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martedì 23 maggio 2017

La finanza USA nelle campagne di destabilizzazione del Venezuela

“Non sono più gli anni ‘70...” E in effetti le forme di destabilizzazione o regime change da parte dell’imperialismo yankee sono oggi un più diversificate. Il classico golpe viene ancora usato (Honduras, 2009, in piena “era Obama”), ma è diventato un po’ troppo contraddittorio rispetto alla retorica dirittoumanista con cui viene invece accompagnata ogni pretesa di ingerenza interna agli affari di un altro paese. Indipendentemente dalla forma di regime politico esistente in loco, tanto che la celebrazione – frequente, peraltro – di libere elezioni non salvaguarda più dall’accusa di dittatura. Chavez, in Venezuela, aveva vinto tutte le elezioni che si erano tenute nel paese, ma questo non gli aveva risparmiato la qualifica di dittatore da parte della stampa di regime occidentale (in Italia parecchio più servile della madia internazionale).

E proprio in Venezuela si ripropone oggi uno scenario già ampiamente collaudato, un canovaccio dipanato in molti dettagli negli ultimi tempi, ad esempio nei paesi delle “primavere arabe”, oppure nell’Ucraina guidata da Yanukovich, per sostituirlo... con i nazisti banderisti di Jatseniuk e Poroshenko.

Mentre da una parte del globo Trump stringe accordi per uno scambio armamenti/petrolio, nell’altro emisfero, se dovesse fallire quell’accordo, ci si mette al riparo con una “sommossa popolare”, così spontanea che quasi tutti i dirigenti di prima fila risultano a busta paga della Cia...

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La finanza USA nelle campagne di destabilizzazione del Venezuela

Per Prensa Latina, Miguel Fernàndez Martinez
Caracas, 22 maggio 2017
Traduzione e cura di Francesco Spataro
Un nutrito gruppo di artisti e politici molto influenti, appartenenti all’estrema destra venezuelana, sono coinvolti in programmi finanziati dal Governo statunitense, per stimolare azioni violente, che mirano a scardinare il Governo bolivariano.

Secondo un documento, desecretato di recente dal Dipartimento di Stato Americano, il gruppo è composto da tre leaders del partito Primero Justicia, cinque di Popular Will, uno di Acciòn Democràtica, uno di Vente Venezuela, uno di A new time, e da due esponenti della comunità artistica venezuelana.

La notizia, diffusa nel sito del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), mette in evidenza che questi tredici personaggi, hanno ricevuto sovvenzioni attraverso differenti canali statunitensi, per stimolare attività violente che conducano al rovesciamento del governo, guidato dal presidente Nicolas Maduro, “in nome della democrazia”.

In base al documento pubblicato dal PSUV, questi cittadini sono stati contattati da funzionari dell’Ambasciata Americana in Venezuela, per ricevere istruzioni su come influenzare l’opinione pubblica nazionale ed internazionale, attraverso messaggi sui social networks, dichiarazioni rilasciate ai mass media locali e pubblicazioni varie.

Il testo, pubblicato da Washington recita così:

“Nel tentativo di restaurare la democrazia in Venezuela, abbiamo stabilito contatti con politici ed artisti dello spettacolo, che collaborino nel diffondere messaggi atti ad incoraggiare scenari di protesta nel paese”.

Questi comportamenti, sono tesi a generare alti livelli di conflitto nel paese, “aumentando così il rigetto” nei confronti del governo Bolivariano, sottolinea il messaggio.

“I nostri funzionari”, aggiunge il documento desecretato dal Dipartimento di Stato, “hanno provveduto ha reperire tutti i fondi necessari per garantire ogni spesa logistica e tutto ciò che serve per le doverose campagne di marketing.”

La lista delle personalità venezuelane coinvolte include l’attuale presidente dell’Assemblea legislativa nazionale (un oltraggio diremmo noi), Julio Borges, e i deputati Tomàs Guanipa e Juan Guillermo Requesens, tutti membri del Partito Primero Justicia (Prima la Giustizia, partito fondato dal magistrato Alirio Abreu Burelli, della Corte di Giustizia suprema venezuelana N.d.T.)

Sono anche menzionati i parlamentari Freddy Guevara (appartenente a Voluntad Popular), Gabriela Arellano e Luis Florido, nonché il sindaco del Comune di El Hatillo, Davis Smolansky ed in ultimo anche Lilian Tintori, tutti membri di Voluntad Popular.

Altri politici coinvolti sarebbero Henry Ramos Allup di Acciòn Democràtica, Enrique Marquez del partito socialdemocratico A new Time, e Maria Corina Machado, attivista del movimento politico Vente Venezuela (tutti i partiti ed i movimenti citati appartengono all’area di destra del paese N.d.T.).

Secondo quanto riportato, gli undici politici accusati di ricevere sovvenzioni da parte del potere straniero per provocare un clima di destabilizzazione in Venezuela sono tutti appartenenti alla coalizione di estrema destra Mesa de la Unidad Democràtica (MUD), che è alla testa delle manifestazioni che agitano il Paese venezuelano dall’inizio di aprile, che hanno già procurato la morte di 42 persone ed il ferimento di almeno altre 900.

Nel documento desecretato, sono anche apparsi i nomi di Norkys Batista, attrice di telenovelas, ex Miss Venezuela 1999 ed impresaria venezuelana, e del cantautore Miguel Ignacio Mendoza, più comunemente conosciuto con il nome di Nacho, ex membro di un duo di musica pop.

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