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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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09/10/2014

Dall’Italia armi e addestramento per i golpisti thailandesi

Al potere con un golpe dal 22 maggio scorso, i militari della Thailandia violano “sistematicamente” i diritti umani, ma per l’Italia sono alleati strategici da coccolare con velivoli da guerra e corsi d’addestramento presso le maggiori basi nazionali. Presso gli stabilimenti Piaggio di Villanova d’Albenga, alla presenza dei generali Carlo Magrassi (national security advisor della Presidenza del Consiglio) ed Enzo Vecciarelli (a capo della Direzione nazionale armamenti della Difesa), il vice-capo di Stato maggiore della Royal Thai Air Force – RTAF, Sutthiphan Kritsanakhup e l’Ad di Piaggio Aero Industries hanno firmato un contratto per la fornitura di un velivolo da trasporto executive “P180 Avanti II” per la sorveglianza multifunzionale del territorio. Non sono stati resi noti il valore della commessa né la data prevista per la consegna.

L’accordo è stato formalizzato il 29 settembre scorso nel corso di un incontro tra i vertici dell’Aeronautica da guerra thailandese e il Capo di Stato Maggiore dell’Ami, generale Pasquale Preziosa. Al vertice era pure presente il direttore vendite governative della Piaggio Aereo, Francescomaria Tuccillo. La delegazione della RTAF aveva poi visitato il 14° Stormo e il Centro Addestramento Equipaggi Multicrew (CAEMC) di Pratica di Mare (Roma), dove – come riferito dall’Aeronautica militare italiana – “ha acquisito informazioni circa le caratteristiche e l’impiego del velivolo e le capacità di addestramento che la stessa forza armata può fornire”.

Il P-180 Avanti II è un aereo ad ala media dotato di due motori turboelica Pratt & Whitney PT6A-66, tre superfici portanti, per missioni speciali e possibilità di configurazione per foto da ricognizione; ha una velocità di crociera di 644 Km/h, un’autonomia di 1.450 miglia nautiche e può raggiungere la quota di 41.000 piedi. Prodotto anche in versione aeroambulanza, radio misure e pattugliamento, l’Avanti II può decollare da una pista di 3.300 piedi con un carico massimo di 12.100 libbre. Può trasportare sino a 6 passeggeri.

La vendita del velivolo alle forze armate thailandesi da parte del gruppo Piaggio (il 98,05% del pacchetto azionario è nelle mani della Mubadala Development Company, la società di investimenti strategici del Governo degli Emirati Arabi Uniti, mentre il restante 1,95% è posseduto dall’ex presidente Piero Ferrari), avviene proprio quando s’intensificano a livello internazionale le denunce sul modus operandi della giunta militare insediatasi dopo le dimissioni della presidente Yingluck Shinawatra, condannata per abuso di potere dalla Corte costituzionale thailandese. L’11 settembre scorso, Amnesty International ha presentato il rapporto “Thailandia, cento giorni sotto la legge marziale” in cui si descrive minuziosamente il clima pesantissimo che si respira nel paese asiatico. Dopo il golpe di maggio, i militari hanno eseguito centinaia di arresti e detenzioni arbitrarie e le libertà d’espressione e manifestazione pacifica sono state “profondamente” limitate. Numerosi i casi di tortura, i pestaggi e le finte esecuzioni di persone detenute accertati, mentre aumentano i processi irregolari contro oppositori politici, intellettuali, sindacalisti. “Centinaia di siti Internet sono stati chiusi o bloccati, i mezzi d’informazione sono stati rigorosamente monitorati dai comitati per la censura e sono stati minacciati gli arresti per chiunque intendesse postare opinioni critiche”, scrive Amnesty. “Ai gruppi per i diritti umani è stato vietato di organizzare eventi pacifici e attivisti e giornalisti hanno continuato, come prima del colpo di stato, a essere incriminati per diffamazione. Il diritto a un processo equo è stato accantonato: una sessantina di imputati attende di essere processata dalle corti marziali, senza diritto d’appello contro la sentenza, per aver violato ordini militari che a loro volta violavano i diritti umani”. A settembre anche l’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso “profonda preoccupazione” per le “crescenti restrizioni” imposte in Thailandia agli attivisti per i diritti umani e per le “intimidazioni da parte delle forze dell’ordine contro gli esponenti dell’opposizione”.

La collaborazione tra le forze armate italiane e quelle thailandesi è stata formalizzata con l’accordo siglato a Roma l’11 settembre 2013 tra l’allora ministro della difesa Mario Mauro e il viceministro degli esteri Surapong Tovichakchaikul (poi deposto dalla giunta militare). “L’obiettivo del protocollo d’intesa è quello di rafforzare la cooperazione tra le rispettive Forze Armate, nell’intento di consolidare le capacità difensive e migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, della formazione dei militari, dell’assistenza umanitaria, della ricerca e sviluppo”, si legge nella nota emessa a conclusione del vertice intergovernativo Italia – Thailandia, presenti pure il Presidente Enrico Letta ed il Primo ministro Yingluck Shinawatra.

Lo scorso marzo, due mesi prima del golpe, il Capo di Stato Maggiore della Royal Thai Air Force, Prajin Jungtong, e una folta delegazione di ufficiali thailandesi, erano venuti in Italia per incontrare il comandante in capo dell’Aeronautica militare Pasquale Preziosa e visitare la scuola volo per piloti presso il 61° Stormo di Galatina (Lecce). Il 30 luglio, quando a Bangkok vigeva la legge marziale da quasi 70 giorni, una seconda delegazione di ufficiali thailandesi veniva ospitata nella base pugliese di Galatina. “La visita al 61° Stormo ha evidenziato il forte interesse del Paese estero ai programmi di formazione e istruzione a livello internazionale del Reparto”, riferiva il portavoce dell’Aeronautica italiana. “Sono state presentate le principali attività e le specificità del Reparto con particolare riferimento alle significative evoluzioni e innovazioni degli iter addestrativi e dei sistemi impiegati dall’Aeronautica Militare per assicurare l’eccellenza nella formazione al volo”. I militari della Royal Thai Air Force avevano il modo di ammirare le strutture predisposte a Galatina per lo svolgimento delle attività di formazione alla guida dei cacciabombardieri: i simulatori dell’Aermacchi MB339; la sala R.E.S. (Representation and Elaboration System) che consente, in maniera automatizzata e computerizzata, di ricostruire la complessa dinamica delle missioni di volo; il Ground Basic Training System, il nuovo sistema addestrativo predisposto per gestire il caccia addestratore di ultimissima generazione “T-346 ITS”, prodotto da Alenia Aermacchi (gruppo Finmeccanica). Il T-346, operativo presso il 61° Stormo da qualche settimana, trasformerà l’intero sistema addestrativo dell’Aeronautica militare italiana e dei maggiori alleati. “Le potenzialità e la tecnologia del T-346A renderanno possibile la migrazione presso la scuola di volo salentina di tutta una serie di attività che attualmente vengono svolte nell’ambito degli OCU Operational Conversion Unit (OCU) su macchine dal più alto costo operativo”, spiega il Ministero della difesa. “Grazie alle potenzialità tecnologiche che lo connotano, il nuovo velivolo permetterà ai neo piloti militari aerotattici di addestrarsi in scenari complessi, aria-aria, aria-suolo e di guerra elettronica”. Secondo quanto ammesso da Giovanni Timossi, vicepresidente di Alenia Aermacchi, le autorità thailandesi sarebbero interessate ad acquistare una decina dei nuovi caccia addestratori. Ovviamente, la formazione e l’addestramento dei piloti RTAF sarebbero curate a Galatina dal personale del 61 Stormo.
A febbraio, AgustaWestland, altra azienda Finmeccanica, ha consegnato all’esercito thailandese due elicotteri bimotore AW139, parte di un ordine siglato a fine 2012 per un numero imprecisato di velivoli. Con una velocità massima di crociera di 306 km/h e un’autonomia di oltre 920 km, gli AW139 possono ospitare fino a 15 passeggeri. Sono impiegati attualmente per missioni di trasporto uomini e mezzi, ricerca e soccorso, pattugliamento dei confini. Il contratto con l’esercito thailandese comprende anche la manutenzione dei mezzi e la formazione dei piloti con personale di AgustaWestland.

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02/08/2014

Westbrook: “La consegna degli aerei da guerra rende l’Italia complice dei crimini

Alenia Aermacchi M 346

di Stephanie Westbrook - Electronic Intifada 

L’Italia ha offerto un sostegno più concreto per l’ultimo attacco di Israele a Gaza di forse qualsiasi altra nazione dell’Unione Europea. Mentre i massacri sono cominciati all’inizio di questo mese, due jet aerei d’addestramento M-346 fabbricati in Italia sono stati consegnati a Hatzerim, una base dell’Air Force israeliana nella Naqab (Negev) .

Questi aerei da guerra – i più “avanzati” del loro tipo, secondo i produttori – saranno utilizzati per addestrare i piloti per le operazioni simili a quella ora in corso contro gli 1,8 milioni di persone di Gaza.

Le autorità di Roma non possono seriamente sostenere che i tempi di consegna del 9 luglio – due giorni dopo che l’assalto a Gaza è iniziato – siano una pura coincidenza. Israele ha intrapreso offensive contro Gaza e il Libano, e commesso innumerevoli violazioni dei diritti umani negli ultimi dieci anni. Eppure l’Italia ha approfondito la sua cooperazione militare con Israele.

I due velivoli sono i primi di una serie di trenta addestratori M-346 che Israele ha acquistato nel 2012 da Alenia Aermacchi, una società del Gruppo Finmeccanica, primo produttore di armi in Italia. Fanno parte di un appalto da 1 miliardo di dollari di un “reciproco” pacchetto che in gran parte ha favorito Israele. I rimanenti 28 velivoli devono essere consegnati entro il 2016. 

Disoneste

Roberta Pinotti, ministro della Difesa nel governo di Roma, ha dichiarato la settimana scorsa, che “l’Italia non rifornisce Israele con armi di natura offensiva”. Ha anche detto che l’Italia è conforme al codice di condotta della UE sulle esportazioni di armi, che è stato reso legge dal 2008. Entrambe le affermazioni erano disoneste. Perché gli M-346 sono aerei militari e il loro utente finale – Israele – sta occupando la terra di un altro popolo, atteggiamento che è offensivo per definizione.

Il codice di condotta dell’Unione europea, nel frattempo, vieta le vendite di armi se le armi in questione sono in grado di agevolare l’abuso dei diritti umani o del diritto internazionale. Ci sono ampie prove che Israele usa armi per violare i diritti dei palestinesi e il diritto internazionale.

Filippo Bianchetti, un portavoce del No M-346 al Comitato di Israele, ha spiegato che gli aerei sono dotati di armi nello stabilimento di Alenia Aermacchi nei pressi di Torino, prima di essere consegnati a Israele. I velivoli sono “pronti per l’uso nelle azioni offensive”, ha detto. Perché sono più piccoli rispetto agli altri aerei in arsenale di Israele, essi sono considerati più facili da gestire dagli strateghi militari e più “adatti” a offensive come quella contro Gaza, ha aggiunto.

L’elite italiana ha corteggiato Israele per un certo tempo. Nel 2005, il governo guidato da Silvio Berlusconi ha firmato un accordo con Israele, legando le due parti a cooperare sullo sviluppo di nuove armi, nello scambio di tecnologia correlata alle armi e sulla formazione militare.

Ultimamente, ci sono state alcuni appelli affinché l’accordo venga essere revocato e sia posto l'embargo sulle armi ad Israele. Giulio Marcon, un membro del parlamento italiano, ha chiesto, per esempio, se lo scopo di questa collaborazione è quello di “massacrare i civili e occupare la Striscia di Gaza”. 

Relazioni vergognose

Per sua vergogna, l’Italia sembra determinata a mantenere stretti rapporti con l’esercito israeliano. La scorsa settimana, le Nazioni Unite hanno dichiarato che un bambino palestinese è stato ucciso da Israele ogni ora nel corso dei due giorni precedenti. Lo stesso giorno in cui la statistica straziante è stata pubblicata (23 luglio), è stato annunciato che la Sardegna intende ospitare una esercitazione militare multinazionale il prossimo settembre. L’aviazione israeliana – che ora sta bombardando donne e bambini a Gaza – parteciperà.

Nota ai turisti per le sue belle spiagge, la Sardegna è anche la patria di oltre il 60 per cento dei poligoni militari italiani, tra cui tre dei più grandi d’Europa. Quando le esercitazioni si svolgono, le "no-go zone" a terra e in mare, coprono un’area più grande della stessa isola.

Quello che succede nei poligoni di tiro è classificato, però una cosa è certa. Anni di bombardamenti e l’uso di armi sperimentali hanno portato a gravi problemi ambientali e sanitari. Il suolo, l’aria, l’acqua e la catena alimentare sono contaminati da metalli pesanti; uno studio condotto nel 2010 ha rilevato che il 65 per cento degli allevatori di pecore in un raggio di 2,7 km da un sito per i test di armi erano affetti da leucemia o linfoma.

Ci sono stati anche difetti di nascita nei bambini e deformità negli animali, tra cui la nascita di agnelli a due teste. La prevalenza di tali problemi è così acuta che è diventata nota come la ” sindrome di Quirra ” dal nome di una delle basi militari. 

Focus sul boicottaggio

Circa il 40 per cento delle attività presso i poligoni di tiro viene effettuato da armaioli privati che affittano le strutture del ministero della Difesa italiano, al fine di testare armi sperimentali e fare vetrina dei sistemi di armi a potenziali acquirenti. L’esercito israeliano non esita a testare le armi sui civili. I medici che lavorano negli ospedali di Gaza hanno riportato lesioni insolite che credono siano causate dal lancio di DIME (esplosivi densi di metallo inerte), e altre armi sperimentali.

Rosalba Meloni del Social Forum di Cagliari, un gruppo che si oppone alle basi militari in Sardegna, ha detto che “due città in stile hollywoodiano per i giochi di guerra, una europea e l’altra mediorientale” sono in costruzione sull’isola come parte dell’espansione del poligono di tiro di Teulada. Questa è una chiara indicazione di dove sono in programma le guerre future.

Una campagna nazionale è stata organizzata contro la partecipazione di Israele alle esercitazioni sarde. “Ci concentreremo anche sulle campagne di boicottaggio contro Israele”, ha detto Meloni.

L’Italia è l’attuale titolare della presidenza di turno dell’UE. La sua flagrante violazione del diritto dell’Unione Europea contro la vendita di armi a chi viola i diritti umani è, dunque, un problema più grave. Purtroppo, però, sembra che sia poco probabile che gli altri governi UE chiamino l’ Italia a rendere conto. L’UE ha efficacemente sostenuto l’attacco di Israele su Gaza sostenendo – senza prove – che è in rappresaglia per il lancio di razzi di Hamas.

E' incoraggiante che gli attivisti contro la guerra qui stiano sostenendo l’appello palestinese per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Con i governi dell’UE e delle istituzioni così felici di ripetere la propaganda israeliana, è essenziale che la gente comune d’Italia e altre parti d’Europa agisca.

(Traduzione a cura di “Il Popolo che non esiste”)

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25/03/2014

Aerei da addestramento a Israele. Vergogna italiana a Varese

Finmeccanica vende aerei a Israele e l'Italia acquista tecnologia satellitare per la sicurezza. Uno scambio politicamente ed eticamente immorale. Il jet Skyhawk A-4 (in ebraico Ayid), utilizzato negli ultimi quarant’anni per l’addestramento dei piloti israeliani nella base di Hatzerim, si appresta ad essere sostituito da un nuovo velivolo da addestramento denominato Lavi, prodotto grazie a un accordo raggiunto due anni fa dalle autorità israeliane con Alenia Aermacchi. Il primo dei 30 esemplari che arriveranno in Israele nei prossimi due anni è stato consegnato alla Difesa israeliana con una cerimonia che si è tenuta giovedì scorso a Varese. Il nuovo aereo, è stato presentato per la prima volta durante la cerimonia nella fabbrica della Aermacchi, a Venegono (Varese), alla presenza di ufficiali dell’aviazione israeliana, alti funzionari del Dipartimento forniture del Ministero della difesa e personale diplomatico, oltre naturalmente all’amministratore delegato della Aermacchi, Giuseppe Giordo.

Il nuovo Lavi (noto come F-346i, sigla Aermacchi M-346) ha due motori che consentono un volo sicuro anche nel caso di  défaillance di un motore. È inoltre dotato dei più avanzati sistemi di avionica e controllo ed è in grado di raggiunge una velocità supersonica di 1,15 Mach. In Israele verrà utilizzato nelle fasi avanzate dell’addestramento al volo dei piloti militari. Il generale israeliano Samuel Tzucker, direttore del Dipartimento forniture del Ministero della Difesa di Tel Aviv, ha ricordato come l’appalto vinto dalla società italiana, in gara con una coreana, comprende anche un impegno reciproco da parte italiana per l’acquisto da Israele di satelliti per intelligence e sistemi di allarme e controllo aviotrasportato. L’accordo con gli italiani è stimato del valore di 1 miliardo di dollari. Tzucker ha anche ricordato la compartecipazione americana legata al fatto che i motori del velivolo sono fabbricati negli Stati Uniti.

Così mentre in tutto il mondo aumentano i paesi e le società che procedono con il boicottaggio o il disinvestimento da Israele per denunciarne gli abusi contro la popolazione palestinese, l'Italia si copre si vergogna vendendo a Israele proprio tecnologia militare, ossia lo strumento decisivo dell'oppressione coloniale.

(Fonti: YnetNews, Jerusalem Post, 20 marzo 2014)

Fonte

La classe dirigente italiana si sente sempre in obbligo di fare un po' più schifo degli altri, chissà perché...

20/02/2012

Italia-Israele, fratelli d’armi

Un miliardo in cambio di… un miliardo. L’Aermacchi (gruppo Finmeccanica) si è aggiudicata la gara per la fornitura di 30 addestratori di ultima generazione M-346 all’aeronautica israeliana. Il caccia italiano ha battuto il coreano T-50 Golden Eagle, e per la prima volta in 40 anni di esistenza dell’autoproclamato Stato di Israele, rimpiazzerà i vecchi modelli di fabbricazione statunitense A-4 Skyhawks Douglas. I coreani, per soffiare il contratto all’Aermacchi, si erano impegnati addirittura a comprare il costosissimo scudo spaziale Iron Dome, concepito da Israele per contrastare i lanci di razzi Qassam dalla Striscia di Gaza. Evidentemente gli italiani hanno offerto di più.
L’accordo tra Alenia-Aermacchi e l’Israeli Air Force ha un valore di circa un miliardo di dollari. In cambio, Israele fornirà all’Italia ‘importanti componenti militari strategiche’ per un miliardo di dollari. Un cambio merci che rafforza i legami economici e soprattutto militari tra il nostro Paese e Tel Aviv. Secondo organi di stampa israeliani (citati dal blog di Antonio Mazzeo) in cambio degli M-346, l’Italia si sarebbe impegnata ad acquistare due aerei Awacs del tipo ‘Gulfstream 550′ con relativi centri di comando e controllo, e avrebbe siglato un accordo preliminare per lo sviluppo di velivoli a pilotaggio remoto e dell’aereo multi-sensore e multi-missione Jamms, un altro dei costosissimi programmi militari approvati dal Parlamento italiano, con voto bipartisan di centrodestra e centrosinistra. Lo Jamms è composto dalla piattaforma aerea, dal sistema di comunicazione e raccolta informazioni Sigint, dai radar di osservazione ad alta quota per l’individuazione di oggetti in movimento e dal segmento di terra per la gestione e l’analisi dei dati.
“Gli impegni italiani all’acquisto creeranno centinaia di nuove opportunità lavorative per l’industria della Difesa di Israele”, ha detto Udi Shinai, direttore generale del ministero della Difesa israeliano.
Italia e Israele continuano una collaborazione tra le Forze aeree già consolidata: ormai da anni, nei cieli della Sardegna si svolgono esercitazioni militari Nato con i caccia israeliani come invitati speciali. Lo scorso mese ottobre, gli israeliani hanno inviato i propri caccia F-15 ed F-16 a cannoneggiare e bombardare i grandi poligoni terrestri della Sardegna, nel quadro dell’esercitazione multinazionale ‘Vega 2011′. Due mesi più tardi è stata la volta dei caccia Tornado e Amx dell’Aereonautica italiana a sorvolare il deserto del Negev per partecipare ai war games con gli israeliani.

Fonte.

Le spese militari sono una presa per il culo al più banale buonsenso.

In questo genere di articoli, comunque, essere un po' più precisi a livello tecnico sarebbe tanta roba...