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16/02/2013

Groupon e Groupalia: quando i condor volano sulle carogne

Pubblicando a novembre 2012 sul cartaceo di Senza Soste l'articolo che segue consigliammo di mantenere alta l'attenzione su questo fenomeno dei gruppi di acquisto che è sintomatico di una realtà di gestione del piccolo esercizio commerciale in grande difficoltà e spesso in stato confusionale dovuto agli effetti della crisi. L'idea del gruppo d'acquisto è già diventato una pratica di massa ma negli ultimi mesi si sono levati grida di allarme da parte di piccoli commercianti rispetto al boomerang che sta tornando verso di loro a causa di contratti con le aziende intermediatrici che li costringono a lavorare sotto costo per un numero di prodotti o servizi troppo alto rispetto a ciò che inizialmente era preventivato e che probabilmente era nato come una semplice trovata pubblicitaria.

Groupon, una di queste capofila di compagnie intermediatrici, indica l'overbooking (cioè il vendere tantissime offerte e in breve spazio di tempo, più di quante sono economicamente sostenibili o preventivate con l'esercente) come una causa esterna nel rapporto con il soggetto che ha aderito. L'overbooking ha già dato vita a molte cause contro Gruopon, così come i mancati rimborsi o le consegne in ritardo confidando sul fatto che alla lunga il cliente desistesse dal chiedere i soldi indietro. Ma sorge allora una domanda. Se gli esercenti rischiano il fallimento, l'azienda intermediatrice danneggia anche se' stessa nel lungo periodo e questo non dovrebbe essere il suo obiettivo, a meno che non sia proprio quel condor che vola sulle carogne, mangia e se ne vola via cercando di fare profitti nel brevissimo periodo a scapito del commerciante in crisi che le tenta tutte.

Una cosa è chiara, non si può certo mandare avanti un'attività che fa la maggior parte degli incassi con sconti del 70% su prodotti e servizi a meno che a lungo andare non si ricorra a lavoro nero o al lavoro sottopagato oppure si accetti di mandare avanti un'attività in perdita per un periodo. Dall'altra parte, invece, il successo di queste pratiche che stanno diventando pratiche di massa fra i clienti, delinea antropologicamente il fatto che il miraggio del non abbassamento del proprio tenore di vita rimane un obiettivo fortissimo per una larga fetta di popolazione e ciò viene misurato esclusivamente dal mantenimento o meno dei soliti livelli di consumo anche in quelle attività o necessità non prioritarie. red. 14 febbraio 2013

Groupon e Groupalia: quando i condor volano sulle carogne
groupon_noI gruppi d’acquisto generalmente basano la loro forza sulle quantità di prodotti da comprare. Recentemente si sono sviluppati sul web dei gruppi di acquisto orientati verso delle promozioni lanciate sui beni e servizi organizzati da aziende che lanciano la promozione del singolo soggetto commerciale o professionista. Sono iniziative guidate da start up e da amministratori delegati molto abili nell’interpretare i nuovi bisogni di acquisto e di vendita.

Si tratta di gruppi al cui interno ti senti felice perché puoi organizzare il tuo tempo libero come se niente nell’economia reale intorno a te fosse cambiato. Con il 70/90% di sconto potrai accedere a quel livello e tenore di vita che sempre più ti stai dimenticando. Ancora un po' d’ossigeno nei tuoi polmoni mentre il volume d’aria rapidamente si sta restringendo. E’ su questo leverage emozionale che le venture capital con impieghi iniziali di capitale limitati, si pensi a 1 milione di dollari per Groupon e 2,5 per Groupalia, finanziano queste piccole società di organizzazione di gruppi di acquisto.

Le remunerazioni sono molto improvvise e se paragonate al capitale investito sono vertiginose. Attualmente i clienti sono solo qualche milione ma nei prossimi mesi diverranno decine e centinaia di milioni probabilmente. Questa previsione è da fare cercando di interpretare la metamorfosi dei valori economici come risultante da lavoro sia dipendente che autonomo. Nei gruppi d’acquisto ci sono gli acquirenti ma a questo punto focaliziamo chi fa l’offerta che non sono di certo i vari Groupon o Groupalia, questi sono solo mediatori. Sul lato dell’offerta le motivazioni che spingono un soggetto commerciale a fare una proposta di vendita sono varie e considerati i tempi certe offerte potrebbero essere l’ultimo rantolo per vedere di ripristinare il dissesto aziendale piuttosto che semplici iniziative di promozione.

Tra gli esercizi che fanno offerte spesso figurano attività avviate da tempo con vaste clientele. Come giustificano ad esse gli sconti del 70/90%? Nella pratica danno un’indicazione all’esterno che non è affatto quella di una sana conduzione aziendale. E’ e sarà un caos che seguirà il crollo dei valori reali prodotti dal lavoro. Qualcuno forse senza riflettere potrà dire che prima gli stessi esercenti ci guadagnavano troppo ed è quindi giusto che ribassino. Ma se si va a fondo all’analisi troviamo che i margini (cioè i guadagni) maggiori venivano redistribuiti in una economia reale prossima. Quei margini oggi non ci sono più perché qualcuno se li è portati via e questa è un’altra analisi non disgiunta a cui è legato tutto il sistema di manovre che i governi occidentali stanno praticando per vedere di salvare capra e cavoli in altri termini finanza pubblica e privata di matrice istituzionale. Manovre chiaramente animate da concezioni ortodosse della materia economica e sociale nell’ottica di non interrompere i rendimenti del capitale per il capitale, non di certo orientate a salvare la massa. Questa componente, la massa, è importante solo per la sua capacità di acquisto non per la sua umanità. Lasciamo perdere.

Ritorniamo al fenomeno dei gruppi d’acquisto on line chiarendo bene il significato di questa breve analisi della realtà economica in cui viviamo che vuole mettere in luce delle connessioni ben precise di come una situazione critica di disagio sociale crei spazi per aziende che interpretando in anticipo l’emergere di nuovi bisogni provvedono a creare un’idea commerciabile. Proprio come quando i condor volano sulle carogne. Era già successo nel caso della grande distribuzione che ha superato le realtà commerciali di quartiere con sconti e margini che però non arrivavano al 70/90%.

Potremmo ora sospendere il giudizio e mantenere però l’attenzione su queste realtà che ci danno probabilmente un ordine di misura della consistenza della metamorfosi economica in corso che comunemente viene chiamata crisi ma che in effetti non è tale. Sta il fatto che se un amico che ha un negozio e fa un offerta on line ribassata dei suoi servizi non me la sento di vederlo lavorare a gratis o addirittura in perdita. Prima di essere suo cliente sono un suo amico.

JACK RR tratto da Senza Soste n.76 (novembre 2012)

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