Analisi cinese in attesa di prove
«Diversi circoli accademici e di intelligence d’oltre Muraglia ipotizzano che gli eventi di Ceuta coinciderebbero con un’operazione di Hybrid Warfare volta ad aumentare la pressione sul governo di Pedro Sanchez», riporta in occidente Federico Giuliani. «Stando a questa interpretazione, la manovra avrebbe coinvolto il Mossad, il servizio di intelligence israeliano, interessato a promuovere una campagna di destabilizzazione contro la Spagna. La tesi è stata rilanciata anche dalla politologa egiziana Nadia Helmy, esperta di politica cinese e relazioni sino-israeliane, in un articolo pubblicato sulla rivista Modern Diplomacy».
Usa-Israele anti premier spagnolo
«I centri di analisi dell’intelligence cinese hanno esaminato l’escalation delle tensioni diplomatiche e politiche tra Spagna e Israele. Da questa prospettiva, il deterioramento delle relazioni bilaterali potrebbe aver motivato il Mossad a essere coinvolto nella crisi migratoria tra Marocco e Spagna, esacerbando la situazione e infiltrando agenti per promuovere il malcontento e il caos tra la popolazione marocchina», ha sostenuto Helmy su Modern Diplomacy.
‘El Mundo’ sulla crisi di Ceuta
Nelle loro conversazioni private, ha sottolineato il quotidiano spagnolo El Mundo, alcuni diplomatici e analisti vicini ai circoli politici di Pechino si stanno chiedendo se l’assalto a Ceuta possa essere legato al progressivo deterioramento delle relazioni tra Madrid e Tel Aviv, relazioni segnate dalle critiche del governo spagnolo alla guerra a Gaza e al riconoscimento dello stato palestinese. «Dalla normalizzazione delle relazioni nel 2020, il Marocco e Israele sono diventati alleati e hanno rafforzato la loro difesa e la cooperazione di intelligence», ha commentato un diplomatico cinese. Un dato di fatto sino ad oggi quasi trascurato.
Sospetti non solo cinesi
Questa teoria ha tra l’altro preso piede anche al di fuori della Cina. L’ex presidente colombiano Gustavo Petro, per esempio, ha indicato direttamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come responsabile della suddetta crisi migratoria a Ceuta. Petro ha dichiarato che il leader israeliano «paga perché i poveri rischino la vita per raggiungere la Spagna», e sostiene che «il Marocco si è arreso alla volontà di un genocida fuggitivo, collegando l’afflusso migratorio alla stretta relazione tra Rabat e Tel Aviv». Lo stesso Petro ha anche accusato il primo ministro israeliano di promuovere campagne di destabilizzazione contro i governi che mettono in discussione la sua politica in Medio Oriente.
Timori di Pechino
In Cina, un Paese in cui il controllo delle frontiere è un pilastro della sicurezza nazionale, le immagini di migliaia di persone che hanno attraversato il confine spagnolo hanno scatenato un mix di stupore e incredulità, insiste Giuliani. «Come è possibile per loro attraversare il confine così facilmente?», è una delle domande chiave. Mentre i media ufficiali si sono soffermati sulle conseguenze politiche per l’Europa. «La crisi di Ceuta ha messo in luce le carenze delle riforme migratorie post-2015 dell’Ue e dimostra le difficoltà del blocco nel costruire una risposta unificata», ha dichiarato Cui Hongjian, professore all’Università di studi stranieri di Pechino, al Global Times, che ha dedicato un’analisi alle tensioni all’interno dell’Unione europea a seguito degli eventi al confine spagnolo.
L’assist di Pechino a Madrid
L’aspetto più curioso dell’intera vicenda riguarda le motivazioni che hanno spinto la Cina, attraverso i suoi accademici e diplomatici anonimi, a rilanciare l’indiscrezione della regia israeliana dietro la crisi di Ceuta. Pechino ha osservato l’intera vicenda da una prospettiva geostrategica. Il governo cinese non ha infatti alcuna intenzione di accusare ufficialmente Israele. Le voci che circolano sui media provengono infatti da esperti o analisti, non da ministri o portavoce ministeriali. È vero che tra Cina e Spagna si sta consolidando un eccellente rapporto bilaterale – Sanchez ha effettuato quattro visite in terra cinese negli ultimi quattro anni, più di ogni altri leader europeo – e che Madrid si sta trasformando nella porta d’ingresso prediletta del Dragone per l’Europa, ma è altrettanto vero che esistono relazioni eccellenti anche tra Pechino e Rabat.
Marocco e Cina
Nello specifico, il Marocco è diventato uno dei partner in grado di offrire al gigante asiatico una importante proiezione strategica in Africa. Al momento, dunque, non esistono prove certe che colleghino i fatti di Ceuta al Mossad o ad altre agenzie straniere. Certo, la notizia messa in circolazione da informatori cinesi – reale o accentuata che sia – risponde a un duplice scopo: da un lato offrire un assist al governo Sanchez, così da alleviare le pressioni che gravano sulle spalle di Madrid, dall’altro far capire che Pechino ha tutto l’interesse a mantenere il Nord Africa il più stabile possibile.
Il motivo? Business e affari devono prosperare. Le aziende cinesi vedono sempre più il Marocco come un centro di produzione al servizio dei mercati europei e africani. Il Dragone ha insomma svariati miliardi di dollari di investimenti e di ragioni per far sì che nessuno stravolga la stabilità a Ceuta e dintorni.
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
12/08/2026
Dietro la crisi di Ceuta la mano del Mossad
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