Il capo dell’operazione dell’ICE a Minneapolis, Gregory Bovino, è in procinto di lasciare la città e con lui anche altri agenti della agenzia federale che sta seminando morte e terrore nelle città statunitensi. Pare che Bovino si ritirerà nella sua California e verrà messo in pensione.
Al suo posto Trump ha annunciato l’invio a Minneapolis di Tom Homan, anche lui con la fama di essere “un duro” ma figura di spicco dell’amministrazione contro l’immigrazione illegale. Secondo alcune fonti già oggi le forze speciali dell’ICE potrebbero cominciare il ritiro dalla capitale del Minnesota attraversata ormai ogni giorno – e con ogni temperatura – da manifestazioni di protesta con migliaia di persone.
Ma a rischio c’è anche la poltrona della segretaria per la Sicurezza interna Kristi Noem, la quale ha sempre difeso per principio l’operato dell’ICE, definendo i due cittadini uccisi come “terroristi interni”. L’opposizione del Partito Democratico al Congresso si prepara ad aprire un’indagine su di lei spianando così la strada ad un suo possibile impeachment.
La senatrice democratica Elizabeth Warren ha affermato che il Congresso dovrebbe procedere all’impeachment del Segretario alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem se lei non si dimette dall’incarico.
“Kristi Noem dovrebbe dimettersi, e se non lo fa, il Congresso dovrebbe metterla in stato d’accusa e rimuoverla dall’incarico. In America crediamo ancora nella responsabilità, non nelle bugie”, ha dichiarato Warren in un messaggio diffuso sui media. La senatrice ha accusato il Segretario alla Sicurezza interna di aver mentito al popolo americano sui dettagli dell’uccisione per colpi d’arma da fuoco di Alex Pretti.
Sul caso Minneapolis la svolta è arrivata nelle ultime ore, quando Donald Trump per cercare di limitare i danni ha parlato con il governatore del Minnesota e il sindaco di Minneapolis.
Nelle ultime 24 ore Trump ha parlato al telefono sia con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e con il governatore del Minnesota Tim Walz. “Ho apprezzato la conversazione col presidente, mi ha detto che l’operazione metro surge deve finire” ha annunciato Jacob Frey. Per la Casa Bianca è un primo dietrofront completo dalla linea di scontro frontale con le autorità della città e dello Stato cominciata il 7 gennaio dopo le uccisioni a freddo di Renee Good e Alex Pretti da parte degli agenti dell’ICE.
Donald Trump si vede costretto ad affrontare non solo le crescenti e diffuse proteste dei cittadini a Minneapolis e in altre città, ma anche i sondaggi secondo i quali la maggioranza degli americani ritiene che quella di Pretti è stata una esecuzione e che i brutali metodi dell’Ice non vanno bene. Posizioni critiche cominciano ad affiorare anche tra i Repubbicani. Il candidato conservatore alla carica di governatore del Minnesota Chris Madel, fiutando la brutta aria che tira, si è ritirato dalla corsa, definendo le operazioni dell’Ice un “disastro totale”. Mentre i democratici minacciano un nuovo ostruzionismo al Congresso per non votare il super-finanziamento dell’Ice.
L’immigrazione in generale, ha detto a Politico un senatore repubblicano veterano in condizione di anonimato, è per i Repubblicani ciò che la sanità è per i Democratici – cioè un “gioco di casa”. Eppure, con immagini virali di americani feriti in pieno giorno che sostituiscono quelle dei migranti che attraversano il confine del paese, questo vantaggio sta rapidamente svanendo.
Lo stesso Politico, riferendosi ai mal di pancia degli esponenti repubblicani, sottolinea che devi sapere come decifrare il loro linguaggio. Innanzitutto, c’è il metodo di affermare che: “Il presidente non può fallire”. Il che significa che i repubblicani incolpano i consiglieri di Trump invece di rischiare di far arrabbiare il presidente.
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