Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

30/09/2010

California Dreamin'

Passano i decenni, il mondo va più o meno a puttane, ma l'inossidabile mito della California non subisce logoramento alcuno.
Ci pensavo qualche giorno fa sentendo in radio uno degli ultimi singoli della sciacquetta discografica di turno, mi riferisco a Katy Perry e la sua California Gurls



che va a rispolverare il sempreverde mito della gnocca californiana infilandoci dentro una partecipata del mollicone Snoop Dog, per fortuna tolto dalle balle nella versione del brano dedicata alle emittenti radiofoniche.
Dicevo sempreverde mito perché la celebrazione delle donne pascolanti per la west coast ci tartassa dal lontano 1965, quando i Beach Boys esaltavano le californiane con un singolo che ha fatto storia



in quegli anni, però, gli USA probabilmente non erano ancora il paese d'obesi che abbiamo sotto gli occhi da più di due decenni...
In base a questa considerazione, pezzi come quello di Katy Perry mi sembrano ancora più fuorvianti... sarà mica che gli americani ci tengono così tanto a dimostrare d'essere ancora "avanti" in qualche settore di facile presa generale, perché in realtà sanno benissimo d'essere diventati una nazione con le pezze al culo come tutte le altre, in pieno stile "gigante dai piedi d'argilla"?
Secondo me sì, e personalmente un po' ci godo...

19/09/2010

Due settimane da dio

Le ultime due settimane sono state d'un intensità senza precedenti, un overdose costante di passione, ma ora che tutto è finito ho bisogno di trovare un pezzo che vada a sigillare questi istanti dentro di me.

Pur conoscendo tanta roba, queste situazioni mi mettono sempre un po' a disagio, perché gli eventi vissuti sono sempre così sfaccettati e pregni d'emozioni differenti, da risultare difficilmente sintetizzabili in pochi minuti di d'armoniche distorte.

A questo giro vado quindi a parare sul pezzo che ha direttamente fatto da colonna sonora a quegli istanti, in cui pioggia e sole splendente sì sono alternati con tanta naturalezza, fermo restando il mio stato d'animo, sempre al di sopra d'ogni cosa.


Trattasi del brano d'apertura del debut dei Poison datato 1986.

La canzone di quei "simpatici" travestiti (ho sempre odiato il look dei gruppi glam, secondo me sputtanava al 90% la qualità della musica che proponevano) è un autentico inno alle proprie aspirazioni, tutto sommato un condensato del miglior "american dream" che calza a pennello per uno come me che a giorni alterni ha le tasche piene della propria vita o del mondo che osserva intorno a se.

11/09/2010

09/11/xxxx

Non sapendo come meglio spendere gli ultimi 3 minuti di questo 11 settembre 2010, ho ben pensato di tessere qualche riflessione su questa data.
Negli ultimi 9 anni, questo giorno è stata monopolizzato dal cordoglio più o meno unanime per quanto sì verificò nel 2001 a New York e Washington.
A livello personale, preferisco "celebrare" questa ricorrenza ricordando in prima battuta l'11 settembre 1973 che vide andare in fumo buona parte delle speranze di quanti sognavano l'avvento di un po' di socialismo serio nell'emisfero occidentale e solo dopo silenziare mente e cuore ricordando le immagini delle Torri Gemelle che si sbriciolavano in diretta TV, aprendo le porte a un decennio che sarebbe riduttivo definire nero.
Di quel giorno ricordo il sole battente, come fosse agosto, ricordo il cd di Dookie prestatomi da un amico (che non ho più visto...), ricordo un periodo personalmente di merda che in quella giornata pareva allargarsi al mondo, che pensionò con facilità estrema il fare "happy" che aveva pervaso gli anni '90, il decennio dei sogni borghesi, dell'ultima dance decente, delle boy band e della nascita di tanto Hard & Hevy di merda (ci faremo uno speciale, tranquilli! - ndr -), della morte di Faber, della new economy che imbambolò generazioni poi risvegliatesi nell'incubo del precariato, nel mito del cellulare, all'inseguimento del proprio quarto d'ora di celebrità (grazie Andy per questa massima tanto calzante!) che ora si conquista sulla pagine dei social network, dove tutti sono amici ma nessuno si conosce, dove il senso dell'essere è completamente andato a puttane in favore dell'apparire, un apparire che ci è costato caro, perché il mercato impone un prezzo a ogni cosa, compreso lo stile di vita che si regge sulle puttanate che ingrassano le tasche di chi siede agli scranni che contano. Ecco, quindi, che ci si inventa la mussa dei cazzutissimi terroristi che sbriciolano a mo di demolizione controllata due grattacieli dati per indistruttibili e un'ala del Pentagono, per convincere un intero emisfero che la democratizzazione dell'infedele è vitale, salvo finire, come da copione, a essere carne da macello sacrificata agli interessi dei fabbricanti d'armi e dei petrolieri che, con la complicità di un presidente mongoloide, hanno messo sul lastrico la prima economia mondiale per riempire le proprie tasche, senza parlare degli scempi provocati nei teatri di guerra...
Tanti applausi agli Yankee quindi, ma anche a noi europei che gli siamo andati dietro invece di farci i cazzi nostri, magari pensando a riformare uno sviluppo economico che non si regge più sui propri piedi dagli anni '70 e c'intrappola in un'esistenza da produci/consuma/muori (che però sembra piacere a tutti, iPhone docet! - ndr -).
Oggi più che mai, quindi, vivo l'11 settembre come un giorno sì di lutto, ma non per l'orgoglio americano e la "cultura" occidentale, quanto per un sistema che, coscientemente, ha sacrificato aspirazioni e sogni di tutti sull'altare del profitto e ora cerca di risolvere la situazione mascherando la merda sotto il volto nero dell'attuale presidente americano che il grande Totò avrebbe sicuramente salutato con questi toni:

01/09/2010

Un piccolo sfogo

A LESSON FOR ALL THE LAME SHIT THAT NOWADAYS WILL BE RELEASED UNDER THE NAME HARDCORE PUNK :




27/08/2010

Le vacche sacre del metal


E' uscito un nuovo album dei Maiden? Girando i negozi di dischi (non mi riferisco alle vetrine virtuali di eMule caproni!!!) parrebbe di sì. Gli Eddie sono, infatti, tornati a pullulare un po' ovunque, insieme alla canonica virulenta diffusione di magliette e ogni altra sorta di gadget degna del peggior merchandise dei KISS che, mortacci loro, ci hanno abituati alle peggio puttanate "legate" (un paio di palle - ndr -) alla musica!
Dicevo dei Maiden, che nell'anno del vostro signore 2010 sono tornati a tediare le poche orecchie ancora non intasate dal cerume con il solito mattonazzo da 76 minuti, tanto per dimostrare di non aver ancora capito, a 50 anni suonati, che la prolissità di un album non è prerogativa della sua qualità, e che i pezzi estesi se li possono permettere in pochi e loro non sono mai stati, o quasi, tra questa cerchia di eletti. Se lo show del ridicolo terminasse qui ci sarebbe poco altro d'aggiungere; per tornare coi piedi per terra sarebbe, infatti, sufficiente segare le gambe al disco e chiuderla lì, ma è puerile pensare che il patetico, una volta in scena si eclissi con naturalezza.
Stampa specializzata e fan, infatti, ci mettono del loro per tessere intorno al disco in questione una marea di voli pindarici volti a promuovere o alla meglio giustificare l'ennesimo scempio operato dalla vergine di ferro che, è bene ricordarlo, non azzecca più un album dal 1988, quando per altro prese a consolidarsi seriamente l'epopea dello stracciamento di maroni da minutaggio allungato all'inverosimile.
Spulciando tra i maggiori magazine online dedicati all'hard & heavy la promozione più o meno risicata di Final Frontier è pressoché unanime:
  • Metal.it propone una doppia recensione, voti 5 (92 minuti di applausi per Alessandro Quero!) e 6;
  • Metalitalia voto 6,5;
  • Metallus ci propone una recensione priva di voto ma sostanzialmente positiva;
  • Truemetal voto 74/100;
  • Metallized recensione tripla con voti da un minimo di 70 a un massimo di 77/100;
A fronte di questi numeri viene da pensare che a buona parte del pubblico metal sarebbe necessaria una visita dall'ottorino...
Leggendo i commenti in calce alle recensioni quest'ipotesi diventa certezza, cementando il concetto di vacca sacra che fa da titolo a questo messaggio. Sono, infatti, convinto che, se al posto di Iron Maiden troneggiasse sul disco il nome Cagatorium, l'album in questione alla meglio sarebbe passato del tutto inosservato, piuttosto che balzare al primo posto delle classifiche spodestando tutte le puttane da chart che ammorbano il mercato discografico, ma ahimè, sono queste le storture che sì verificano quando un gruppo viene fatto assurgere da fan e stampa alla stregua di divinità, relegando il senso critico al dimenticatoio.
Metal e più in generale hard & heavy pullulano di questi casi, vedasi le carriere degli ultimi 15-20 anni di gruppi come Metallica, Slayer, Ozzy Osbourne Aerosmith, Bon Jovi, AC/DC, KISS ecc. autori di autentici scempi a cui è sempre stato teso un salvagente piuttosto che un sonoro cazziatone nella speranza che gli artisti di turno scendessero dal proprio dorato Olimpo per andare a zappare la terra.
Nel frattempo una gragnola di valide band ha continuato a volar basso, come hanno fatto gli Hirax:



fortuna che c'è ancora gente così in giro.

24/08/2010

No more entertainment

Uno dei prodotti più odiosi dei tempi moderni è senza dubbio la televisione.
Partorita in periodo pre-bellico sfruttando le geniali intuizioni che portarono alla realizzazione del tubo a raggi catodici, la TV, soprattutto nel secondo dopoguerra, s'è connotata come lo strumento prediletto per il controllo passivo delle masse, una volta manovrate perché ignoranti, ora marionette nelle mani di chi costruisce la realtà con ciò che viene mostrato a video.
In 50 anni abbondanti di trasmissioni, di puttanate ne sono state propinate a iosa, soprattutto con lo sdoganamento delle emittenti commerciali a partire dai primi anni '80 e l'imperversare, a livello politico-mediatico, dell'asse Craxi-Berlusconi.
Trend degli ultimi anni che mi sta particolarmente sugli zebedei è quello dei serial, soprattutto a tema medico e/o poliziesco.
Non erano, infatti sufficienti puttanate come Beverly Hills 90210, Melrose Place, Friends, Dawsons Creek, ecc a rincoglionire la percezione della gente, quindi avanti coi medici misogini che curano le patologie più del cazzo con intuizioni degne di Nikola Tesla, o tutori dell'ordine in ogni veste e salsa, sempre pronti a ricordarci quanto sono dalla parte del cittadino le forze del disordine, così umane nella quotidianità del singolo sbirro maritato, quanto inefficienti, deviate e devianti nei loro reali doveri, e spesso covo d'imboscati nella realtà dei fatti.
Eh sì, i vari CSI, Carabinieri, Distretto di Polizia e via discorrendo mi hanno proprio stracciato di maroni.
A loro dedico uno dei migliori pezzi composti dai Sodom:

21/08/2010

Odio la Sinistra

Per il post di quest'oggi non mi sono proprio sbattuto, limitandomi a un copia/incolla dal blog più seguito tra gli internauti italiani, di cui spesso condivido la linea di pensiero.

Odio la Sinistra,
odio la Sinistra dei cantori del nulla ideologico,
dei moralisti, degli intellettuali, dei filosofi
impegnata sempre a impartire lezioni.
Odio la Sinistra delle trattative sotto il tavolo,
degli inciuci, dei silenzi, delle votazioni in aula per l'indulto
e dell'assenza dall'aula per lo Scudo Fiscale.
Odio la Sinistra che ha trasformato l'opposizione in una caricatura,
la Sinistra autoreferenziale che non tollera nessuno alla sua sinistra e dialoga con mafiosi e piduisti.
Odio le ottusità e le furbizie della Sinistra, il distacco dagli operai, dai precari,
l'altezzosità dei suoi giornalisti maestri del pensiero unico.
Odio la Sinistra che ha dimenticato gli operai, i precari, i disoccupati,
la Sinistra dei sindacati scomparsi, quella degli inceneritori, dell'acqua privata,
del nucleare sicuro e dei parlamentari che maturano la pensione dopo due anni e mezzo.
Odio la Sinistra dei tesorieri di partito che incassa centinaia di milioni di rimborsi elettorali
e che organizza feste di partito tutto l'anno.
Odio la Sinistra che non è più comunista, né socialista e neppure socialdemocratica,
la Sinistra che candida De Luca in Campania e Carra in Parlamento e che elogia Tronchetti e Marchionne.
Odio la Sinistra che attacca in pubblico Berlusconi e che gli ha regalato televisioni,
ricchezza, impunità e che non ha mai fatto una legge sul conflitto di interessi,
la Sinistra che fa 10 domande su Noemi e la D'Addario per un'intera estate
e che per 15 anni non ne fa una sui mandanti della morte di Borsellino.
Odio la Sinistra che ha dimenticato Pasolini, Berlinguer, Pertini e che vuole riabilitare Craxi,
la Sinistra che se non sei di sinistra sei di destra e se sei di sinistra devi fare una coalizione delle forze progressiste.
Odio la Sinistra che si nutre di berlusconismo e di anti berlusconismo per sopravvivere,
la Sinistra che non discute mai di programmi,
ma di persone, avversari, equilibri, poltrone, percentuali di voto, candidati.
Odio la Sinistra della TAV, della base americana di Dal Molin e delle sue cooperative del cemento,
la Sinistra del "Lavoro, lavoro, lavoro!" di Fassino e sua moglie mantenuti in Parlamento da generazioni di italiani.
Odio la Sinistra dei consigli regionali in galera per tangenti, della Campania trasformata in discarica da Bassolino,
dei "termovalorizzatori" di Chiamparino, della spocchia dei funzionari di partito.
Odio la Sinistra dei richelieu da strapazzo che costruiscono alleanze e coalizioni nell'ombra.
Odio la Sinistra che, per non perdere voti, soffoca i movimenti dei cittadini nel suo recinto razionale e riformista
dove pascolano le vacche sacre con la barba bianca e, se non ci riesce, ne inventa di fasulli per occupare uno spazio politico.
Odio la Sinistra, così come la Destra, per la loro capacità di togliere ossigeno alle idee,
per la divisione dei cittadini in fazioni una contro l'altra armata con i politici a fare da arbitro,
per la distruzione della sola idea di un futuro.

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18/08/2010

L'ultimo saluto a "un grande statista"

Nella giornata di oggi è stata aperta al pubblico la camera ardente di Francesco Cossiga deceduto ieri, 17 agosto, a Roma.
Napolitano, tra i primi a visitare la salma questa mattina, ha definito l'ex picconatore della Repubblica "Un grande statista".
Anche noi blasfemi riteniamo di dover rendere l'estremo saluto all'ex braccio destro di Andreotti che tanto impegno profuse per la buona applicazione della strategia della tensione nell'Italia del secondo dopo guerra.
Questo è il nostro omaggio: