Presentazione


Aggregatore d'analisi, opinioni, fatti e (non troppo di rado) musica.
Cerco

26/01/2025

La storia dell’Operazione “X” e le oscure origini della CIA

Durante la Guerra Fredda, la CIA aveva bisogno di finanziamenti non tracciabili per le sue campagne anticomuniste. Fu così che entrò in gioco il traffico di droga: una fonte di finanziamento segreta ottenuta mediante operazioni che si svolsero in America Latina e nel Sud-Est asiatico. L’Operazione “X” era uno di questi programmi oscuri.

Durante la guerra del Vietnam, la CIA strinse alleanze con tribù del Laos coinvolte nel commercio dell’oppio. Nel frattempo, la French Connection [1] contrabbandava eroina dalla Turchia agli Stati Uniti, presumibilmente grazie a legami con i servizi segreti. Queste operazioni istituzionalizzarono il traffico di droga, alimentando i cartelli globali.

La CIA estese i suoi tentacoli a livello globale: nel Triangolo d’Oro dell’Asia sud-orientale, si alleò con le tribù dedite al commercio di oppio. In Sud America proteggeva le rotte della cocaina. In Europa, organizzò le reti dell’eroina. Ogni pezzo posizionato con cura. Ogni connessione negabile. Tutto ciò padroneggiando l’arte del controllo invisibile.

La French Connection non era solo una rete di narcotrafficanti: è stata una lezione magistrale di proiezione di potenza. Mentre l’opinione pubblica vedeva in essa un’impresa criminale, la CIA vi vedeva un’arma per autofinanziarsi contro il comunismo.

Ma tutte le trame hanno dei buchi e non riescono mai a nascondere completamente le loro ombre. Come un buco nero, più grande è il segreto, più forte è la sua attrazione gravitazionale, che attrae chiunque osi osservarlo troppo da vicino. Vi entrarono tre uomini che scrutarono il vuoto: un agente della D.E.A. [2] che si rifiutò di essere accecato; un pilota che portava con sé troppi segreti; un investigatore che tirò i fili delle operazioni oscure fino a sbrogliarli.

Cosa succede a coloro che assistono alla vera natura della macchina?

Kiki Camarena era l’agente più efficace della DEA in Messico. Il suo crimine? Essersi avvicinato troppo al legame tra la CIA e il cartello di Guadalajara. Fu sistematicamente torturato per 30 ore. La sua morte venne coreografata. Il suo cadavere era destinato a essere ritrovato. Perché a volte un omicidio non è solo un omicidio, è un messaggio scritto col sangue.

“The Last Narc” sarebbe dovuto uscire il 15 maggio 2020 su Amazon prime, ma un ex agente della DEA accusò la CIA di aver fatto pressioni per cancellarlo per “motivi di sicurezza nazionale”. Nella sintesi del documentario si diceva che sarebbe stato dimostrato il ruolo della CIA dietro la morte di Camarena.

Secondo gli ex agenti della DEA, ciò sarebbe dovuto alla “scoperta” del suo intervento nel traffico di cocaina attraverso il Messico utilizzando l’organizzazione dei boss di Sinaloa a Guadalajara guidato da Miguel Ángel Félix Gallardo, Ernesto Fonseca Carrillo e Rafael Caro Quintero.

E la cosa più grave è che, attraverso questa strada, trafficavano armi verso il Messico per inviarle ai guerriglieri Contras in territorio nicaraguense. Queste informazioni furono nascoste nel processo contro il colonnello Oliver North per il caso Iran-Contra, ma da allora sono diventate un elemento chiave per districare il groviglio di interessi dietro l’ascesa e la caduta della prima grande rete di narcotrafficanti con sede nella capitale Jalisco ed il gioco geopolitico delle agenzie nordamericane nel paese.

Queste operazioni sono state rese pubbliche per la prima volta nel libro “Los Señores del Narco”, della giornalista Anabel Hernández; ed è stato meglio documentato dal giornalista J. Jesús Esquivel nel suo libro “La CIA, Camarena y Caro Quintero: La historia secreta.

Barry Seal non era un pilota qualunque. Era l’uomo che volò sia per Pablo Escobar che per la CIA. L’unica persona che sapeva come funzionavano entrambi i lati della macchina. Un pericoloso testimone che avrebbe potuto svelare tutto. La sua ricompensa? Un assassinio in pieno giorno. Un’esecuzione pubblica mascherata da attentato al cartello.

Sante Bario era il principale investigatore della DEA: trovò i documenti, rintracciò il denaro e riuscì a dimostrare che l’impero ombra della CIA era reale. Poi arrivò la sua assurda morte in custodia. Causa ufficiale: “strangolamento con un panino al burro di arachidi”. All’interno della DEA, divenne un avvertimento: fermati, o sarai il prossimo.

Quando le agenzie di intelligence collaborano con i cartelli, le conseguenze sono catastrofiche: le nazioni vengono destabilizzate, i governi corrotti e le comunità distrutte. Svelare queste verità è fondamentale per chiedere conto al potere. Per ulteriori approfondimenti guarda questo video in cui trovi la storia completa dell’Operazione “X”.

Note

[1] French Connection è un termine per descrivere l’insieme di tutti i gangster corso-marsigliesi che hanno preso parte alle esportazioni di eroina da Marsiglia fino al Nordamerica a partire dagli anni quaranta e deve il suo nome ad una famosa indagine della Squadra Narcotici della Polizia di New York portata a termine nel 1962 che sfociò nel sequestro record di 52 kg di eroina.

[2] La Drug Enforcement Administration (DEA), traducibile liberamente come Organo per l’applicazione delle politiche sulle droghe, ufficialmente, è un’agenzia federale antidroga statunitense facente capo al Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti d’America creata durante la presidenza di Richard Nixon che, con la scusa della “guerra alle droghe”, aumentò il budget e creò leggi che consentono l’attività di questa agenzia al di fuori dei limiti del proprio stato. L’esempio più noto di questa manovra fu l’intervento attuato in Colombia a metà degli anni Ottanta con l'obiettivo ufficiale di combattere i grandi cartelli del narcotraffico, ma che, come si è potuto constatare anni più tardi, servì solo per militarizzare pesantemente la regione, con le inevitabili implicazioni che ciò produsse, creando una situazione di guerra civile permanente. Migliaia di omicidi, regioni in rivolta, culture devastate, disfacimento sociale.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento