Parlando in parole povere,
sarebbero i famosi soldi dello Stato, quelli che dovrebbe mettere Roma
secondo Rossi, per la Darsena Europa. Infatti l'Italia ha impacchettato
una serie di interventi infrastrutturali strategici e ha inviato i
progetti a Bruxelles per chiedere che vengano finanziati. Se Juncker
fosse livornese avrebbe risposto "Vaini un ce n'è".
Diciamo questo perché riteniamo
che il dibattito sull'accordo di programma con Regione e Ministero e la
questione Darsena Europa sia al centro di ogni confronto politico del
prossimo futuro. Però non vorremmo che si ripartisse con un dibattito
propagandistico, fantasioso e superficiale come si è già avuto ad
esempio per i grandi investimenti su Odeon, rigassificatore o nuovo
ospedale che furono liquidati dai poteri che li volevano con 3 frasi
fatte e pochissimi dati e analisi sull'impatto e i vantaggi sul
territorio.
Per avere un'idea, gli investimenti
pubblici per infrastrutture sono passati da 54 miliardi di euro nel
2009 (già insufficienti) a 38 miliardi nel 2013 (e ora si attendono dati
2014). Negli ultimi anni, le amministrazioni pubbliche italiane hanno
ridotto la quantità dei propri investimenti di oltre un terzo. Di fronte
a questa fame se qualcuno pensa che Renzi ci metta i soldi, che non ha,
nella Darsena Europa, auguri. Anche perché la botta di Juncker farà
dare l'assalto alla diligenza da un sacco di patrocinatori di progetti
che dall'Europa torneranno in Italia.
Visto che di questo accordo di programma
non si sa ancora nulla, ma i vari renziani dell'annuncio come Bacci, il
governatore Rossi e il presidente della Provincia Franchi ne parlano
già come una cosa fatta e di un risultato magnifico, ci piacerebbe che
intanto ci rispondessero a queste due domande:
1. I soldi ci sono? Chi ce li mette e come?
2. Darsena Europa per cosa? Solo per i
fondali o perché ci sono studi di fattibilità e proiezioni di mercato
che indicano che fra il 2030 e il 2040 (perché la Darsena Europa sarebbe
pronta per quelle date) la portualità livornese sopravvive solo con
quella infrastruttura?
Se invece è per far girare un po' di
soldi diciamolo subito che almeno si evita di studiare carte e fare
dibattiti e il tempo si usa per altre emergenze. Che i soldi per gli
investimenti pubblici a Livorno servono lo sanno anche i muri:
bonifiche, infrastrutture e finanziamenti per rivedere e impostare il
paradigma economico che ha retto questa città e che ora non porta più
lavoro e ricchezza. Ma i problemi non si risolvono ne con la politica
degli annunci ne con la mentalità del "Va bene tutto basta che arrivino i
vaini". I soldi e i progetti non sono tutti uguali.
redazione 13 dicembre 2014
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