Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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25/01/2015
Stamina. La truffa finisce in patteggiamento
Quando, tra tanti, anche noi avevamo scritto che il "metodo Stamina" era un'ignobile truffa costruita sulle speranze dei malati di sla e delle loro famiglie, qualcuno aveva storto il naso. Ma come? Addirittura il ministro della sanità a-laureata Beatrice Lorenzin (il governo era un altro, ma lei stava già lì) aveva autorizzato la sperimentazione del "metodo" negli ospedali pubblici, disponendo i fondi pubblici necessari...
Ora il giochino è arrivato alla fine. Il processo aperto nei confronti dell'"inventore", Davide Vannoni, è arrivato al suo punto decisivo. La difesa - ossia l'imputato principale - ha chiesto il "patteggiamento". Per chi è a digiuno di procedura legale, l'imputato può chiedere di "patteggiare" la condanna, ottenendo uno sconto di pena, in cambio dell'ammissione di colpevolezza e, ovviamente, la rinuncia a reiterare il reato.
Il Vannoni ci ha provato ancora una volta. Patteggio la pena e chiudo le attività in Italia. Ma mi tengo aperte quelle all'estero, qualche credulone disperato lo posso ancora trovare...
Questa volta il tribunale ha fatto la cosa giusta. La condizione "irrinunciabile" per accettare la richiesta di patteggiamento di Davide Vannoni è la chiusura anche delle attività estere e quindi la cancellazione del "metodo" dal mercato della speranza senza fondamento.
Erano sei le richieste di patteggiamento, tra cui quella di Vannoni a un anno e dieci mesi. La Procura di Torino si richiama all'articolo 9, comma 1, del codice penale che, in caso di reiterazione del reato all'estero, prevede il blocco della sospensione condizionale della pena.
Fonte
23/12/2013
Stamina. Il giudice Guariniello rompe gli indugi
Il pm di Torino Raffaele Guariniello ha ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, nonché alla truffa, contro Davide Vannoni e alcuni medici (tredici in tutto gli indagati per ora), per i quali è già stato chiesto il rinvio a giudizio. Le vittime sarebbero una settantina, tra quelle che hanno sporto denuncia e quelle identificate dai carabinieri. Secondo il magistrato torinese la Stamina Foundation avrebbe chiesto ai pazienti e alle loro famiglie tra i 25 mila e i 50 mila euro, che sarebbero stati versati con un bonifico a titolo di donazione, perché i trattamenti in sé non erano permessi in quanto non riconosciuti dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Agenzia Italiana del Farmaco.
Trasmissione di virus, insorgenza di tumori ed altri effetti: sono numerosi i rischi per la salute del metodo Stamina secondo l'inchiesta aperta dal pm Guariniello alla procura di Torino. L'elenco completo è contenuto in un documento redatto dal pm e dai suoi collaboratori già dal 2012. Gli effetti negativi collaterali delle cure con il metodo Stamina erano legati anche al fatto che lo staff di Davide Vannoni operava in "locali di cui non erano certificate la sterilità e l'adeguatezza". Quanto ai rischi potenziali, l'elenco è particolarmente lungo ed è suddiviso in base ai vari passaggi del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i "medicinali imperfetti", viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da "nausea e cefalea" per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle "localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate" e al "rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro".
La "terapia" Stamina di Davide Vannoni spesso veniva effettuata negli scantinati di edifici di varie località italiane ed anche nella Repubblica di San Marino, è scritto nelle carte dell'indagine della procura di Torino. L'Ordine dei medici aveva bocciato come inidonee le strutture già nel 2008. L'indagine della procura di Torino, era stata chiusa nel 2012, ma è stata quasi subito riaperta e integrata con altri elementi.
La terapia con il metodo “Stamina Foundation” è stata definita 'Pericolosa' e 'scadente' nei verbali del tavolo tecnico composto da Nas, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti e Agenzia del Farmaco (Aifa). In modo particolare si valuta come ''Preoccupante la pratica di utilizzare cellule provenienti da un paziente e infuse in un altro paziente''. ''Per quanto riguarda la dose di infusione, la si potrebbe definire 'omeopatica'', si legge nel documento elaborato dai quattro organismi.
Il settimanale L’Espresso riferisce che il presidente della Fondazione Stamina, Davide Vannoni, ha conferito "i diritti mondiali esclusivi" per l'utilizzo della sua discussa cura in una società svizzera. La società si chiama Biogenesis Research ed ha sede a Lugano, al pari di un'entità gemella battezzata Biogenesis Tech, che ha invece il compito di realizzare delle "cell factories", come vengono definite nei documenti ufficiali, in giro per il mondo, a cominciare proprio dalla Svizzera, da Hong Kong e dal Messico. Il business della speranza, soprattutto per chi non vede più possibilità di cura, continua a macinare.
Fonte
Trasmissione di virus, insorgenza di tumori ed altri effetti: sono numerosi i rischi per la salute del metodo Stamina secondo l'inchiesta aperta dal pm Guariniello alla procura di Torino. L'elenco completo è contenuto in un documento redatto dal pm e dai suoi collaboratori già dal 2012. Gli effetti negativi collaterali delle cure con il metodo Stamina erano legati anche al fatto che lo staff di Davide Vannoni operava in "locali di cui non erano certificate la sterilità e l'adeguatezza". Quanto ai rischi potenziali, l'elenco è particolarmente lungo ed è suddiviso in base ai vari passaggi del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i "medicinali imperfetti", viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da "nausea e cefalea" per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle "localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate" e al "rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro".
La "terapia" Stamina di Davide Vannoni spesso veniva effettuata negli scantinati di edifici di varie località italiane ed anche nella Repubblica di San Marino, è scritto nelle carte dell'indagine della procura di Torino. L'Ordine dei medici aveva bocciato come inidonee le strutture già nel 2008. L'indagine della procura di Torino, era stata chiusa nel 2012, ma è stata quasi subito riaperta e integrata con altri elementi.
La terapia con il metodo “Stamina Foundation” è stata definita 'Pericolosa' e 'scadente' nei verbali del tavolo tecnico composto da Nas, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti e Agenzia del Farmaco (Aifa). In modo particolare si valuta come ''Preoccupante la pratica di utilizzare cellule provenienti da un paziente e infuse in un altro paziente''. ''Per quanto riguarda la dose di infusione, la si potrebbe definire 'omeopatica'', si legge nel documento elaborato dai quattro organismi.
Il settimanale L’Espresso riferisce che il presidente della Fondazione Stamina, Davide Vannoni, ha conferito "i diritti mondiali esclusivi" per l'utilizzo della sua discussa cura in una società svizzera. La società si chiama Biogenesis Research ed ha sede a Lugano, al pari di un'entità gemella battezzata Biogenesis Tech, che ha invece il compito di realizzare delle "cell factories", come vengono definite nei documenti ufficiali, in giro per il mondo, a cominciare proprio dalla Svizzera, da Hong Kong e dal Messico. Il business della speranza, soprattutto per chi non vede più possibilità di cura, continua a macinare.
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