Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

11/08/2026

Vacanze amare in Sardegna per i sionisti, tra bandiere palestinesi e messaggi di pace

A quanto pare, i sionisti in vacanza non se la passano proprio bene. Secondo quanto riportato qualche giorno fa dal quotidiano israeliano C14, una famiglia convintamente sionista ha vissuto un soggiorno tutt’altro che sereno in Sardegna.

La famiglia, numerosa e dispersa tra Israele, Francia e Stati Uniti, aveva scelto una delle località più ambite del Mediterraneo per trascorrere qualche settimana di villeggiatura, ignara di ciò che avrebbe incontrato.

L’articolo lascia presto spazio all’indignazione: lungo tutto il loro percorso, i turisti israeliani si sarebbero imbattuti in numerosi inviti a “sloggiare”, accompagnati da messaggi di forte condanna verso chi sostiene e perpetua il genocidio a Gaza, con particolare riferimento ai membri delle forze di occupazione israeliane.

La sorpresa, però, è che la signora intervistata – membro della famiglia – non ha mai menzionato un luogo specifico in cui si sia sentita a disagio. Ha piuttosto descritto l’intera vacanza come costellata da simboli di solidarietà con la Palestina: bandiere e scritte apparivano ovunque, come se fossero disseminate lungo ogni tappa del viaggio.

Dai muri di Cagliari e Sassari, alle finestre delle basse case del Campidano, fino ai balconcini delle case a torre dei paesi del centro e del nord Sardegna, la presenza della bandiera palestinese e dei messaggi di sostegno al popolo palestinese era costante e pervasiva.

Non solo: in tutta l’isola si sono moltiplicate manifestazioni spontanee e iniziative più strutturate contro il genocidio, come presidi, cortei e sit-in, che hanno raggiunto persino piccoli borghi montani come Orgosolo – dove sulla scalinata della piazza principale è stata dipinta una grande bandiera palestinese – e località turistiche come Bosa.

Proprio a Bosa, durante i festeggiamenti civili in onore di “Santa Maria del Mare” – una ricorrenza che di giorno vede la processione delle barche che accompagnano il simulacro della Madonna lungo il fiume, dalla cattedrale alla chiesa della Marina, e che di notte si conclude con uno spettacolo pirotecnico sulla spiaggia – è accaduto un episodio particolarmente significativo.

Sull’antica torre aragonese che domina la baia, un potente laser ha proiettato le scritte “Maria era palestinese” e “No a sa gherra” (No alla guerra), mentre in cielo scoppiavano i fuochi d’artificio. L’intera spiaggia, gremita di bosani e turisti, non poteva fare a meno di notare quei messaggi.

La signora israeliana, che tra l’altro dichiara di essere madre di un soldato, racconta che “la famiglia è tornata a casa con una sensazione di dolore, segnata dai messaggi anti-israeliani che li hanno accompagnati durante tutta la visita in Sardegna”.

A corredo delle sue parole, alcune foto: una di queste è stata scattata chiaramente a Bosa, che ritrae la vetrina di un locale con un cartello che indica come non gradita la presenza dei turisti sionisti.

Chissà che anche loro non abbiano assistito allo spettacolo di Santa Maria del Mare – lei, sì, figlia della terra di Palestina.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento