La storia della CGIL è un lungo ed ininterrotto filo rosso.
Di vergogna, si intende. Dal mancato ingresso di Baldesi, uno dei
dirigenti dell’allora CGL, nel governo diretto da Benito Mussolini
all’indomani della Marcia su Roma, eventualità sventata dal veto delle
destre, alla costante funzione di pompiere sociale svolta nei momenti di
maggiore tensione politica. Nel 1993, poi, con la firma dei protocolli
sulle relazioni sindacali, divenuti comunemente noti come
“concertazione”, il sindacato confederale ha smesso di essere
rappresentate di una parte della società, i lavoratori ovviamente, per
diventare espressione della comunità tutta, il paese, giungendo così
alla straordinaria contraddizione di essere garante degli interessi di
classe invece di, almeno parzialmente, combatterli.
Detto altrimenti, non
servirebbero certo stralci delle relazioni commissionate dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri per comprendere lo storico ruolo
svolto dalla principale confederazione sindacale italiana.
Questi, al massimo, sono l’ennesima conferma di quanto abbiamo spesso
sottolineato sulle pagine virtuali di questo sito. Allo stesso modo, le
iniziative messe in campo della CGIL non dovrebbero mai costituire una
sorpresa. Sono la costante dimostrazione dell’instabile equilibrio nel
quale si trova un’organizzazione che mentre proclama a parola il
benessere e gli interessi di lavoratori e pensionati, persegue nei fatti
una funzione di costante mediazione al ribasso con i rappresentanti del
capitale.
Ciò detto, vi sono situazioni nelle
quali la miseria politica, intellettuale, ed umana della CGIL non può
passare inosservata. Un plastico esempio è fornito dall’incontro
programmato per lunedì 16 marzo alle ore 15,00 a Firenze nella sede
regionale della CGIL in via Pier Capponi 7. Il titolo dell’iniziativa
potrebbe bastare a rendere bene l’idea di cosa stiamo parlando: “What Else? TTIP: Mercato Unico Europa-Usa Opportunità e Rischi”.
Ovviamente chi è entrato in contatto con la campagna di
contro-informazione messa in campo dai tanti comitati locali nati contro
l’approvazione del Trattato, conosce benissimo chi sono i destinatari
delle opportunità (multinazionali ed il grande capitale in genere) e dei
rischi (lavoratori e strati meno abbienti della società) contenuti nel
TTIP. Forse però anche un rapido sguardo a coloro che parteciperanno
all’iniziativa è sufficiente a comprenderne i caratteri generali. Si va
dal “padrone di casa” Alessio Gramolati, segretario generale CGIL
Toscana, al Console generale degli Stati Uniti a Firenze, Abigail Rupp,
fino a giungere al Prof. Mario Deaglio, noto soprattutto per essere
marito di una certa Elsa Fornero.
Questa è la CGIL. Il sindacato, però, è un’altra cosa.
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