Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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15/11/2014
L’Italia invia 4 cacciabombardieri Tornado per la Guerra all’Isis
L’Aeronautica militare sta per inviare quattro cacciabombardieri “Tornado” per partecipare alle operazioni della coalizione internazionale anti-Isis in Iraq e in Siria. La notizia giunge dagli Stati Uniti d’America: stamani la rivista specializzata Defensenews, citando il “portavoce del Minitero della difesa italiano”, afferma che i velivoli saranno schierati nella base aerea di Ahmed Al Jaber in Kuwait e “saranno utilizzati solo per missioni di riconoscimento”. Defensenews aggiunge che la ministra Roberta Pinotti avrebbe inviato nei giorni scorsi una lettera al parlamento italiano spiegando che insieme ai “Tornado” giungerà uno staff logistico di 135 uomini dell’Aeronautica italiana. Inspiegabilmente la notizia sulla nuova escalation militare italiana nel complesso scenario di guerra all’Isis non è trapelata in Italia.
In ottobre un velivolo tanker Boeing KC-767-A in dotazione al 14° Stormo dell’Aeronautica di Pratica di Mare (Roma) era stato trasferito nella base aerea di Kuwait City per rifornire in volo i cacciabombardieri della coalizione internazionale a guida Usa impegnati nei bombardamenti in Iraq e Siria. Successivamente in Kuwait sono giunti pure due droni-spia “Predator” del 32° Stormo di Amendola (Foggia), 200 addestratori e 80 “consiglieri” militari, buona parte dei quali sono stati poi trasferiti a Erbil, nel Kurdistan iracheno, per partecipare alle attività addestrative delle unità locali e dei battaglioni dei peshmega curdi.
Il governo italiano ha fatto sapere di aver trasferito alle forze armate irachene un numero imprecisato di cannoni leggeri “Folgore” con munizioni calibro 80mm, prodotto dalla Breda, di proprietà dell’Esercito italiano. Il raggio di tiro di queste armi è di circa 1000 metri che diventano 4,5 km mediante l’impiego di razzi. L’Esercito aveva ordinato 800 sistemi “Folgore”, ma l’arma ha avuto scarsissimi risultati sul campo. Secondo quanto pubblicato dalla Rivista Italiana Difesa (RID), date le grosse dimensioni e la pesantezza del “Folgore”, è stato scarsamente gradito come arma per fanteria, mentre la granata da 80mm non sarebbe in grado di perforare le corazze dei carri armati moderni. Attualmente solo il 4º reggimento Genio guastatori di stanza a Palermo ha in dotazione tale arma. Il 12 settembre scorso, l’Italia ha inoltre inviato a Baghdad un aereo cargo C-130J “Hercules” con a bordo armi leggere per un valore complessivo di 1,9 milioni di euro, incluso 100 mitragliatrici MG 42/59 “Beretta” più 100 treppiedi, 100 mitragliatrici pesanti da 12.7, 250.000 munizioni per ciascuna delle due tipologie di armi, 1.000 razzi RPG 7, 1.000 razzi RPG 9 e 400.000 munizioni per mitragliatrici di fabbricazione sovietica. I 2.000 razzi e le munizioni facevano parte di uno stock di armi sequestrato nel 1994 a bordo di una nave diretta in Serbia e conservate presso un deposito sotterraneo in Sardegna. Le armi sono state consegnate attraverso un ponte aereo per Erbil ai peshmerga curdi.
Fonte
Tornado a parte, il nostro ministero della difesa ha colto la palla al balzo dell'ISIS per liberare i magazzini dalla spazzatura in eccesso.
21/08/2014
Il vero disastro dei Tornado
Di Manilo Dinucci, da il Manifesto del 21 agosto 2014
La collisione tra due caccia Tornado, che ha provocato la morte dei quattro membri di equipaggio e avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, ci pone di fronte a una realtà che la politica ufficiale si guarda bene dal chiamare col suo vero nome: guerra. Uniformandosi a tale «regola», l’Aeronautica Militare informa che i Tornado, velivoli da combattimento acquisiti a partire dal 1982, vengono oggi usati essenzialmente per le «operazioni di risposta alle crisi con finalità strumentali alla vocazione pacifica del nostro Paese».
Questi cacciabombardieri – ricorda l’Aeronautica – furono impiegati nel Golfo Persico nel 1990/91 (ossia nella prima guerra contro l’Iraq). Quindi dal 1993 nei Balcani, ossia nella serie di operazioni Nato culminate nella guerra contro la Jugoslavia, nella quale i Tornado effettuarono insieme ad altri aerei 1440 missioni di attacco. Successivamente sono stati usati in Afghanistan, dove dal novembre 2009 sono stati avvicendati dai caccia Amx. Infine, nel 2011, sono stati usati nella guerra contro la Libia, nella quale in oltre sette mesi i velivoli dell’Aeronautica militare hanno condotto oltre 1900 missioni di attacco, lanciando centinaia di bombe e missili.
Nel corso di tali operazioni – informa l’Aeronautica – «l’efficacia dei Tornado è stata accresciuta dall’acquisizione di sistemi d’arma d’avanguardia». Tra i più recenti, due nuovi armamenti Usa di precisione, l’Advanced Anti Radiation Guided Missile (Aargm) e la Small Diameter Bomb (Sdb), che permettono ai cacciabombardieri di sopprimere le difese aeree nemiche e colpire gli obiettivi terrestri. Non a caso i due Tornado precipitati volavano a bassissima quota, tecnica usata per questo tipo di attacco condotto in profondità in territorio nemico.
I due caccia – impegnati in una missione addestrativa propedeutica ad un’esercitazione Nato in programma nel prossimo autunno – erano decollati da Ghedi (Brescia), base del 6° Stormo. Lo comunica l’Aeronautica. Non dice però che Ghedi-Torre è, insieme ad Aviano, il sito in cui sono depositate 70-90 bombe nucleari statunitensi B-61. Ciò emerge dal rapporto U.S. non-strategic nuclear weapons in Europe, presentato all’Assemblea parlamentare della Nato. Le bombe nucleari sono tenute in speciali hangar insieme a cacciabombardieri statunitensi F-15 e F-16 e Tornado italiani, pronti per l’attacco nucleare.
Lo spiegamento delle armi nucleari statunitensi in Europa è regolato da accordi segreti, che i governi non hanno mai sottoposto ai rispettivi parlamenti. Quello che regola lo schieramento delle armi nucleari in Italia stabilisce il principio della «doppia chiave», ossia prevede che una parte di queste armi possa essere usata dall’Aeronautica italiana sotto comando Usa. A tal fine – rivela il rapporto – piloti italiani vengono addestrati all’uso delle bombe nucleari.
Quello che ufficialmente si sa è che le B-61 saranno trasformate da bombe a caduta libera in bombe «intelligenti», che potranno essere sganciate a grande distanza dall’obiettivo. Le nuove bombe nucleari B61-12 a guida di precisione, che avranno una potenza media di 50 kiloton (circa quattro volte la bomba di Hiroshima), «saranno integrate col caccia F-35 Joint Strike Fighter». I piloti italiani – che oggi vengono addestrati all’uso delle B-61 con i caccia Tornado, saranno quindi tra non molto preparati all’attacco nucleare con gli F-35 armati con le B61-12. In tal modo l’Italia continuerà a violare il Trattato di non-proliferazione, che vieta agli stati in possesso di armi nucleari di trasferirle ad altri (Art. 1) e a quelli non-nucleari di riceverle da chicchessia (Art. 2).
Il disastroso incidente dei due Tornado nei pressi di Ascoli Piceno dovrebbe dunque suonare come un campanello d’allarme, non solo riguardo alla sicurezza degli abitanti sulla cui testa gli aerei si esercitano alla guerra, ma sulla guerra che ci minaccia tutti.
Fonte
Considerazioni che possono apparire banali ma che restano sempre sacrosante, soprattutto in questi giorni, in cui assistiamo ad un avventurismo internazionale del Governo Renzi che, entro breve, potrebbe portare i Tornado dell'Aeronautica Militare nuovamente sui cieli libici.
La collisione tra due caccia Tornado, che ha provocato la morte dei quattro membri di equipaggio e avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, ci pone di fronte a una realtà che la politica ufficiale si guarda bene dal chiamare col suo vero nome: guerra. Uniformandosi a tale «regola», l’Aeronautica Militare informa che i Tornado, velivoli da combattimento acquisiti a partire dal 1982, vengono oggi usati essenzialmente per le «operazioni di risposta alle crisi con finalità strumentali alla vocazione pacifica del nostro Paese».
Questi cacciabombardieri – ricorda l’Aeronautica – furono impiegati nel Golfo Persico nel 1990/91 (ossia nella prima guerra contro l’Iraq). Quindi dal 1993 nei Balcani, ossia nella serie di operazioni Nato culminate nella guerra contro la Jugoslavia, nella quale i Tornado effettuarono insieme ad altri aerei 1440 missioni di attacco. Successivamente sono stati usati in Afghanistan, dove dal novembre 2009 sono stati avvicendati dai caccia Amx. Infine, nel 2011, sono stati usati nella guerra contro la Libia, nella quale in oltre sette mesi i velivoli dell’Aeronautica militare hanno condotto oltre 1900 missioni di attacco, lanciando centinaia di bombe e missili.
Nel corso di tali operazioni – informa l’Aeronautica – «l’efficacia dei Tornado è stata accresciuta dall’acquisizione di sistemi d’arma d’avanguardia». Tra i più recenti, due nuovi armamenti Usa di precisione, l’Advanced Anti Radiation Guided Missile (Aargm) e la Small Diameter Bomb (Sdb), che permettono ai cacciabombardieri di sopprimere le difese aeree nemiche e colpire gli obiettivi terrestri. Non a caso i due Tornado precipitati volavano a bassissima quota, tecnica usata per questo tipo di attacco condotto in profondità in territorio nemico.
I due caccia – impegnati in una missione addestrativa propedeutica ad un’esercitazione Nato in programma nel prossimo autunno – erano decollati da Ghedi (Brescia), base del 6° Stormo. Lo comunica l’Aeronautica. Non dice però che Ghedi-Torre è, insieme ad Aviano, il sito in cui sono depositate 70-90 bombe nucleari statunitensi B-61. Ciò emerge dal rapporto U.S. non-strategic nuclear weapons in Europe, presentato all’Assemblea parlamentare della Nato. Le bombe nucleari sono tenute in speciali hangar insieme a cacciabombardieri statunitensi F-15 e F-16 e Tornado italiani, pronti per l’attacco nucleare.
Lo spiegamento delle armi nucleari statunitensi in Europa è regolato da accordi segreti, che i governi non hanno mai sottoposto ai rispettivi parlamenti. Quello che regola lo schieramento delle armi nucleari in Italia stabilisce il principio della «doppia chiave», ossia prevede che una parte di queste armi possa essere usata dall’Aeronautica italiana sotto comando Usa. A tal fine – rivela il rapporto – piloti italiani vengono addestrati all’uso delle bombe nucleari.
Quello che ufficialmente si sa è che le B-61 saranno trasformate da bombe a caduta libera in bombe «intelligenti», che potranno essere sganciate a grande distanza dall’obiettivo. Le nuove bombe nucleari B61-12 a guida di precisione, che avranno una potenza media di 50 kiloton (circa quattro volte la bomba di Hiroshima), «saranno integrate col caccia F-35 Joint Strike Fighter». I piloti italiani – che oggi vengono addestrati all’uso delle B-61 con i caccia Tornado, saranno quindi tra non molto preparati all’attacco nucleare con gli F-35 armati con le B61-12. In tal modo l’Italia continuerà a violare il Trattato di non-proliferazione, che vieta agli stati in possesso di armi nucleari di trasferirle ad altri (Art. 1) e a quelli non-nucleari di riceverle da chicchessia (Art. 2).
Il disastroso incidente dei due Tornado nei pressi di Ascoli Piceno dovrebbe dunque suonare come un campanello d’allarme, non solo riguardo alla sicurezza degli abitanti sulla cui testa gli aerei si esercitano alla guerra, ma sulla guerra che ci minaccia tutti.
Fonte
Considerazioni che possono apparire banali ma che restano sempre sacrosante, soprattutto in questi giorni, in cui assistiamo ad un avventurismo internazionale del Governo Renzi che, entro breve, potrebbe portare i Tornado dell'Aeronautica Militare nuovamente sui cieli libici.
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