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20/01/2025

La catena e il “sabotaggio”. In che mani stanno i trasporti...

Sotto schiaffo da settimane per il caos sistematico alla circolazione ferroviaria, i vertici di Fs e il ministro Salvini provano a rovesciare il senso di inadeguatezza evocando il più classico dei diversivi: il sabotaggio. La tesi è quella che qualcuno abbia preso di mira volontariamente la rete ferroviaria per creare caos e disagi in aree nevralgiche del Paese.

Ci vuole una discreta faccia, per provarci... Ma evidentemente non sono riusciti a trovare nulla di meglio.

Andiamo con ordine. Una settimana fa il Codacons segnalava che solo nei primi 12 giorni dell’anno si erano già verificati 86 casi di interruzioni della circolazione e ritardi dei treni lungo le linee ferroviarie italiane. Di questi, 63 sono dovuti a “problemi tecnici” che hanno interessato la rete o i treni.

Un po’ troppi per essere opera di “sabotatori”, che a questo punto dovrebbero disporre di un’organizzazione ramificata in tutta Italia, composta da soggetti tecnicamente competenti (la circolazione ferroviaria, specie sull’alta velocità, è roba per ingegneri altamente specializzati), con un “medesimo disegno criminoso” peraltro impossibile da decifrare. Tutta quella fatica e quei rischi penali solo per far fare brutta figura al peggior ministro che ci sia mai stato?

Tra le linee più colpite proprio l’Alta Velocità, in particolare la Roma-Napoli e la Roma-Firenze, che dovrebbe garantire prestazioni migliori e collegamenti più veloci ai passeggeri.

E qui, riporta saggiamente IlSole24Ore – il giornale di Confindustria, non degli “anarchici” – sulla tratta più importante, la Roma-Milano, viaggia un numero di treni 4 volte più alto che sulla Berlino-Monaco. A meno di non voler sostenere che i tedeschi non usino il treno o non capiscano nulla di meccanica... c’è qualcosa che non quadra.

Il problema non nasce ovviamente con l’arrivo di Salvini a piazza della Croce Rossa (sede del ministero), ma di certo la sua presenza non ha apportato nessun miglioramento. Anzi. Alla già abnorme quantità di convogli Trenitalia e Italo, infatti, tra un anno comincerà a pesare anche l’ingresso dei Tgv-M, a due piani, del colosso pubblico francese Sncf.

La “concorrenza” tra diversi soggetti in un “monopolio naturale” come il sistema ferroviario – esiste una sola rete, com’è logico che sia, nessuno ne costruirà mai una seconda per andare da “A” a “B” – si è rivelata un’idiozia per ansia da profitto. Ci sono ovviamente più treni, cosa che sembra utile persino ai viaggiatori, ma non paradossalmente la concorrenza si fa anche sul prezzo (altra nota positiva per i viaggiatori, in teoria). E quindi si riducono i profitti o addirittura si va in perdita.

Per esempio in Spagna, la liberalizzazione dell’alta velocità ferroviaria ha visto le tariffe medie crollare fino a 25 euro e fatto registrare un boom di passeggeri. Ma la guerra dei prezzi ha avuto effetti negativi sui conti dei tre operatori, che hanno tutti chiuso con un rosso complessivo di quasi 187 milioni di euro, compresi quelli di Renfe – la società pubblica iberica – che non registrava perdite fin dalla sua creazione.

In più ci sono i problemi tecnici derivanti dal “sovraffollamento”. I binari sono comunque sempre uno per direzione. Un problema a un treno diventa un ritardo per tutti quelli che seguono (a meno di non verificarsi in una stazione, dove i binari sono più d’uno).

Le sollecitazioni strutturali a binari, sistemi di comunicazione, di segnalazione, ecc., si moltiplicano anch’essi, con effetti sui materiali della rete, che si consumano e deteriorano più velocemente.

Si potrebbe andare avanti a lungo, ma basta la constatazione derivante dalle comunicazioni delle stesse Ferrovie dello Stato, una settimana fa: “Attualmente, sono operativi circa 1.200 cantieri, tra opere strategiche e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Questi lavori sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi del PNRR e rendere la rete ferroviaria più moderna, efficiente e sicura”.

Bene che ci siano lavori per rendere la linea più efficiente e sicura, naturalmente, ma è scontato che 1.200 cantieri rappresentino anche altrettante “strozzature” della circolazione, con conseguenti rallentamenti e rischi di incidente (anche i cinque operai uccisi a Brandizzo lavoravano in un “cantiere” Fs).

Il caos, insomma, sta nella logica complessiva con cui le Fs sono gestite, nell’aumento di convogli e cantieri mentre continua ad essere ridotto il personale specializzato (quello interno all’azienda) e si ricorre sempre più di frequente a “ditte esterne” che naturalmente hanno lavoratori meno specializzati (e anche pagati peggio, con minori misure di sicurezza e meno esperienza specifica).

Se questo è il quadro – e lo è – non c’è certo bisogno dell’ipotesi di “sabotaggio” o “complotto” per spiegare il caos...

Ma qui è arrivata, con tempismo assolutamente perfetto (e sospetto) una “catena per bicicletta rinvenuta sospesa sui cavi della linea aerea nella stazione ferroviaria di Montagnana, in provincia di Padova”. Altro che il famoso “chiodo” pianto da operai di una ditta esterna, che aveva fermato tutto qualche mese fa...

E qualcuno ricorda perfino che nel 2021 – quattro anni fa! – qualcuno gettò una bicicletta intera sui cavi... a Bari (ma allora nessuno parlò di sabotaggio, anche perché il ministro non era Salvini...).

Titoloni dei giornali, note e dichiarazioni di ministro, dirigenti Fs, esponenti della maggioranza e pure qualche fesso della sedicente “opposizione”, segnalazioni a Digos e magistratura... eccola lì, la prova del sabotaggio!

Poi si va a vedere che la stazione di Montagnana – spiega il Corriere della Sera, non gli “anarchici” – “non è attraversata da una linea che può essere considerata tra le principali del Paese. Dalla piccola stazione padovana passa infatti una linea secondaria, che collega con treni regionali la località termale di Monselice, lungo la Bassa padovana e veronese, fino a Mantova”.

Insomma, anche nella sciagurata ipotesi che un locomotore avesse riportato danni al pantografo dall’urto con la catena penzolante (e non è affatto certo...), praticamente non se ne sarebbe accorto nessuno, tranne – forse – i viaggiatori a bordo. Ma il sistema ferroviario italiano non avrebbe subito nessun ritardo...

Resta perciò da capire il dato politico. Questo governo, composto da incompetenti o meno, è fisiologicamente impostato per buttare la palla in tribuna. O peggio.

Perché qui stiamo parlando di episodi tutto sommato minori (treni in perenne ritardo, ecc.), ma conosciamo bene la logica del “cercare un nemico” per nascondere l’incompetenza o i progetti eversivi (quelli che nascono “dentro” lo Stato).

Basta passare dalle ferrovie all’ordine pubblico per vedere come si “gonfiano” i normali battibecchi di piazza fino a presentarli come “scontri” o “aggressioni” che richiederebbero il “pugno duro”. La logica è la stessa.

Non c’è nessuno più pericoloso di un incapace dotato di potere...

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