di Alessandro Volpi
Le strategie monetarie nei prossimi mesi, di fronte ad un rischio di inflazione e di stagnazione sempre più evidente, saranno decisive. Saranno determinanti, in particolare, le azioni della Federal Reserve e della Bce. È utile allora soffermarsi, anche solo rapidamente, per cercare di capire cosa stia succedendo in tali istituzioni.
Alla Federal Reserve il neo presidente Kevin Warsh, nominato da Trump, ha deciso di costituire un “gruppo di lavoro” per definire la linea della banca centrale americana.
In tale gruppo sono presenti:
- l’ex governatore della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, membro del Group of Thirty (G30), un’organizzazione privata ed esclusiva che riunisce i vertici delle banche centrali e i CEO delle più grandi banche private (come Goldman Sachs e JPMorgan);
- Marc Andreessen, co-fondatore di Andressen Horovitz , un venture capital da oltre 40 miliardi di dollari di masse in gestione, molto attivo sulle criptovalute;
- l’economista (Fmi) ed ex governatore della Banca centrale indiana, Raghuram Rajan, ora consulente senior per BDT & MSD Partners (una banca d’affari che gestisce i capitali di alcune delle famiglie più ricche del mondo, tra cui i Dell) e, come King, membro del Group of Thirty;
- – il premio Nobel 2011 Thomas Sargent, molto attivo nel mondo dei Quantitative Hedge Funds;
- – l’ex governatore della Banca centrale del Brasile, Arminio Fraga che, prima di guidare la banca centrale, è stato il braccio destro di George Soros, nelle vesti di managing director del Quantum Fund, e fondatore di Gávea Investimentos, una delle principali società di gestione patrimoniale e private equity in America Latina, in passato controllata da JP. Morgan Asset Management.
In sintesi, la strategia monetaria della più grande banca centrale del mondo, che definirà le sorti del dollaro, sarà concepita con il contributo fondamentale di una ristrettissima élite di grandi consulenti della finanza privata.
La vicenda della Bce è molto probabile invece che sia caratterizzata dalle dimissioni anticipate di Christine Lagarde per dare modo a Macron, prima della fine del suo mandato, di contribuire alla scelta della prossima guida dell’istituto di Francoforte che potrebbe essere uno tra Klaas Knot, presidente della banca centrale dei Paesi Bassi oltre che membro del Consiglio direttivo Bce, Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo, e Joachim Nagel, presidente Bundesbank.
In Europa dunque la strategia monetaria potrebbe essere quella definita da un falco dell’austerità.
Se proviamo a unire i puntini mettendo insieme queste due situazioni emerge un quadro dove la Fed asseconderà le operazioni dei colossi della finanza USA senza far mancare la liquidità alla bolla ipertrofica in corso, mentre il rigorismo della Bce faciliterà la colonizzazione ad opera degli stessi colossi della finanza Usa del risparmio del Vecchio Continente.
P.S. Ho utilizzato il termine “strategia” perché questa non è “politica” monetaria. Si tratta della strategia del capitalismo finanziario che per salvare il cuore dell’impero deve sacrificare le colonie, responsabili del resto di avere accettato questa subalternità e di averle affidato i destini economici delle proprie popolazioni.
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