Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

16/01/2026

Argentina - I turisti israeliani hanno provocato gli incendi in Patagonia

Diverse personalità dell’opposizione argentina, tra cui l’ex capo dell’esercito Cesar Milani, hanno condiviso sui social media alcune accuse secondo cui i turisti israeliani avrebbero deliberatamente appiccato una serie di incendi che stanno devastando la Patagonia, nel sud dell’Argentina, vicino al confine con il Cile.

In un post condiviso domenica su X, Milani ha accusato “uno Stato straniero” di aver appiccato intenzionalmente gli incendi, iniziati lunedì scorso e che hanno bruciato più di 3.500 ettari di terreno.

Sebbene non nominasse direttamente Israele, il post includeva un’immagine del presidente di estrema destra Javier Milei che sventolava una bandiera israeliana di fronte a una grande folla di sostenitori.

Luis D’Elia, un ex funzionario governativo dimessosi nel 2006 su richiesta dell’ex presidente Nestor Kirchner per presunti legami con l’Iran, ha anche condiviso un video di un residente locale che affermava di aver tentato di fermare diversi cittadini israeliani che, a suo dire, stavano appiccando incendi nella vasta area boschiva.

Il New Arab non può verificare in modo indipendente queste accuse.

La piattaforma di fact-checking argentina Chequeado ha tuttavia smentito le affermazioni secondo cui uno degli incendi nella zona del Lago Epuyen sarebbe stato causato da una granata M26 di fabbricazione israeliana, affermando invece che il dispositivo era stato prodotto da un’azienda d'armi statale argentina.

Le accuse hanno fatto seguito a un’ondata di testimonianze diffuse dai media locali argentini, che mostravano residenti in fuga dalle loro case vicino alla provincia di Chubut. Più di 3.000 persone sono state evacuate mentre gli incendi si diffondevano nella regione, con diversi residenti che accusavano i turisti israeliani di aver appiccato incendi.

Un video trasmesso dal canale argentino A24 è diventato virale nel fine settimana dopo aver mostrato un’intervista a una donna sfollata a causa degli incendi, che accusava il governo di “vendere la Patagonia a tutti gli israeliani”.

L’intervista ha evidenziato gli sforzi compiuti dall’amministrazione Milei per abrogare una legge forestale che limita gli acquisti di terreni a stranieri, una mossa che ha scatenato un dibattito legale e politico sulla sovranità e il controllo dei terreni rurali argentini.

Le modifiche proposte eliminerebbero anche le restrizioni sulla vendita di terreni subito dopo che sono stati colpiti da incendi, misure di salvaguardia originariamente introdotte per scoraggiare la speculazione e gli incendi dolosi.

Le accuse hanno spinto molti utenti dei social media a tracciare parallelismi tra la distruzione causata dagli incendi nel sud dell’Argentina e la devastazione inflitta dalla guerra in corso di Israele a Gaza. Milei ha respinto le affermazioni come “antisemite”.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, tuttavia, il governatore di Chubut ha confermato che gli incendi sono stati “innescati intenzionalmente” e ha affermato che le autorità “avrebbero indagato sulla questione affinché i responsabili ne rispondessero davanti alla legge”.

Gli incendi si verificano mentre il canale israeliano Channel 12 riporta che il controverso piano dell’Argentina di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme è stato rinviato, citando una presunta controversia diplomatica legata a progetti di esplorazione petrolifera nelle Isole Falkland valutate circa 2 miliardi di dollari.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento