È stata recentemente pubblicata una curiosa graduatoria dal settimanale francese L’Express: quali sono i migliori servizi di intelligence in Europa?
La giuria era composta da sessanta esperti di intelligence provenienti da 25 Paesi, tra questi figurano diciassette capi o ex capi di servizi segreti, oltre a figure provenienti da apparati come CIA e Mossad.
Il metodo scelto per dare il giudizio è semplice: chiedere a chi conosce dall’interno il mestiere di indicare i migliori servizi europei, sulla base dell’esperienza diretta, della reputazione operativa, della capacità di raccogliere informazioni, condurre azioni, proteggere fonti e condividere intelligence con i partner.
Il risultato premia ancora una volta il MI6 britannico e poi la DGSE francese, mentre i servizi segreti italiani finiscono in quindicesima posizione, a pari punteggio con Belgio e Repubblica Ceca.
Il punteggio attribuito al MI6 britannico è il più alto: 251 punti, con un netto distacco rispetto agli inseguitori francesi.
A essere premiata sarebbe la capacità del M16 di reclutare talpe di alto livello negli ambienti decisionali di Paesi ostili o strategici attraverso il rapporto umano, ovvero la fonte interna al nemico, con le informazioni che non arrivano dai satelliti né dai database, ma da chi sta dentro il sistema avversario.
Al secondo posto, con 169 punti, c’è la DGSE, il servizio segreto estero francese. Secondo gli esperti la Francia dispone dell’unico servizio dell’Europa continentale con una portata quasi mondiale.
La DGSE viene valutata positivamente perché combina tre dimensioni: raccolta tecnica, intelligence umana e capacità d’azione. Quest’ultima è particolarmente importante: il servizio Action francese viene considerato una delle poche strutture al mondo in grado di condurre operazioni clandestine ad alta intensità all’estero.
La Francia mantiene inoltre una rete consolidata in Africa, eredità della sua storia coloniale e delle relazioni politiche, militari ed economiche costruite nel tempo
Il terzo posto va, curiosamente, all’Olanda, con 97 punti. I servizi segreti olandesi hanno partecipato a operazioni di rilievo negli ultimi vent’anni. Viene citato il caso Stuxnet, il virus sviluppato da Mossad e CIA che mise fuori uso una parte significativa delle centrifughe nucleari iraniane: secondo la ricostruzione, un agente dell’intelligence olandese avrebbe avuto un ruolo nell’installazione del malware.
Al quarto posto arrivano i servizi segreti dell’Ucraina, con 77 punti. Un piazzamento impensabile prima del 2014 e ancora più prima del 2022. Un direttore di un servizio di intelligence europeo ha usato un’espressione forte: gli ucraini avrebbero dimostrato la capacità di “mossadizzarsi”, cioè di adottare un modello operativo aggressivo, flessibile e disposto a colpire lontano.
Il BND, il servizio segreto tedesco si piazza al quinto posto con 62 punti. Il suo punto di forza, ma anche il suo limite, è l’analisi: metodica, strutturata, documentata. Molti addetti ai lavori ironizzano sulla scarsa propensione operativa del BND. Un ex direttore svizzero lo avrebbe paragonato a un gruppo di “ricercatori di think tank”. Un giudizio decisamente severo. I servizi segreti tedeschi dunque analizzano molto ma agiscono meno.
I servizi di intelligence italiani nella graduatoria stilata, finiscono al 15 posto. Pesano sul giudizio negativo il nepotismo e la corruzione che investono anche gli ambienti dei servizi e, secondo gli esperti, una mancanza della cultura dell’intelligence in Italia. Nello stesso dossier, viene però riconosciuto un punto di forza: quando si parla di Libia e Nord Africa, gli italiani restano interlocutori obbligati.
Senza alcuna volontà o aspirazione ad apparire “nazionalisti”, c’è un dettaglio che gli esperti internazionali di intelligence non sembrano aver preso in considerazione: l’Italia, finora, è stato l’unico paese europeo in cui non sono avvenuti attentati dei gruppi jihadisti come invece è accaduto più volte in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Olanda.
Sarà un caso, ma forse sul piano della prevenzione del terrorismo internazionale, i servizi di intelligence italiani sanno lavorare meglio dei loro colleghi europei.
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
06/08/2026
Servizi segreti. I migliori sarebbero i britannici, quelli italiani al 15° posto ma...
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