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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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02/10/2020

Inchiesta camici: Fontana sapeva tutto

Secondo la deposizione rilasciata dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo, responsabile per gli acquisti del materiale sanitario per la regione Lombardia, il presidente Fontana sapeva tutto di quanto stava accadendo per la fornitura di camici, calzari e altro materiale, ordinata dalla stessa regione alla ditta Dama, di proprietà del cognato e partecipata da sua moglie.

Infatti, l’assessore regionale avrebbe avvertito il presidente circa un possibile conflitto d’interessi, senza avere alcun riscontro. In seguito l’ordine d’acquisto per oltre 500.000 euro fu emesso, ma dopo lo scandalo suscitato dalla trasmissione Report della RAI, venne trasformato in “donazione”. Una donazione assai strana e tardiva, decisa per evitare lo scandalo suscitato dall’evidente conflitto d’interessi.

Inoltre, i materiali di tale “donazione” furono consegnati solo in parte, poiché la SAMA cercò di rivederli a una RSA di Varese per rifarsi del mancato introito. Per risarcire il cognato del mancato guadagno, Fontana cercò di compensarlo con 250.000 euro, che prelevò da un conto svizzero “scudato” realizzato con capitali che erano transitati dalle Bahamas e sulla cui natura la magistratura ha più di un sospetto.

Nel frattempo, i magistrati che indagano sullo strano affare di un capannone nella banlieu milanese, acquistato da alcuni amministratori della “Lega per Salvini” alla cifra di 400.000 euro e rivenduto per 800.000 euro nel giro di poche settimane alla Film Commission, agenzia promozionale della regione Lombardia, sono andati a incontrare i colleghi di Genova.

A Genova si sviluppa infatti l’inchiesta sui 49 milioni di falsi rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega, poi condannata a rimborsarli allo Stato, anche se con l’inaudita dilazione... in 75 anni.

I magistrati sono convinti che esistano delle connessioni tra l’affare del capannone, le attività degli amministratori della Lega e la sparizione di quei ben noti 49 milioni che al momento nessuno sa dove siano stati nascosti.

Fonte

02/02/2012

Rutelli, la giovane marmotta

La storia di Rutelli Pane&Cicoria è un romanzo d'altri tempi. Sedotto, tradito e derubato dal suo tesoriere, il colpevole per antonomasia in ogni partito che si rispetti. Il tesoriere ha ormai preso il posto del maggiordomo. E' lui il primo indiziato per gli ammanchi di cassa. I nomi delle società usate da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita e senatore del pdmenoelle, per sottrarre 13 milioni di euro di "rimborsi elettorali" sono da Manuale delle Giovani Marmotte: "TTTsrl", "Paradiso Immobilare", "Luigia Ltd" e "Giannone-Petricone" studio di architettura, usato per depistare, di Toronto (Petricone è il cognome della consorte canadese di Lusi). I soldi sono stati prelevati dal conto corrente della Margherita, sul quale erano finiti anche finanziamenti del Pdmenoelle, e destinati a spese varie, tra le quali un appartamento in pieno centro a Roma per un valore di un milione e novecentomila euro. Sul conto aveva la delega ad operare anche Rutellone che era ignaro di tutto. "Plis visit my bank account!". I trasferimenti dal conto sono avvenuti in tre anni con la causale "pagamento di fatture per consulenze".
Rutelli, con l'abbronzatura "Maldive Style" è avvilito "Non ne sapevo nulla", "Siamo incazzati e addolorati", "Il partito intende recuperare il maltolto". Quest'ultima affermazione è da incorniciare. In effetti, è di maltolto che si parla, del miliardo di euro di finanziamenti pubblici spacciati per rimborsi nonostante un referendum li avesse aboliti. Più maltolto di così. Se un tesoriere di partito ruba la somma maltolta ai cittadini è un maltolto doppio. Dopo la Tanzania della Lega, il Canada della Margherita in pdimenoelle. Il prossimo dove esporterà in rimborsi? In Papuasia?
Rutelli, ne sono sicuro, non c'entra niente. Guardatelo, ma vi sembra che sia in grado di controllare un conto corrente? Impossibile. E' una vecchia giovane marmotta pagata con soldi pubblici in Parlamento e al Comune di Roma dal 1983. Non a caso Lusi è stato segretario generale dell'Associazione guide e scout cattolici italiani. Bersani ha tuonato "Sono sorpreso non gradevolmente (come avvenne per Penati, ndr). Aspettiamo chiarezza. Se emergessero responsabilità individuali... abbiamo organi che sono in grado di decidere i provvedimenti del caso". Fuori i soldi dalla politica! Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure, Ci vediamo in Parlamento se non fanno una legge elettorale per impedirlo.

Fonte.

Situazioni fantozziane.