Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

03/01/2026

Una brutale esibizione di forza a danno del Venezuela

Dalla caduta di Kabul nel ferragosto del 2021 è stato scritto e ripetuto che il declino degli Stati Uniti dopo la sfera industriale, finanziaria e di egemonia culturale, avesse (finalmente) intaccato anche la sfera militare.
Gli USA, si diceva fino a ieri – anche su queste pagine –, non hanno più la forza economica e la capacità militare per gestire operazioni belliche su vasta scala, figuriamoci una grande guerra convenzionale.

La già citata fuga dall'Afghanistan, ma pure l'andamento della guerra in Ucraina o il bombardamento dei siti atomici iraniani del giugno 2025, effettivamente sembravano suffragare le veridicità di questa ipotesi, dando a intendere che l'apice della muscolarità statunitense fosse stato raggiunto e superato con le due amministrazione di Bush jr.

L'aggressione militare operata dall'amministrazione Trump ai danni del Venezuela, purtroppo, documenta una realtà diversa.
Stando a quanto è possibile ricostruire a 20 ore dallo svolgimento dei fatti, le forze armate statunitensi avrebbero conquistato in brevissimo tempo la superiorità aerea sui cieli venezuelani, distruggendo a terra l'aviazione e le installazioni antiaeree di Caracas con raid di F-35 decollati da basi a Porto Rico.
Ciò ha aperto i cieli venezuelani all'operazione delle forze speciali della Delta Force, che hanno sequestrato Maduro, conducendolo sulla USS Iwo Jima senza incontrare particolari resistenze da parte delle forze armate, regolari e non, del Venezuela.

L'assenza di resistenza militare all'aggressione statunitense ha geenrato speculazioni su un possibile "accordo" tra l'amministrazione Trump e il regime venezuelano che avrebbe sacrificato Maduro in cambio di non è ancora chiaro che cosa...

Resta il fatto che l'apertura del 2026 certifica:

  • la fine, anche retorica, del diritto internazionale e del confronto in sedi multilaterali per redimere le contese tra stati;
  • il ritorno, conseguente, dell'esplicito uso della forza da parte dell’imperialismo occidentale per far valere i propri interessi esclusivi;
  •  la normalizzazione di questa nuova fase da parte dell'amministrazione Trump che ha immediatamente brandito il bastone contro Cuba e Colombia.

Fino a ieri parlavamo di "tendenza alla guerra" quale via che il Capitale si è incamminato per uscire dalla crisi.
Oggi quella tendenza è diventata fatto compiuto

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