di Alessandro Volpi
In data 15 luglio 2026, il governo italiano ha formalizzato la prenotazione di 14,9 miliardi di euro destinati al piano straordinario di riarmo e potenziamento della difesa nazionale, segnando il culmine di una complessa manovra finanziaria avviata nel biennio precedente.
Questa cifra imponente, originariamente accantonata attraverso la rimodulazione dei fondi europei della politica di coesione – che dunque sono stati ridotti – e del meccanismo SAFE, è stata definitivamente vincolata all’acquisizione di sistemi d’arma avanzati e alla modernizzazione tecnologica delle forze armate.
Il decreto di allocazione, firmato il 18 luglio 2026, stabilisce che 7,2 miliardi di euro siano impiegati per l’acquisto di 132 carri armati Leopard 2A8 – prodotti da Rheinmetall a La Spezia – con una tabella di marcia che prevede la consegna dei primi esemplari entro il 20 marzo 2027.
Altri 4,5 miliardi di euro sono stati prenotati per il programma di difesa aerea integrata, con particolare riferimento ai sistemi missilistici SAMP/T NG, i cui contratti di fornitura sono stati ratificati il 22 luglio 2026 per garantire la copertura dei siti sensibili nazionali a partire dal 1° gennaio 2027.
La restante quota di 3,2 miliardi di euro della prenotazione SAFE è stata indirizzata al settore aerospaziale per lo sviluppo del caccia di sesta generazione GCAP, con un impegno di spesa che copre il triennio 2026-2028.
Questa operazione finanziaria permette all’Italia di allineare la propria spesa militare al 2% del PIL entro il termine perentorio del 31 dicembre 2028, rispettando gli impegni assunti in sede NATO durante il vertice del 10 luglio 2026.
In seguito alla notifica ufficiale inviata a Bruxelles il 24 luglio 2026, l’Italia ha ottenuto il riconoscimento di questi investimenti come fattori rilevanti per lo scomputo dal deficit strutturale, per tutto l’esercizio finanziario 2026.
In questo senso, con l’adesione a Safe, il governo Meloni “libera” uno spazio non vincolato dal patto di stabilità da quasi 15 miliardi, che userà per escludere dal computo quantomeno il rinnovo del taglio del cuneo fiscale.
In altre parole, per questa folle Unione Europea, bisogna armarsi per potere spendere.
Ma il dato più rilevante, come accennato è costituito dal fatto che la prenotazione dei 14,9 miliardi rappresenta il più grande stanziamento singolo per la difesa nella storia della Repubblica, consolidando 25 programmi pluriennali di armamento che vedranno la loro piena operatività entro il 29 luglio 2030.
Il piano di ammortamento per il debito relativo alla manovra da 14,9 miliardi di euro avrà inizio ufficialmente il 1° luglio 2028, al termine di un periodo di pre-ammortamento di 24 mesi stabilito per allineare i rimborsi alla crescita economica prevista.
L’interesse medio applicato ai titoli di Stato emessi per coprire questa operazione è del 3,85% annuo, un tasso fissato in base alle rilevazioni di mercato del 15 luglio 2026. Il costo totale dell’operazione, calcolato su un orizzonte temporale di 20 anni con scadenza definitiva al 30 giugno 2048, ammonterà a complessivi 23,2 miliardi di euro, suddivisi in 14,9 miliardi di quota capitale e 8,3 miliardi di interessi cumulati.
Dunque la collettività italiana pagherà oltre 8 miliardi di interessi per procedere ad un riarmo, il cui ritorno economico, secondo le stime stesse dell’Unione, sarà pari solo al 60% dell’investimento fatto.
Su questo esiste il campo largo???
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenendo il 19 luglio 2026, ha espresso una posizione critica sulle priorità del governo, pur non negando gli impegni internazionali, chiedendo che almeno il 50% dello spazio fiscale liberato dai vincoli europei venga vincolato a investimenti nella transizione ecologica e nel welfare. Cosa significa? Parere favorevole al riarmo di Safe ma, nel gioco contabile, lasciamo uno spazio alle spese per il welfare. In sintesi ci riarmiamo per mantenere un pezzettino di Stato sociale?
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, il 18 luglio 2026 ha duramente contestato la manovra definendola un furto sociale che sottrae 14,9 miliardi a sanità e istruzione per destinarli a strumenti di morte, preannunciando una mozione di sfiducia entro il 30 settembre 2026.
Ripeto, su questo esiste il campo largo???
Ah no, dicono i saggi, il Campo largo è solo un’operazione elettorale per battere le Destre.
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30/07/2023
Guerra in Ucraina - I russi studiano le tecnologie Nato sulle armi catturate agli ucraini
Ogni guerra è anche una sfida sulla conoscenza dei sistemi militari e tecnologici del nemico. Gli specialisti della difesa russa, stanno alacremente studiando l’equipaggiamento NATO catturato agli ucraini.
I veicoli corazzati occidentali hanno iniziato infatti ad essere ampiamente utilizzati, inclusi i carri armati tedeschi Leopard 2, i veicoli da combattimento della fanteria americana Bradley e i blindati da ricognizione AMX-10RC. Inoltre, dallo scorso anno, le truppe ucraine hanno utilizzato un gran numero di obici, veicoli corazzati e MLRS forniti dai paesi della NATO. Molti di questi armamenti sono caduti in mano alle forze armate russe.
Venerdì si è saputo che l’esercito russo ha catturato un carro armato francese vicino a Zaporizhye. Gli specialisti russi sono riusciti a studiare sei tipi di equipaggiamento occidentale catturati durante i combattimenti di queste ultime settimane.
“Al momento, durante i test delle attrezzature NATO catturate, sono stati ottenuti risultati preliminari che generalmente soddisfano le aspettative. In particolare, i test hanno dimostrato che i modelli occidentali hanno un livello accettabile di protezione dell’armatura, sebbene con un gran numero di punti deboli dovuti ai moderni combattimento che non soddisfa i requisiti di distribuzione della protezione”, riporta l’agenzia russa Ria Novosti.
Secondo la fonte sentita dall’agenzia, l’equipaggiamento della NATO ha mobilità e manovrabilità estremamente mediocri, specialmente su terreni difficili e viscosi.
Un altro punto debole della tecnologia occidentale è l’eccessiva complessità del design, ha aggiunto la fonte. Questo, ha chiarito, non riguarda la complessità della padronanza della tecnologia, ma la manutenibilità e la manutenzione.
“La manutenibilità dei campioni occidentali è estremamente bassa, soprattutto sul campo, e la manutenzione richiede molte risorse. E ciò è dovuto principalmente alle caratteristiche di progettazione delle loro apparecchiature, in alcuni casi, francamente, irrazionali”, ha spiegato la fonte, aggiungendo che lo studio dei mezzi militari Nato catturati sta continuando.
Sull’altro fronte è invece il Financial Times a rivelare che le forze armate ucraine hanno usato razzi prodotti in Corea del Nord contro le postazioni militari russe. Non è chiaro come le munizioni siano finite in mani ucraine, ma i soldati con cui il giornale ha parlato hanno dichiarato che sono state sequestrate da un “Paese amico” e successivamente consegnate all’Ucraina come parte di un pacchetto di aiuti militari.
Fonte
I veicoli corazzati occidentali hanno iniziato infatti ad essere ampiamente utilizzati, inclusi i carri armati tedeschi Leopard 2, i veicoli da combattimento della fanteria americana Bradley e i blindati da ricognizione AMX-10RC. Inoltre, dallo scorso anno, le truppe ucraine hanno utilizzato un gran numero di obici, veicoli corazzati e MLRS forniti dai paesi della NATO. Molti di questi armamenti sono caduti in mano alle forze armate russe.
Venerdì si è saputo che l’esercito russo ha catturato un carro armato francese vicino a Zaporizhye. Gli specialisti russi sono riusciti a studiare sei tipi di equipaggiamento occidentale catturati durante i combattimenti di queste ultime settimane.
“Al momento, durante i test delle attrezzature NATO catturate, sono stati ottenuti risultati preliminari che generalmente soddisfano le aspettative. In particolare, i test hanno dimostrato che i modelli occidentali hanno un livello accettabile di protezione dell’armatura, sebbene con un gran numero di punti deboli dovuti ai moderni combattimento che non soddisfa i requisiti di distribuzione della protezione”, riporta l’agenzia russa Ria Novosti.
Secondo la fonte sentita dall’agenzia, l’equipaggiamento della NATO ha mobilità e manovrabilità estremamente mediocri, specialmente su terreni difficili e viscosi.
Un altro punto debole della tecnologia occidentale è l’eccessiva complessità del design, ha aggiunto la fonte. Questo, ha chiarito, non riguarda la complessità della padronanza della tecnologia, ma la manutenibilità e la manutenzione.
“La manutenibilità dei campioni occidentali è estremamente bassa, soprattutto sul campo, e la manutenzione richiede molte risorse. E ciò è dovuto principalmente alle caratteristiche di progettazione delle loro apparecchiature, in alcuni casi, francamente, irrazionali”, ha spiegato la fonte, aggiungendo che lo studio dei mezzi militari Nato catturati sta continuando.
Sull’altro fronte è invece il Financial Times a rivelare che le forze armate ucraine hanno usato razzi prodotti in Corea del Nord contro le postazioni militari russe. Non è chiaro come le munizioni siano finite in mani ucraine, ma i soldati con cui il giornale ha parlato hanno dichiarato che sono state sequestrate da un “Paese amico” e successivamente consegnate all’Ucraina come parte di un pacchetto di aiuti militari.
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27/01/2023
26/01/2023
Guerra in Ucraina - Germania e Usa invieranno i carri armati
Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel “la decisione è stata presa: la Germania fornirà all’Ucraina carri armati Leopard 2”. Dalle indiscrezioni pubblicate Berlino consegnerà un’intera compagnia di carri armati alle forze armate di Kiev.
Alla decisione – che la Germania ha preso obtorto collo – si sarebbe arrivati dopo che Washington ha deciso contestualmente di inviare sul fronte di guerra in Ucraina i propri carri armati Abrams.
È il settimanale statunitense Time a dare voce alle forti perplessità tedesche all’invio dei carri armati Leopard in guerra: “Ci sono ottime ragioni puramente militari per inviare questo tipo di armi in Ucraina, di sicuro”, afferma Nils Schmid, portavoce per la politica estera dei socialdemocratici al Bundestag tedesco. Ma se “qualcosa si mette male e se, contro ogni previsione e aspettativa, la guerra si diffonde, la responsabilità ricadrà interamente sulle spalle di Scholz e del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e del presidente francese Emmanuel Macron”.
“Ci sono molte persone che hanno davvero problemi con l’idea di vedere i carri armati tedeschi rotolare a est della Germania e uccidere soldati russi perché crea davvero una sorta di immagine che ci ricorda la seconda guerra mondiale”, afferma Ulrike Franke, esperta di politica estera e di difesa tedesca allo European Council for Foreign Affairs. “C’è una grande convinzione che le armi non siano una soluzione; non si risolvono i conflitti con le armi”.
La decisione Usa darebbe così il via libera di Berlino all’invio di un numero minore di propri carri armati Leopard 2 e all’approvazione del trasferimento di un numero maggiore di carri armati di fabbricazione tedesca da parte di Polonia e altri Paesi all’Ucraina.
Il governo degli Stati Uniti sta ultimando i preparativi per l’invio in Ucraina di circa 30 carri armati M-1 Abrams, riferisce l’emittente televisiva CNN, che cita due fonti governative anonime. Le tempistiche dell’invio dei carri armati sono ancora incerte, e addestrarne gli equipaggi potrebbe richiedere mesi. Secondo le fonti anonime, il governo Usa intende fornire all’Ucraina anche un piccolo numero di veicoli di recupero: mezzi cingolati utilizzati per la riparazione di carri armati o la loro rimozione dal campo di battaglia. Come anticipato dal quotidiano Wall Street Journal, l’annuncio ufficiale da parte del presidente Joe Biden potrebbe giungere già questa settimana.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato dicendosi sicuro che la consegna di carri armati Abrams e Leopard 2 all’Ucraina porterà “altre sofferenze” al Paese e “maggiori tensioni sul continente” europeo. Ancora più esplicito è stato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov secondo cui “È ovvio che Washington stia cercando intenzionalmente di infliggerci una sconfitta strategica. Se gli Stati Uniti decidono di fornire carri armati, giustificare un simile passo con argomenti di ‘armi difensive’ sicuramente non funzionerà. Sarà un’altra plateale provocazione contro la Federazione Russa”.
L’agenzia russa Ria-Novosti riferisce che il corrispondente militare Semyon Pegov ha citato fonti del canale Telegram WarGonzo secondo cui i carri armati tedeschi Leopard 2 sono stati avvistati nelle strade di Mykolayiv. Secondo il canale, i trattori con i veicoli si stavano dirigendo verso lo stabilimento blindato di Mykolayiv. “Le attrezzature sono già state consegnate all’Ucraina e la questione è solo burocratica”, si legge nella corrispondenza.
La stessa Novosti ricorda che già nella primavera dello scorso anno, Mosca aveva inviato una nota ai paesi della NATO relativa al trasferimento di armi alle truppe ucraine. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che qualsiasi carico che contenga equipaggiamento militare diventerebbe un obiettivo legittimo per le forze aerospaziali russe.
Fonte
Alla decisione – che la Germania ha preso obtorto collo – si sarebbe arrivati dopo che Washington ha deciso contestualmente di inviare sul fronte di guerra in Ucraina i propri carri armati Abrams.
È il settimanale statunitense Time a dare voce alle forti perplessità tedesche all’invio dei carri armati Leopard in guerra: “Ci sono ottime ragioni puramente militari per inviare questo tipo di armi in Ucraina, di sicuro”, afferma Nils Schmid, portavoce per la politica estera dei socialdemocratici al Bundestag tedesco. Ma se “qualcosa si mette male e se, contro ogni previsione e aspettativa, la guerra si diffonde, la responsabilità ricadrà interamente sulle spalle di Scholz e del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e del presidente francese Emmanuel Macron”.
“Ci sono molte persone che hanno davvero problemi con l’idea di vedere i carri armati tedeschi rotolare a est della Germania e uccidere soldati russi perché crea davvero una sorta di immagine che ci ricorda la seconda guerra mondiale”, afferma Ulrike Franke, esperta di politica estera e di difesa tedesca allo European Council for Foreign Affairs. “C’è una grande convinzione che le armi non siano una soluzione; non si risolvono i conflitti con le armi”.
La decisione Usa darebbe così il via libera di Berlino all’invio di un numero minore di propri carri armati Leopard 2 e all’approvazione del trasferimento di un numero maggiore di carri armati di fabbricazione tedesca da parte di Polonia e altri Paesi all’Ucraina.
Il governo degli Stati Uniti sta ultimando i preparativi per l’invio in Ucraina di circa 30 carri armati M-1 Abrams, riferisce l’emittente televisiva CNN, che cita due fonti governative anonime. Le tempistiche dell’invio dei carri armati sono ancora incerte, e addestrarne gli equipaggi potrebbe richiedere mesi. Secondo le fonti anonime, il governo Usa intende fornire all’Ucraina anche un piccolo numero di veicoli di recupero: mezzi cingolati utilizzati per la riparazione di carri armati o la loro rimozione dal campo di battaglia. Come anticipato dal quotidiano Wall Street Journal, l’annuncio ufficiale da parte del presidente Joe Biden potrebbe giungere già questa settimana.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato dicendosi sicuro che la consegna di carri armati Abrams e Leopard 2 all’Ucraina porterà “altre sofferenze” al Paese e “maggiori tensioni sul continente” europeo. Ancora più esplicito è stato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov secondo cui “È ovvio che Washington stia cercando intenzionalmente di infliggerci una sconfitta strategica. Se gli Stati Uniti decidono di fornire carri armati, giustificare un simile passo con argomenti di ‘armi difensive’ sicuramente non funzionerà. Sarà un’altra plateale provocazione contro la Federazione Russa”.
L’agenzia russa Ria-Novosti riferisce che il corrispondente militare Semyon Pegov ha citato fonti del canale Telegram WarGonzo secondo cui i carri armati tedeschi Leopard 2 sono stati avvistati nelle strade di Mykolayiv. Secondo il canale, i trattori con i veicoli si stavano dirigendo verso lo stabilimento blindato di Mykolayiv. “Le attrezzature sono già state consegnate all’Ucraina e la questione è solo burocratica”, si legge nella corrispondenza.
La stessa Novosti ricorda che già nella primavera dello scorso anno, Mosca aveva inviato una nota ai paesi della NATO relativa al trasferimento di armi alle truppe ucraine. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che qualsiasi carico che contenga equipaggiamento militare diventerebbe un obiettivo legittimo per le forze aerospaziali russe.
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24/01/2023
Germania - La “Panzerfraktion” insorge contro il governo sui Leopard all’Ucraina
Il dibattito sulla consegna di carri armati pesanti di fabbricazione tedesca a Kiev si fa di giorno in giorno più acceso dopo la riunione del “Gruppo di contatto per l’Ucraina” di venerdì a Ramstein, considerata un fallimento dagli attori che lavorano per il prolungamento e l’escalation della guerra.
I Verdi e l’FDP su questo tema si comportano ormai come partiti di opposizione, di fatto in sintonia con i partiti dell’Unione – guidati ancora una volta dalla deputata del FDP Marie-Agnes Strack-Zimmermann, che ha dato il tono alla ZDF venerdì sera: “La storia ci guarda, e la Germania purtroppo ha appena fallito”. Ha detto che la comunicazione del Cancelliere Olaf Scholz è stata un “disastro”.
A Ramstein, nonostante le enormi e accuratamente orchestrate pressioni interne ed esterne, il governo tedesco aveva per il momento rifiutato di piegarsi alle richieste di consegna immediata di carri armati “Leopard 2” all’Ucraina.
Il governo di coalizione SPD/Verdi/Liberali, inoltre, non ha rilasciato ad altri Paesi un permesso di consegna per i carri armati prodotti in Germania. Proprio questo rilascio è un fattore essenziale nel calcolo volto a fornire a Kiev un numero significativo, cioè almeno a tre cifre, di carri armati di produzione “occidentale”.
Strack-Zimmermann ha aggiunto in un’intervista al Tagesschau che: “Se non vogliono consegnare i Leopard 2, devono spiegare perché. Poi bisogna spiegare all’Ucraina il perché”. Ha detto che la discussione “non ci mette in buona luce, perché ovviamente il mondo occidentale si aspetta che sia la Germania a guidare”. “Noi” siamo “sconfortati”, ha rilevato ancora Strack-Zimmermann. “Siamo sempre dietro l’onda. Quindi aspettiamo sempre che succeda qualcosa”, ha denunciato l'”esperto di difesa”.
Il deputato dei Verdi Anton Hofreiter ha dichiarato domenica ai giornali del gruppo mediatico Funke di aver chiesto “subito” di iniziare l’addestramento dei soldati ucraini sui carri armati “Leopard”. Ha affermato che “la Germania” ha “commesso un errore considerevole a Ramstein e di conseguenza ha perso ulteriore prestigio”. Questo deve “essere corretto rapidamente”. La sua collega del gruppo parlamentare dei Verdi, Katrin Göring-Eckardt, ha dichiarato alla Funke-Zeitung che “avrebbe voluto che il governo tedesco avesse già spianato la strada per la consegna dei carri armati Leopard questa settimana”. Questi sono “urgentemente necessari in Ucraina”. L’Ucraina non stava “solo difendendo il proprio Paese, ma anche la nostra libertà”.
L’esperto di politica estera della CDU Roderich Kiesewetter ha denunciato sabato all’Augsburger Allgemeine che l’incontro di Ramstein ha “purtroppo portato a un ulteriore isolamento della Repubblica federale”. Ha inoltre dichiarato di essere “senza parole” per il fatto che solo il Ministro della Difesa Boris Pistorius, nominato giovedì, avrebbe dovuto commissionare un inventario dei carri armati disponibili nella Bundeswehr e nelle scorte industriali. È stato “imbarazzante e spaventoso”.
Domenica, il segretario generale della SPD Kevin Kühnert si è sentito in dovere di difendere il suo partito e la Cancelleria da “critiche eccessive e ostilità personali”. Ha dichiarato al Rheinische Post che la SPD rimane un “partner solidale e prevedibile dell’Ucraina democratica e libera”, senza perdere di vista il fatto che “milioni di tedeschi sono seriamente preoccupati per il coinvolgimento della Germania nella guerra”. Ha affermato che il Paese dovrebbe essere orgoglioso di essere il “secondo maggior donatore di aiuti” dopo gli Stati Uniti e di essersi “sganciato con successo dalla Russia”.
Il capogruppo parlamentare della SPD Rolf Mützenich si è espresso in modo molto più netto all’agenzia Dpa. “La signora Strack-Zimmermann e altri ci stanno forzando a un conflitto militare. Le stesse persone che oggi chiedono un’azione unilaterale con carri armati pesanti domani chiederanno aerei o truppe”, ha detto Mützenich. “La politica in tempo di guerra in Europa” non si fa “nello stile dei rituali di indignazione o con i rantoli”. Dopo questo intervento, Mützenich è stato definito “il più cinico e disgustoso politico tedesco” dal viceministro degli Esteri ucraino Andrij Melnyk su Twitter.
Fonte
I Verdi e l’FDP su questo tema si comportano ormai come partiti di opposizione, di fatto in sintonia con i partiti dell’Unione – guidati ancora una volta dalla deputata del FDP Marie-Agnes Strack-Zimmermann, che ha dato il tono alla ZDF venerdì sera: “La storia ci guarda, e la Germania purtroppo ha appena fallito”. Ha detto che la comunicazione del Cancelliere Olaf Scholz è stata un “disastro”.
A Ramstein, nonostante le enormi e accuratamente orchestrate pressioni interne ed esterne, il governo tedesco aveva per il momento rifiutato di piegarsi alle richieste di consegna immediata di carri armati “Leopard 2” all’Ucraina.
Il governo di coalizione SPD/Verdi/Liberali, inoltre, non ha rilasciato ad altri Paesi un permesso di consegna per i carri armati prodotti in Germania. Proprio questo rilascio è un fattore essenziale nel calcolo volto a fornire a Kiev un numero significativo, cioè almeno a tre cifre, di carri armati di produzione “occidentale”.
Strack-Zimmermann ha aggiunto in un’intervista al Tagesschau che: “Se non vogliono consegnare i Leopard 2, devono spiegare perché. Poi bisogna spiegare all’Ucraina il perché”. Ha detto che la discussione “non ci mette in buona luce, perché ovviamente il mondo occidentale si aspetta che sia la Germania a guidare”. “Noi” siamo “sconfortati”, ha rilevato ancora Strack-Zimmermann. “Siamo sempre dietro l’onda. Quindi aspettiamo sempre che succeda qualcosa”, ha denunciato l'”esperto di difesa”.
Il deputato dei Verdi Anton Hofreiter ha dichiarato domenica ai giornali del gruppo mediatico Funke di aver chiesto “subito” di iniziare l’addestramento dei soldati ucraini sui carri armati “Leopard”. Ha affermato che “la Germania” ha “commesso un errore considerevole a Ramstein e di conseguenza ha perso ulteriore prestigio”. Questo deve “essere corretto rapidamente”. La sua collega del gruppo parlamentare dei Verdi, Katrin Göring-Eckardt, ha dichiarato alla Funke-Zeitung che “avrebbe voluto che il governo tedesco avesse già spianato la strada per la consegna dei carri armati Leopard questa settimana”. Questi sono “urgentemente necessari in Ucraina”. L’Ucraina non stava “solo difendendo il proprio Paese, ma anche la nostra libertà”.
L’esperto di politica estera della CDU Roderich Kiesewetter ha denunciato sabato all’Augsburger Allgemeine che l’incontro di Ramstein ha “purtroppo portato a un ulteriore isolamento della Repubblica federale”. Ha inoltre dichiarato di essere “senza parole” per il fatto che solo il Ministro della Difesa Boris Pistorius, nominato giovedì, avrebbe dovuto commissionare un inventario dei carri armati disponibili nella Bundeswehr e nelle scorte industriali. È stato “imbarazzante e spaventoso”.
Domenica, il segretario generale della SPD Kevin Kühnert si è sentito in dovere di difendere il suo partito e la Cancelleria da “critiche eccessive e ostilità personali”. Ha dichiarato al Rheinische Post che la SPD rimane un “partner solidale e prevedibile dell’Ucraina democratica e libera”, senza perdere di vista il fatto che “milioni di tedeschi sono seriamente preoccupati per il coinvolgimento della Germania nella guerra”. Ha affermato che il Paese dovrebbe essere orgoglioso di essere il “secondo maggior donatore di aiuti” dopo gli Stati Uniti e di essersi “sganciato con successo dalla Russia”.
Il capogruppo parlamentare della SPD Rolf Mützenich si è espresso in modo molto più netto all’agenzia Dpa. “La signora Strack-Zimmermann e altri ci stanno forzando a un conflitto militare. Le stesse persone che oggi chiedono un’azione unilaterale con carri armati pesanti domani chiederanno aerei o truppe”, ha detto Mützenich. “La politica in tempo di guerra in Europa” non si fa “nello stile dei rituali di indignazione o con i rantoli”. Dopo questo intervento, Mützenich è stato definito “il più cinico e disgustoso politico tedesco” dal viceministro degli Esteri ucraino Andrij Melnyk su Twitter.
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23/01/2023
Guerra in Ucraina - La Germania dà il via libera ai Leopard della Polonia
La Germania è pronta ad autorizzare la Polonia a inviare carri armati Leopard all’Ucraina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock.
La Baerbock, parlando della possibilità che la Polonia invii i Leopard a Kiev, ha affermato che “se ci viene chiesto, allora non ci metteremo in mezzo. Sappiamo quanto siano importanti questi carri armati ed è per questo che ne stiamo discutendo ora con i nostri partner. Dobbiamo assicurarci che le vite delle persone vengano salvate e il territorio dell’Ucraina liberato”, ha aggiunto.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha fatto sapere di aspettarsi una decisione a breve sull’invio o meno di carri armati Leopard all’Ucraina, come richiesto insistentemente da Kiev. In un’intervista alla tv Ard, Pistorius ha sottolineato la necessità di non prendere una decisione affrettata, dovendo tenere in considerazione diversi fattori, compreso il mantenimento degli standard di sicurezza e delle disponibilità delle forze armate tedesche. Un rapporto pubblicato dallo Spiegel afferma che alcuni mesi fa la Bundeswehr aveva dichiarato che 19 carri armati Leopard 2 non erano necessari e quindi potrebbero essere inviati all’Ucraina.
Gli aiuti militari promessi dai paesi NATO all’Ucraina si attestano a diverse centinaia di milioni di euro, ma resta lo stallo sulla fornitura dei carri armati Leopard, di produzione tedesca. Nella riunione di Ramstein gli Stati che sostengono l’Ucraina non avevano raggiunto “alcun accordo” sulla fornitura dei carri armati Leopard all’Ucraina, aveva spiegato il ministro della Difesa tedesco Pistorius, rilevando che sulla questione non è stata assunta “alcuna decisione definitiva”, con le parti divise tra favorevoli e contrarie.
Le autorità di Stati Uniti e Germania non hanno ancora preso una decisione finale sulla fornitura di carri armati M1 Abrams o Leopard all’Ucraina, ha detto il segretario alla Difesa USA Austin. “Al momento siamo concentrati sul fare in modo che l’Ucraina abbia le capacità necessarie ad avere successo sul campo: abbiamo una finestra di opportunità fino alla prossima primavera, ed è fondamentale che siano pronti”, ha sostenuto Austin
Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha sottolineato come sia necessaria una spinta nella produzione di armi e munizioni da parte dei paesi NATO, per rifornire rapidamente le loro scorte messe a dura prova dalle forniture militari inviate all’Ucraina. La Nato sta lavorando a stretto contatto con l’industria bellica proprio a questo scopo, nel contesto delle ingenti spese militari messe a disposizione per inviare armamenti a Kiev da parte dei Paesi membri.
La Russia dal canto suo ha inasprito i suoi avvertimenti alla NATO sulla fornitura di carri armati e armi offensive all’Ucraina. Una tale decisione aprirebbe la porta a una “catastrofica escalation”, ha scritto il presidente della Duma di Stato Vyacheslav Volodin su Telegram durante il fine settimana. La Russia risponderà a tale sviluppo con l’uso di “armi più potenti” se l’Ucraina utilizzerà queste armi per attaccare obiettivi nelle retrovie russe o tentare di conquistare “territori russi”.
Fonte
La Baerbock, parlando della possibilità che la Polonia invii i Leopard a Kiev, ha affermato che “se ci viene chiesto, allora non ci metteremo in mezzo. Sappiamo quanto siano importanti questi carri armati ed è per questo che ne stiamo discutendo ora con i nostri partner. Dobbiamo assicurarci che le vite delle persone vengano salvate e il territorio dell’Ucraina liberato”, ha aggiunto.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha fatto sapere di aspettarsi una decisione a breve sull’invio o meno di carri armati Leopard all’Ucraina, come richiesto insistentemente da Kiev. In un’intervista alla tv Ard, Pistorius ha sottolineato la necessità di non prendere una decisione affrettata, dovendo tenere in considerazione diversi fattori, compreso il mantenimento degli standard di sicurezza e delle disponibilità delle forze armate tedesche. Un rapporto pubblicato dallo Spiegel afferma che alcuni mesi fa la Bundeswehr aveva dichiarato che 19 carri armati Leopard 2 non erano necessari e quindi potrebbero essere inviati all’Ucraina.
Gli aiuti militari promessi dai paesi NATO all’Ucraina si attestano a diverse centinaia di milioni di euro, ma resta lo stallo sulla fornitura dei carri armati Leopard, di produzione tedesca. Nella riunione di Ramstein gli Stati che sostengono l’Ucraina non avevano raggiunto “alcun accordo” sulla fornitura dei carri armati Leopard all’Ucraina, aveva spiegato il ministro della Difesa tedesco Pistorius, rilevando che sulla questione non è stata assunta “alcuna decisione definitiva”, con le parti divise tra favorevoli e contrarie.
Le autorità di Stati Uniti e Germania non hanno ancora preso una decisione finale sulla fornitura di carri armati M1 Abrams o Leopard all’Ucraina, ha detto il segretario alla Difesa USA Austin. “Al momento siamo concentrati sul fare in modo che l’Ucraina abbia le capacità necessarie ad avere successo sul campo: abbiamo una finestra di opportunità fino alla prossima primavera, ed è fondamentale che siano pronti”, ha sostenuto Austin
Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha sottolineato come sia necessaria una spinta nella produzione di armi e munizioni da parte dei paesi NATO, per rifornire rapidamente le loro scorte messe a dura prova dalle forniture militari inviate all’Ucraina. La Nato sta lavorando a stretto contatto con l’industria bellica proprio a questo scopo, nel contesto delle ingenti spese militari messe a disposizione per inviare armamenti a Kiev da parte dei Paesi membri.
La Russia dal canto suo ha inasprito i suoi avvertimenti alla NATO sulla fornitura di carri armati e armi offensive all’Ucraina. Una tale decisione aprirebbe la porta a una “catastrofica escalation”, ha scritto il presidente della Duma di Stato Vyacheslav Volodin su Telegram durante il fine settimana. La Russia risponderà a tale sviluppo con l’uso di “armi più potenti” se l’Ucraina utilizzerà queste armi per attaccare obiettivi nelle retrovie russe o tentare di conquistare “territori russi”.
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25/01/2018
Afrin. L’aviazione turca uccide anche due militari Usa
Gli attacchi aerei dell’Air Force turca contro l’enclave curda di Afrin in Siria, hanno ucciso due consiglieri militari statunitensi.
Il Pentagono non ha ancora commentato. La Casa Bianca ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente turco, dove è stata discussa la situazione in Siria.
Donald Trump ha detto di essere preoccupato per l’escalation della violenza ad Afrin e ha invitato il suo collega turco a limitare le azioni delle forze armate in questa regione.
Ankara continua l’operazione militare contro le forze di autodifesa popolare YPG nel nord del paese.
Ma la situazione è ancora più complicata perché l’avanzata delle truppe di Erdogan avviene grazie a una nuovissima fornitura di carri armati tedeschi Leopard 2, appena dismessi dalla BundesWehr.
La notizia è arrivata grazie alla denuncia di Stefan Liebich, deputato della Linke.
Qui di seguito l’articolo apparso su il manifesto.
Sebastiano Canetta
C’è il «contratto di coalizione» Merkel-Schulz, con lo stop alla vendita di armi per chi alimenta la guerra in Yemen. E il governo in carica, guidato dalla medesima Groko, costretto ieri dalla Linke a ufficializzare l’export-record di 25 miliardi di euro negli ultimi 4 anni. Tutto a beneficio anche di Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Egitto. Cioè gli Stati-canaglia.
SI AGGIUNGE al finto embargo al regime di Erdogan, sempre e comunque puntellato da socialisti e democristiani. Con la prova tv della cobelligeranza tedesca nell’offensiva turca contro i curdi: i carri armati Leopard-2 sono proprio quelli dismessi dalla Bundeswehr e girati alle truppe del «sultano».
DUE SCANDALI che investono la cancelliera nel pieno della formazione del suo quarto governo. Ma anche una grana politica per i socialisti di Martin Schulz: la delega sugli armamenti, fino a marzo, apparteneva all’attuale ministro degli esteri Sigmar Gabriel. Paradossi stridenti con il pacifismo scritto nelle 28 pagine del patto d’alleanza firmato il 12 gennaio. E soprattutto pessima pubblicità per i dirigenti socialdemocratici impegnati a convincere gli iscritti (che voteranno il referendum a febbraio) della bontà di continuare a governare con Mutti fino al 2021.
TRA IL 2014 e il 2017 il governo Spd-Cdu ha venduto agli Stati extra-Ue e Nato prodotti militari per 17,8 miliardi: il 47% in più rispetto al secondo mandato di Merkel. Nell’elenco spiccano gli ordini per 1,3 miliardi dell’Algeria ma viene a galla anche il mega-business con Riyad, il Cairo e Dubai.
La “scoperta” si deve a Stefan Liebich, deputato della Linke concentrato sul rapporto ufficiale del ministro dell’economia. «Quattro anni fa la Spd aveva promesso di abbandonare l’esportazione basata sul fattore economico. Ma il canale delle armi si è aperto ancora di più» riassume Liebich sul canale Ard.
SI AGGIUNGE al doppio-gioco sulla Turchia: i video dell’operazione militare contro i curdi in Siria restituiscono la «manovra a pettine» dei Leopard-2 che un ex carrista (come chi scrive) non fatica a riconoscere. Con serventi, capicarro, piloti e cannonieri immortalati nel battesimo del fuoco del tank prodotto da Krauss-Maffei, come ben sanno i combattenti curdi che finora ne hanno distrutti una quindicina. Per questo i generali di Erdogan hanno comprato da Berlino l’aggiornamento alla versione A-6, che protegge da mine e armi contro-carro.
Anche di questo particolare sarà chiamata a rispondere la cancelliera. «Nelle prossime settimane dovrà spiegare al Bundestag la responsabilità nell’escalation in Siria» puntualizza Jan Korte della Linke.
MENTRE SI ATTENDE la giustificazione di Gabriel: la fornitura ai turchi delle nuove corazzature e di centinaia di mezzi usati dall’esercito tedesco è andata in porto grazie al suo avvallo. Per questo la portavoce del gruppo disarmo dei Verdi Agnieszka Brugger chiede a Spd e Cdu di «dichiarare chiaramente la posizione sulla guerra contro i curdi». Anche se c’è poco da dire: a settembre alla commissione parlamentare Gabriel ha già ammesso che solo nei primi 8 mesi del 2017 sono stati approvati ordini solo ad Ankara per 25 milioni di euro. Molto meno dei 69 incassati l’anno precedente, ma pur sempre un mega-stock bellico impiegato nello stesso teatro di guerra che a parole si vuole fermare.
DIECI GIORNI fa i partner della GroKo hanno messo nero su bianco lo «stop immediato alla consegna di armi ai Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen». Con il portavoce Steffen Seibert che assicurava come la Germania «non sta prendendo decisioni fuori-linea rispetto al risultato dei colloqui». Prima dell’evidenza del deal denunciato dalla Linke.
NELLA REALTÀ l’unico fuso su cui cammina la politica sulle armi di Berlino coincide con la riga dell’interesse del made in Germany: dalla Mtu di Monaco che fabbrica i motori per gli Eurofighter alla Diehl di Norimberga che costruisce razzi per gli F-16 Usa. Dai sottomarini “italiani” di ThyssenKrupp alle munizioni perforanti di Rheinmetall. Fino all’Airbus militare del consorzio Eads. E all’annunciata partnership per costruire armi «per la difesa europea» insieme alla Francia.
Fonte
Il Pentagono non ha ancora commentato. La Casa Bianca ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente turco, dove è stata discussa la situazione in Siria.
Donald Trump ha detto di essere preoccupato per l’escalation della violenza ad Afrin e ha invitato il suo collega turco a limitare le azioni delle forze armate in questa regione.
Ankara continua l’operazione militare contro le forze di autodifesa popolare YPG nel nord del paese.
Ma la situazione è ancora più complicata perché l’avanzata delle truppe di Erdogan avviene grazie a una nuovissima fornitura di carri armati tedeschi Leopard 2, appena dismessi dalla BundesWehr.
La notizia è arrivata grazie alla denuncia di Stefan Liebich, deputato della Linke.
Qui di seguito l’articolo apparso su il manifesto.
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Grosse koalition d’affari, export per 25 miliardi di armi
Sebastiano Canetta
C’è il «contratto di coalizione» Merkel-Schulz, con lo stop alla vendita di armi per chi alimenta la guerra in Yemen. E il governo in carica, guidato dalla medesima Groko, costretto ieri dalla Linke a ufficializzare l’export-record di 25 miliardi di euro negli ultimi 4 anni. Tutto a beneficio anche di Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Egitto. Cioè gli Stati-canaglia.
SI AGGIUNGE al finto embargo al regime di Erdogan, sempre e comunque puntellato da socialisti e democristiani. Con la prova tv della cobelligeranza tedesca nell’offensiva turca contro i curdi: i carri armati Leopard-2 sono proprio quelli dismessi dalla Bundeswehr e girati alle truppe del «sultano».
DUE SCANDALI che investono la cancelliera nel pieno della formazione del suo quarto governo. Ma anche una grana politica per i socialisti di Martin Schulz: la delega sugli armamenti, fino a marzo, apparteneva all’attuale ministro degli esteri Sigmar Gabriel. Paradossi stridenti con il pacifismo scritto nelle 28 pagine del patto d’alleanza firmato il 12 gennaio. E soprattutto pessima pubblicità per i dirigenti socialdemocratici impegnati a convincere gli iscritti (che voteranno il referendum a febbraio) della bontà di continuare a governare con Mutti fino al 2021.
TRA IL 2014 e il 2017 il governo Spd-Cdu ha venduto agli Stati extra-Ue e Nato prodotti militari per 17,8 miliardi: il 47% in più rispetto al secondo mandato di Merkel. Nell’elenco spiccano gli ordini per 1,3 miliardi dell’Algeria ma viene a galla anche il mega-business con Riyad, il Cairo e Dubai.
La “scoperta” si deve a Stefan Liebich, deputato della Linke concentrato sul rapporto ufficiale del ministro dell’economia. «Quattro anni fa la Spd aveva promesso di abbandonare l’esportazione basata sul fattore economico. Ma il canale delle armi si è aperto ancora di più» riassume Liebich sul canale Ard.
SI AGGIUNGE al doppio-gioco sulla Turchia: i video dell’operazione militare contro i curdi in Siria restituiscono la «manovra a pettine» dei Leopard-2 che un ex carrista (come chi scrive) non fatica a riconoscere. Con serventi, capicarro, piloti e cannonieri immortalati nel battesimo del fuoco del tank prodotto da Krauss-Maffei, come ben sanno i combattenti curdi che finora ne hanno distrutti una quindicina. Per questo i generali di Erdogan hanno comprato da Berlino l’aggiornamento alla versione A-6, che protegge da mine e armi contro-carro.
Anche di questo particolare sarà chiamata a rispondere la cancelliera. «Nelle prossime settimane dovrà spiegare al Bundestag la responsabilità nell’escalation in Siria» puntualizza Jan Korte della Linke.
MENTRE SI ATTENDE la giustificazione di Gabriel: la fornitura ai turchi delle nuove corazzature e di centinaia di mezzi usati dall’esercito tedesco è andata in porto grazie al suo avvallo. Per questo la portavoce del gruppo disarmo dei Verdi Agnieszka Brugger chiede a Spd e Cdu di «dichiarare chiaramente la posizione sulla guerra contro i curdi». Anche se c’è poco da dire: a settembre alla commissione parlamentare Gabriel ha già ammesso che solo nei primi 8 mesi del 2017 sono stati approvati ordini solo ad Ankara per 25 milioni di euro. Molto meno dei 69 incassati l’anno precedente, ma pur sempre un mega-stock bellico impiegato nello stesso teatro di guerra che a parole si vuole fermare.
DIECI GIORNI fa i partner della GroKo hanno messo nero su bianco lo «stop immediato alla consegna di armi ai Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen». Con il portavoce Steffen Seibert che assicurava come la Germania «non sta prendendo decisioni fuori-linea rispetto al risultato dei colloqui». Prima dell’evidenza del deal denunciato dalla Linke.
NELLA REALTÀ l’unico fuso su cui cammina la politica sulle armi di Berlino coincide con la riga dell’interesse del made in Germany: dalla Mtu di Monaco che fabbrica i motori per gli Eurofighter alla Diehl di Norimberga che costruisce razzi per gli F-16 Usa. Dai sottomarini “italiani” di ThyssenKrupp alle munizioni perforanti di Rheinmetall. Fino all’Airbus militare del consorzio Eads. E all’annunciata partnership per costruire armi «per la difesa europea» insieme alla Francia.
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