempo in forte dissenso con la confederazione.
Nel frattempo il sindacato radicale National Council of Trade Unions (Nactu), alternativo al Cosatu, ha offerto alla Numsa di formare una nuova confederazione nazionale.
Fonte
29/10/2014
Sudafrica: rottura nel sindacato, metalmeccanici contro il governo
Una rottura con il governo in nome del “socialismo”: l’ha annunciata la National Union of Metalworkers of South Africa (Numsa), il sindacato dei metalmeccanici, quello che conta il maggior numero di iscritti nel paese e che vuole portare fino alle estreme conseguenze la rottura con la confederazione sindacale ufficiale.
“A dicembre di quest’anno lanceremo il Fronte Unito” ha annunciato il segretario generale del sindacato Irvin Jim “per esplorare la possibilità del socialismo in Sudafrica”. La presa di distanza, ha specificato Jim, è “dall’alleanza”, al potere in Sudafrica dal 1994, tra African National Congress (Anc), Partito comunista e confederazione sindacale Cosatu (Congress of South African Trade Unions). Il dirigente sindacale non ha escluso che la nuova piattaforma possa presentarsi in futuro alle elezioni.
“L’Anc adesso è comandato da una classe media nera parassitaria” denuncia il segretario generale di Numsa, puntando in particolare il dito contro l’attuale vicepresidente Cyril Ramaphosa, che ha un passato da uomo d’affari e si è circondato di imprenditori e manager di stato.
Inoltre, ha continuato Jim, esistono “differenze inconciliabili” con parte della dirigenza dello stesso Cosatu, la storica confederazione dei sindacati considerata da molti troppo schiacciata sulle posizioni del governo e troppo incline al compromesso con imprenditori e multinazionali.
I metalmeccanici, tuttavia, secondo il loro leader, non abbandoneranno la confederazione - Cosatu - se non saranno costretti a farlo. Lo stesso Fronte Unito, ha ricordato Jim, è un progetto di cui i rappresentanti dei lavoratori parlano “dal 1987”. Per questo motivo Numsa chiede “una conferenza elettiva” che rinnovi la leadership dell’intero Cosatu, minacciando ricorsi in tribunale in caso di rifiuto.
Sui metalmeccanici, tuttavia, pesa lo spettro dell’espulsione: nei giorni scorsi un voto su questa possibilità è stato evitato, anche su pressione dell’Anc, ma la questione verrà discussa di nuovo il 7 novembre. Numsa è accusata di voler creare un sindacato nel sindacato, reclutando lavoratori appartenenti anche ad altri settori produttivi.
Anche in altri importanti settori del mondo del lavoro si sta consumando ormai la rottura tra organizzazioni sindacali e asse tra Cosatu e Anc, a partire dalla lotta dei minatori del platino e dell'oro contro le multinazionali straniere e dei braccianti contro le industrie che producono vino.
Fonte
“A dicembre di quest’anno lanceremo il Fronte Unito” ha annunciato il segretario generale del sindacato Irvin Jim “per esplorare la possibilità del socialismo in Sudafrica”. La presa di distanza, ha specificato Jim, è “dall’alleanza”, al potere in Sudafrica dal 1994, tra African National Congress (Anc), Partito comunista e confederazione sindacale Cosatu (Congress of South African Trade Unions). Il dirigente sindacale non ha escluso che la nuova piattaforma possa presentarsi in futuro alle elezioni.
“L’Anc adesso è comandato da una classe media nera parassitaria” denuncia il segretario generale di Numsa, puntando in particolare il dito contro l’attuale vicepresidente Cyril Ramaphosa, che ha un passato da uomo d’affari e si è circondato di imprenditori e manager di stato.
Inoltre, ha continuato Jim, esistono “differenze inconciliabili” con parte della dirigenza dello stesso Cosatu, la storica confederazione dei sindacati considerata da molti troppo schiacciata sulle posizioni del governo e troppo incline al compromesso con imprenditori e multinazionali.
I metalmeccanici, tuttavia, secondo il loro leader, non abbandoneranno la confederazione - Cosatu - se non saranno costretti a farlo. Lo stesso Fronte Unito, ha ricordato Jim, è un progetto di cui i rappresentanti dei lavoratori parlano “dal 1987”. Per questo motivo Numsa chiede “una conferenza elettiva” che rinnovi la leadership dell’intero Cosatu, minacciando ricorsi in tribunale in caso di rifiuto.
Sui metalmeccanici, tuttavia, pesa lo spettro dell’espulsione: nei giorni scorsi un voto su questa possibilità è stato evitato, anche su pressione dell’Anc, ma la questione verrà discussa di nuovo il 7 novembre. Numsa è accusata di voler creare un sindacato nel sindacato, reclutando lavoratori appartenenti anche ad altri settori produttivi.
Anche in altri importanti settori del mondo del lavoro si sta consumando ormai la rottura tra organizzazioni sindacali e asse tra Cosatu e Anc, a partire dalla lotta dei minatori del platino e dell'oro contro le multinazionali straniere e dei braccianti contro le industrie che producono vino.
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