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14/12/2014

Juncker: "I soldi non ci sono". E allora Rossi?

In mattinata, da Norimberga, il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker aveva detto: "Io non ho denaro fresco, ma se gli Stati vogliono contribuire con risorse nazionali al fondo sono benvenuti. Lo dico ai romani e ai parigini, a cui tutto questo non basta".

Parlando in parole povere, sarebbero i famosi soldi dello Stato, quelli che dovrebbe mettere Roma secondo Rossi, per la Darsena Europa. Infatti l'Italia ha impacchettato una serie di interventi infrastrutturali strategici e ha inviato i progetti a Bruxelles per chiedere che vengano finanziati. Se Juncker fosse livornese avrebbe risposto "Vaini un ce n'è".

Diciamo questo perché riteniamo che il dibattito sull'accordo di programma con Regione e Ministero e la questione Darsena Europa sia al centro di ogni confronto politico del prossimo futuro. Però non vorremmo che si ripartisse con un dibattito propagandistico, fantasioso e superficiale come si è già avuto ad esempio per i grandi investimenti su Odeon, rigassificatore o nuovo ospedale che furono liquidati dai poteri che li volevano con 3 frasi fatte e pochissimi dati e analisi sull'impatto e i vantaggi sul territorio.

Per avere un'idea, gli investimenti pubblici per infrastrutture sono passati da 54 miliardi di euro nel 2009 (già insufficienti) a 38 miliardi nel 2013 (e ora si attendono dati 2014). Negli ultimi anni, le amministrazioni pubbliche italiane hanno ridotto la quantità dei propri investimenti di oltre un terzo. Di fronte a questa fame se qualcuno pensa che Renzi ci metta i soldi, che non ha, nella Darsena Europa, auguri. Anche perché la botta di Juncker farà dare l'assalto alla diligenza da un sacco di patrocinatori di progetti che dall'Europa torneranno in Italia.

Visto che di questo accordo di programma non si sa ancora nulla, ma i vari renziani dell'annuncio come Bacci, il governatore Rossi e il presidente della Provincia Franchi ne parlano già come una cosa fatta e di un risultato magnifico, ci piacerebbe che intanto ci rispondessero a queste due domande: 

1. I soldi ci sono? Chi ce li mette e come?

2. Darsena Europa per cosa? Solo per i fondali o perché ci sono studi di fattibilità e proiezioni di mercato che indicano che fra il 2030 e il 2040 (perché la Darsena Europa sarebbe pronta per quelle date) la portualità livornese sopravvive solo con quella infrastruttura?

Se invece è per far girare un po' di soldi diciamolo subito che almeno si evita di studiare carte e fare dibattiti e il tempo si usa per altre emergenze. Che i soldi per gli investimenti pubblici a Livorno servono lo sanno anche i muri: bonifiche, infrastrutture e finanziamenti per rivedere e impostare il paradigma economico che ha retto questa città e che ora non porta più lavoro e ricchezza. Ma i problemi non si risolvono ne con la politica degli annunci ne con la mentalità del "Va bene tutto basta che arrivino i vaini". I soldi e i progetti non sono tutti uguali.

redazione 13 dicembre 2014

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