Il dialogo tra il governo messicano di Claudia Sheinbaum e quello degli Stati Uniti guidato da Trump è iniziato con la telefonata tra il nuovo segretario di Stato americano, Marco Rubio, e il ministero degli Esteri messicano, Juan Ramón de la Fuente.
Questo primo contatto tra le amministrazioni di Sheinbaum e Trump avviene nel bel mezzo di un clima di crescente tensione bilaterale, a seguito delle dichiarazioni e delle prime misure adottate dal neopresidente statunitense.
Trump ha firmato decreti per modificare il nome del Golfo del Messico (che si applica però solo alla costa degli Stati Uniti, ndr), per dichiarare i cartelli della droga come “organizzazioni terroristiche” e per chiudere completamente il confine meridionale ai migranti privi di documenti.
La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha assicurato che il governo della sua nazione difenderà la sua indipendenza, la sua sovranità e i suoi cittadini di fronte agli ordini esecutivi firmati dal presidente Donald Trump, il giorno del suo insediamento.
“Per quanto riguarda i decreti firmati oggi dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovete tenere presente che il Messico difenderà sempre la sua sovranità e indipendenza come principio massimo”, ha detto Claudia Sheinbaum in una conferenza stampa nella quale ha riferito anche sull’installazione di centri di assistenza, al fine di accogliere i messicani che verranno espulsi dagli Stati Uniti. Ha anche assicurato che il governo del Messico “proteggerà sempre i connazionali che si trovano negli Stati Uniti e la nazione messicana agisce nel quadro della sua Costituzione e delle sue leggi”.
In merito al decreto Dichiarazione di emergenza nazionale sul confine meridionale degli Stati Uniti firmato dal magnate statunitense lunedì scorso, la presidentessa messicana, riferendosi ai Protocolli di protezione dei migranti (MPP) firmati da Trump dopo il suo insediamento, ha affermato che “non è una misura nuova”, dal momento che il presidente li aveva varati già nel suo primo mandato presidenziale nel dicembre 2018.
La presidentessa ha poi letto le disposizioni del decreto Restoring Names that Honor American Greatness e ha sottolineato che il presidente degli Stati Uniti chiamerà il Golfo del Messico il “Golfo d’America sulla sua piattaforma continentale”, il che significa che per il Messico e per il mondo continuerà a mantenere il nome comune con cui è conosciuto.
Per quanto riguarda il decreto di designazione dei cartelli e di altre organizzazioni come organizzazioni terroristiche straniere e organizzazioni terroristiche globali appositamente indicate come tali, il capo del governo del Messico ha affermato che il regolamento stabilisce che “gli Stati Uniti hanno due settimane per studiare la legislazione su ciò che chiamerebbero organizzazione terroristica”.
In questo modo, il capo dello Stato ha sottolineato che gli Stati Uniti possono agire all’interno del loro territorio e in conformità con i loro regolamenti. Mentre “il Messico difenderà sempre la sua sovranità e indipendenza e ciò che cercherà sarà il coordinamento con il paese del nord”.
La popolazione immigrata negli USA è sulle spine a causa dell’arrivo di Trump. Resumen Latinoamericano riferisce che la rete consolare del Messico negli Stati Uniti ha organizzato forum in tutto il paese per sapere come prepararsi con l’arrivo di Trump. Le associazioni preparano con gli avvocati manuali di autodifesa legale.
In questi forum vengono promosse le figure dei ‘promotori della comunità’, ma ad oggi non è stato tenuto alcun corso o workshop per prepararsi a questa situazione. Si dice anche che i consolati libereranno risorse per gli avvocati che possono consigliare le persone detenute, ma non c’è nulla di concreto. Alla domanda su quanto e dove possono controllare i fondi, la risposta rimane nell’aria “verranno rilasciati quando necessario”.
Le comunità di migranti affermano che l’amministrazione Trump prenderà di mira coloro che hanno già ordini di espulsione in atto o coloro che sono in carcere, ma temono incursioni in scuole e ospedali.
A New York il consolato messicano sta incontrando chiese e centri comunitari per ottenere un feedback da queste comunità. Parlano di tutto quello che faranno, ma non esiste ancora una famosa applicazione in tempo reale per allertare la comunità dei migranti. Quello che sta attualmente funzionando è il programma FINABIEN che si concentra sull’invio di rimesse in Messico attraverso la banca Bienestar, tuttavia non è stato ampiamente diffuso tra la popolazione migrante.
La gente difficilmente stenta ancora a immagina la deportazione, sa però che se tornerà dovrà ricominciare da zero.
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