Un piano illustrato ieri dall’Iran a Ban Ki-moon prevede il cessate
il fuoco e la fine immediata di tutti gli attacchi militari stranieri in
Yemen, l’assistenza umanitaria e medica alla popolazione, la ripresa
del dialogo, l’istituzione di un governo di unità nazionale.
Il ministro degli esteri di Teheran, Javad Zarif, nella
lettera richiama l’attenzione della comunità internazionale sulla
situazione “estremamente allarmante” in Yemen. “L’Iran – ha scritto –
ribadisce che non esiste una soluzione militare a questo conflitto.
L’unica maniera per ristabilire la pace e la stabilità è quello di
permettere a tutte le parti yemenite di stabilire, senza alcuna
ingerenza straniera, il loro governo di unità nazionale”.
Per Zarif “la situazione (in Yemen) è aggravata dalla recente
provocatoria campagna aerea militare straniera”, parole riferite agli
attacchi della coalizione a guida saudita. Le forze straniere,
ha spiegato, prendono per lo più di mira le infrastrutture civili
yemenite distruggendo anche ospedali, scuole, strade, industrie
alimentari e centrali elettriche. “Hanno anche preso indiscriminatamente
di mira zone residenziali, tra cui dei campi profughi, uccidendo e
ferendo civili innocenti, in particolare donne e bambini”, ha
sottolineato ancora Zarif, secondo il quale questa situazione si sta
aggravando e la crisi umanitaria in Yemen sta raggiungendo dimensioni
catastrofiche.
L’Iran ha lanciato attacchi durissimi all’Arabia Saudita negli ultimi
giorni. Ieri il noto ayatollah Ali Movahedi Kermani ha affermato che i
custodi dei luoghi santi di Mecca e Medina – la casa reale al Saud –
sono dei “traditori”. L’ayatollah Kermani ha fatto questa affermazione
durante il suo sermone all’Università di Teheran dove ogni venerdì
affluiscono migliaia di persone per la preghiera, e dove proprio le
parole dell’imam riflettono gli ultimi orientamenti politici del clero e
della Guida suprema Ali Khamenei. I sauditi, secondo Kermani, in Yemen
“hanno iniziato una campagna militare contro un Paese musulmano, uno
spargimento di sangue con 2.500 vittime”.
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