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domenica 25 ottobre 2015

Nemici e pericoli da cui il M5s deve guardarsi

Ottima riuscita della manifestazione di Imola, anche se le stime degli organizzatori e della polizia divergono in modo impressionante. Comunque, bastava seguire la diretta per capire che di gente ce n’era tanta e non sono molti i partiti che, di questi tempi, portano in piazza tante persone.

Il M5s si è candidato a vincere le elezioni affermando di essere pronto a governare ed i sondaggi gli danno ragione dandolo dietro al Pd di 4-5 punti (un anno fa erano 20) e nettamente sopra la somma Fi-Lega, affiancati nel caso sia della partita anche FdI. Persino gli editorialisti del Foglio (17 ottobre scorso) danno quasi per scontata la vittoria a Roma e paventano quella nazionale e, d’altra parte, se il pericolo non fosse così concreto, Napolitano non sarebbe così spaventato. A proposito: mi divertirebbe molto una vittoria del M5s, perché, fra l’altro, potrebbe essere seriamente presa in considerazione la messa in stato d’accusa dell’ex Presidente della Repubblica. Chissà…

Dunque, per ora vento in poppa. Però non vorrei che si trascurassero le molte insidie che ci saranno di qui alle elezioni e contro le quali metto in guardia i miei amici del M5s.

In primo luogo invito a diffidare di sondaggi ed editoriali, anche se per motivi opposti a quelli di tre anni fa. Tre anno fa, i sondaggi tiravano verso il basso preannunciando un risultato che era la metà del risultato effettivo che poi ci fu. Questa volta il gioco sarà opposto: gonfiare via via le previsioni con due scopi: in primo luogo, creare una situazione di allarme fra i “moderati” con il richiamo del “voto utile” al Pd per svuotare la destra e Sel già dal primo turno, e raggiungere così il 40% che eviterebbe un pericoloso secondo turno. In secondo luogo, per le amministrative, far salire le aspettative oltre ogni ragionevolezza, per poi avere un risultato sotto quota e favorire la disillusione. Qualcosa di simile a quanto accadde alle europee. Dunque, ricordarsi sempre dell’antico e saggio detto che avverte che quando il diavolo t’accarezza, vuole l’anima.

In secondo luogo, è prevedibile che spunti qualche scandalo ai danni di Grillo (l’avvisaglia c’è stata con la storia del suo autista ripescata dopo anni) e non ha nessuna importanza che possa essere montata o del tutto inventata: tanto poi l’eventuale processo si farebbe dopo anni e l’importante è l’impatto magari ad un mese dal voto. Consiglio: prevenire è sempre meglio che curare ed io, sul sito istituirei la rubrica “quale sarà il prossimo scandalo inventato contro il M5s?” magari chiedendo quando si decidono a tirarlo fuori e quando dovesse succedere qualcosa sarebbe più facile smontarla iniziando con un “Come previsto… Però siete un po’ in ritardo ed una volta questi scherzi sapevate farli meglio”.

In terzo luogo, io mi aspetterei una pioggia di condanne ai parlamentari M5s, moltissimi dei quali hanno denunce per reati come “vilipendo al capo dello Stato”, “violazione di sigilli” per la Tav o simili, “manifestazione non autorizzata”, “diffamazione” nei confronti di qualche gentiluomo pluri pregiudicato e simili. Anche qui Grillo ha aperto la serie con la sua assurda condanna senza neppure la sospensiva della pena. Lo scopo è doppio: da un lato fare statistiche che non distinguano fra peculato e reati d’opinione, in modo da dire: “Sorpresa: i più inquisiti sono i cinque stelle” e dall’altro mettere fuori gioco una serie di candidati eccellenti o accusare il M5s di non essere coerente con il suo codice di comportamento. Consigli: prima di tutto fatevi passare l’insana passione per i magistrati e convincetevi che non sono affatto migliori dei politici che dovrebbero giudicare: sono pelo dello stesso cane. In secondo luogo affrettatevi a modificare il codice di comportamento distinguendo fra reati: aver attaccato Napolitano non è una cosa di cui vergognarsi ma un titolo di merito.

Ma il trappolone più grosso può chiamarsi Roma o Napoli dove c’è una forte probabilità di vincere. Teniamo conto di una cosa: se per anni hai attaccato la classe politica di governo accusandola (peraltro meritatamente) di ogni nefandezza, poi la gente nutre aspettative molto forti nei tuoi confronti e, se vinci, si aspetta miracoli. Per di più, Roma e Napoli sono città oggettivamente difficilissime da governare, ci sono tagli ai finanziamenti degli enti locali e chissà che buchi di cassa si troveranno. Quindi attenzione: in primo luogo pensare subito un programma realizzabile e pubblicizzarlo al più presto. Preparare sin da ora una serie di provvedimenti a raffica nei primi cento giorni, e privilegiare i provvedimenti di più rapida applicazione, anche se non sono i più urgenti o i più importanti: non c’è niente come l’avvio per fare l’immagine di una amministrazione.

In secondo luogo: ma ce l’abbiamo uno che sia in grado di fare l’assessore alla viabilità urbana a Roma o un altro capace di fare l’assessore alla nettezza urbana a Napoli? Se si, bene, se no occorre da subito preparare qualcuno (e siamo già in forte ritardo) oppure trovare un tecnico capace ed affidabile, anche se non iscritto al movimento, e pubblicizzare da subito la “squadra di governo” della città. Ricordatevi, cari amici che le banche tireranno i cordini della borsa, che il governo farà di tutto per boicottare le amministrazioni a cinque stelle ed i media staranno con il fucile spianato a cercare il pelo nell’uovo per parlar male di quelle amministrazioni. Evitiamo tassativamente il replay di Livorno, dove il gruppo consiliare ha bocciato il bilancio del sindaco…

Dunque, olio di gomito e si inizi subito a lavorare, ricordando bene che un fiasco a Roma o Napoli può diventare un boomerang che sgonfia subito le tendenze attuali.

Infine: non ci si faccia prendere da troppo entusiasmo. Non gasiamoci, e teniamo bassa la prua: se si becca uno scoglio a prua alzata, si salta per aria. Ricordiamoci delle europee del “vinciamo noi” che diventò “Vinciamo poi”. Le delusioni sono micidiali: dunque, umiltà e lavoro sodo, ricordandoci tutti che l’onestà è una gran bella cosa, ma da sola non fa miracoli, ci vuole anche la competenza.

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