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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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31/08/2023

Palestina. Attacchi palestinesi contro militari e coloni israeliani. Un morto e nove feriti

Sono saliti a quattro i militari israeliani feriti dall’esplosione di un ordigno a Nablus, in Cisgiordania. Le immagini diffuse in rete mostrano un’alta colonna di fumo erigersi dal luogo dell’esplosione.

L’attacco è stato rivendicato dalle Brigate al Quds, braccio militare della Jihad islamica. L’attacco esplosivo è avvenuto “nel quadro della risposta alla continua aggressione contro il nostro popolo nella città di Nablus e nei suoi campi, e in risposta ai crimini dell’occupazione sionista contro il nostro popolo palestinese in difficoltà”, ha rivendicato l’organizzazione palestinese. Sempre a Nablus, ieri si sono verificati scontri armati tra palestinesi e militari israeliani.

Ieri sera, il gruppo armato palestinese “la Tana dei Leoni” ha annunciato che uno dei suoi membri è stato ucciso “durante i preparativi per affrontare il nemico sionista a est di Nablus”.

La Tomba di Giuseppe, dove è avvenuto l’attentato, si trova nel villaggio di Balata, alla periferia di Nablus, all’interno dell’aerea A della Cisgiordania, sotto il controllo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), ma i militari israeliani entrano spesso nella zona scortando i fedeli ebrei che vogliono visitare la Tomba di Giuseppe.

Intanto un altro israeliano è morto e altri cinque sono stati feriti questa mattina in uno speronamento avvenuto vicino al check point Maccabim, a circa 20 chilometri a nord-ovest di Gerusalemme, lungo la strada 443 che collega Tel Aviv con Gerusalemme. Secondo quanto riferito dei servizi sanitari israeliani, uno dei feriti sarebbe in gravi condizioni. La polizia israeliana ha detto che l’aggressore ha investito gli israeliani con un camion, è fuggito ma in seguito è stato ucciso.

In risposta ai raid israeliani in Cisgiordania le organizzazioni palestinesi continuano a perseguire la politica del colpo su colpo.

Per motivi collegati ma diversi resta tesa la tensione a Tulkarem dove ieri la polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) ha ucciso un giovane e ne ha ferito un altro durante scontri a fuoco con combattenti palestinesi nel campo profughi di Tulkarem seguiti alla rimozione di barriere erette per impedire l’ingresso di mezzi militari israeliani.

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25/02/2023

Palestina - Israele attacca le manifestazioni palestinesi a Hebron e Nablus

Venerdì pomeriggio, forze israeliane hanno disperso con la forza una manifestazione che ricordava il 29º anniversario del massacro della moschea di Ibrahimi, nella città di Hebron/al-Khalil, nel sud della Cisgiordania.

I soldati hanno represso la manifestazione organizzata per denunciare le incursioni letali dell’esercito israeliano in tutta la Cisgiordania alla vigilia dell’anniversario del massacro avvenuto nel 1994 nella moschea di Ibrahimi, nella Città Vecchia di Hebron, sparando ai partecipanti bombe lacrimogene, granate stordenti e munizioni letali.

Alcuni partecipanti hanno riportato ferite d’arma da fuoco, tra cui uno in modo grave dopo essere stato colpito direttamente da una bomba stordente alla testa, e diversi altri da proiettili nelle loro estremità inferiori. Decine di altri manifestanti hanno subito gli effetti dell’esposizione ai gas lacrimogeni.

Ventinove anni fa, il colono israeliano Baruch Goldstein irruppe nella moschea di Ibrahimi e aprì il fuoco sui fedeli musulmani palestinesi, uccidendone 29. Altri quattro palestinesi furono uccisi lo stesso giorno negli scontri scoppiati intorno alla moschea in risposta al massacro.

In seguito, la moschea, nota agli ebrei come “Tomba dei Patriarchi”, fu divisa in due, con la parte più grande trasformata in una sinagoga mentre veniva imposto un pesante controllo sui palestinesi e alcune aree vennero completamente chiuse per loro, tra cui un importante mercato e la via principale, Shuhada street.

Nella città di Hebron, che ospita la Moschea di Ibrahimi, vivono circa 160 mila palestinesi e circa 800 coloni israeliani notoriamente aggressivi, che risiedono in complessi fortemente sorvegliati dalle truppe israeliane.

A Nablus due giovani palestinesi sono stati feriti in un attacco armato dei coloni nella città di Qusra, a sud della città, giovedì. Il ministero della Salute palestinese ha riferito che due palestinesi sono stati gravemente feriti dagli spari dei coloni, aggiungendo che sono stati immediatamente portati in ospedale dove le loro condizioni sono state descritte come critiche. L’attivista locale Fouad Hasan ha affermato che un gruppo di coloni dell’avamposto “Esh Kodesh” ha fatto irruzione nell’area sud della città e ha attaccato le abitazioni locali. I coloni hanno poi aperto il fuoco contro i residenti locali che stavano difendendo le loro case, ferendone due.

Sempre a Nablus venerdì pomeriggio, le forze israeliane hanno represso le manifestazioni contro il saccheggio delle terre nella cittadina di Beita e nella comunità di Beit Dajan, a sud ed est della città, causando il soffocamento di circa 40 persone, secondo fonti mediche. Le forze israeliane hanno utilizzato violenza letale per disperdere un comizio di protesta contro la costruzione della nuova colonia di Givat Eviatar in cima al Monte Jabal Sabih (Monte Sabih), vicino a Beita, oltre ad un altro comizio in difesa della terra di proprietà palestinese minacciata di confisca, a est di Beit Dajan.

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22/02/2023

Raid israeliano a Nablus. Uccisi dieci palestinesi

È salito a 10 il numero dei palestinesi uccisi nel raid dell’esercito israeliano a Nablus, nella Cisgiordania settentrionale.

Questa mattina un grande spiegamento di forze dell’esercito di occupazione israeliano ha preso d’assalto il quartiere Sheikh Muslim e il mercato orientale alla periferia della Città Vecchia di Nablus e ha circondato una casa per dare la “caccia” ai combattenti palestinesi del gruppo “Tana dei Leoni” che da mesi si oppone sul piano militare alle incursioni dei soldati israeliani in Cisgiordania.

Gli agenti israeliani dell’unità d’élite Yamam della polizia hanno sparato missili contro l’edificio, per stanare gli uomini con una tecnica nota come “pentola a pressione”.

Secondo fonti del ministero della Salute palestinese, il bilancio del raid israeliano a Nablus e degli scontri scoppiati con i giovani e la resistenza è salito a 10 morti e a 102 feriti, tra cui alcuni gravissimi; oltre 250 gli asfissiati da gas lacrimogeno.

Il ministero della Salute ha fornito i nomi di alcune delle vittime: “Adnan Sabaa Baara (72 anni), Muhammad Khaled Anbousi (25 anni), Tamer Nimr Ahmed Minawi (14 anni), Musab Munir Muhammad Awais (26 anni), Hussam Bassam Aslim (24 anni) e Muhammad Omar Abu Bakr (23 anni). Morti e feriti sono giunti all’ospedale di Nablus mentre le forze israeliane continuavano a sparare contro di loro e le ambulanze.

Il raid israeliano è avvenuto alla vigilia dell’appello lanciato dal gruppo della resistenza palestinese “Tana dei Leoni” per una “giornata della rabbia” venerdì a Gerusalemme est, suscitando la preoccupazione degli apparati di sicurezza israeliani già alle prese con le tensioni interne nella società israeliana.

I palestinesi di Gerusalemme est sono stati invitati a incendiare pneumatici e a dichiarare la disobbedienza civile bloccando le strade e distruggendo le telecamere di sorveglianza della polizia. Nella sua dichiarazione, la Tana dei Leoni si è impegnata a “rispondere agli attacchi della polizia di occupazione”, aggiungendo: “Siamo con voi, i nostri cuori sono con voi e combatteremo sempre con voi”.

Con l’uccisione dei 10 palestinesi di oggi, sale ad un totale di 59 il numero di palestinesi uccisi dall’esercito israeliano dall’inizio dell’anno, tra cui 11 minorenni, una donna e due uomini anziani.

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21/09/2022

Palestina - Le tensioni esplodono

Ormai da settimane si rilevano i segnali di come la Cisgiordania palestinese – e non solo Gaza – stia esplodendo. Gli attacchi militari contro i soldati israeliani si ripetono, ma martedi la rabbia si è diretta anche contro l’Autorità Nazionale Palestinese accusata di non perseguire e sostenere più la lotta della popolazione contro l’occupazione israeliana.

Ieri sono stati sparati diversi proiettili contro una postazione militare israeliana lungo il Muro nel nord della Cisgiordania. Secondo quanto ha dichiarato la polizia di israeliana, l’episodio ha avuto luogo vicino alla base militare di Salem, nell’omonima cittadina arabo-israeliana. Al momento non si registrano feriti, ma le forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato una caccia all’uomo per rintracciare gli attentatori.

La sparatoria è avvenuta in un momento di crescente violenza in Cisgiordania, in particolare nell’area settentrionale. La scorsa settimana, un ufficiale israeliano è stato ucciso in uno scontro a fuoco con due palestinesi, uccisi a loro volta, nella Cisgiordania settentrionale, vicino al villaggio palestinese di Jalamah.

Ma problemi seri stanno emergendo con forza anche nei rapporti con l’ANP accusata di inerzia e in alcuni casi di collaborazione con la sicurezza israeliana.

Secondo l’agenzia palestinese Quds Press un cittadino palestinese, Firas Yaish, 53 anni, è morto all’alba di martedì a causa di una grave ferita da proiettile subita durante la partecipazione a una marcia organizzata nel centro di Nablus, la scorsa notte, per chiedere il rilascio di due militanti di Hamas ricercati dagli israeliani e rinchiusi nelle carceri dell’Autorità Palestinese (ANP).

Secondo fonti locali, le forze di sicurezza dell’ANP hanno aperto il fuoco contro i partecipanti a una marcia organizzata nella città di Nablus, ferendo gravemente alla testa Yaish. La vittima è il fratello di Amjad Yaish, ucciso dalle forze di occupazione israeliane nel 1987.

La marcia di protesta ha avuto luogo dopo che le forze di sicurezza dell’ANP avevano arrestato, la scorsa notte, due combattenti della resistenza – Musab Shtayyeh e Amid Tabila – ricercati da Israele.

“Uomini armati stavano sparando contro il centro di polizia di Nablus, poi la polizia ha iniziato a sparare indiscriminatamente: un proiettile della polizia lo ha colpito e ucciso davanti a casa sua”, ha detto ad Al Jazeera il giornalista di Nablus Hazem Nasser, citando i testimoni.

Secondo l’agenzia palestinese Wafa, il portavoce delle forze di sicurezza dell’ANP Talal Dweikat ha dichiarato che la morte del cittadino di Nablus Firas Yaish è stata causata da una ferita la cui natura non è ancora stata determinata e che si sta aspettando il referto medico, sottolineando che le testimonianze dei testimoni oculari presenti nell’area dell’incidente hanno confermato che non c’erano elementi della sicurezza nel luogo in cui Yaish è stato ucciso.

“Oggi, che abbiamo un disperato bisogno di unire i ranghi e non essere trascinati dietro alcune agende discutibili, affermiamo la sacralità del sangue palestinese” – ha dichiarato Dweikat – “sottolineiamo anche che la decisione di detenere Musab Shtayyeh e Ameed Tbeileh è arrivata per ragioni di cui dispone la direzione della sicurezza che saranno rivelate in seguito, e che i due uomini non hanno e non saranno danneggiati e le organizzazioni per i diritti umani saranno autorizzate a visitarli immediatamente”, ha detto l’esponente della sicurezza dell’ANP.

Nel frattempo, il portavoce presidenziale Nabil Abu Rudeina ha esortato alla calma a Nablus per non cedere il passo a coloro che cospirano contro il progetto nazionale e “per affrontare le cospirazioni dell’occupazione e di alcuni Paesi regionali che vogliono danneggiare il nostro progetto nazionale”.

Abu Rudeina ha invitato la popolazione ad essere unita in questo periodo critico e a mantenere la legge e l’ordine perché “la nostra battaglia è principalmente contro l’occupazione e per la liberazione di Gerusalemme con i suoi luoghi santi musulmani e cristiani, e per stabilire il nostro Stato palestinese indipendente sul nostro suolo nazionale”.

La Jihad Islamica Palestinese, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e Hamas hanno condannato l’arresto da parte delle forze dell’Autorità Palestinese di Shtayyeh e di altri dirigenti di Hamas ricercati da Israele per terrorismo, affermando che impediranno alle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese di operare a Nablus finché non saranno scarcerati.

Un sondaggio pubblicato martedì ha rilevato che solo il 26% dei palestinesi è soddisfatto dell’operato del presidente Mahmoud Abbas, mentre il 74% spera nelle sue dimissioni. Ha anche previsto che il leader di Hamas Ismail Haniyeh sconfiggerebbe l’attuale presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) in un’elezione, anche in Cisgiordania. Il sondaggio, condotto dal Palestinian Center for Policy and Survey Research, ha interrogato 1.270 persone con un margine di errore di tre punti percentuali.

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10/08/2022

Palestina - Altro che tregua. Raid israeliani in Cisgiordania, uccisi 4 palestinesi, decine i feriti

Ieri tre palestinesi sono stati uccisi e altri 40 feriti, durante l’assalto delle forze armate israeliane (a Nablus, nel nord della Cisgiordania) e l’esplosione di una abitazione in cui si trovavano combattenti della resistenza.

Il ministero della Salute ha annunciato la morte di tre palestinesi a Nablus, oltre a 40 feriti, di cui quattro gravi, a seguito dell’aggressione israeliana. Le forze palestinesi a Nablus hanno annunciato una giornata di lutto cittadino.

Due delle vittime sono Islam Soboh e Ibrahim al-Nabulsi. Quest’ultimo, dirigente delle Brigate Al Aqsa,era la Primula Rossa palestinese da tempo ricercato dagli apparati israeliani. L’ultima volta in cui aveva beffato le truppe israeliane era stato lo scorso 25 luglio sempre a Nablus.

Le truppe israeliane hanno invaso i quartieri di al-Habla e al-Faqus e si sono scontrate con i combattenti della resistenza palestinese, circondando una casa nella Città Vecchia e intimando – attraverso gli altoparlanti – a Nabulsi di arrendersi e impedendo alle ambulanze di raggiungere i feriti per fornire loro assistenza medica. I soldati hanno sparato contro le ambulanze, e in tutta la regione si sono sentiti suoni di esplosioni.

I media israeliani hanno citato un portavoce dell’esercito di occupazione, dicendo che “le forze armate hanno fatto irruzione nella casa di uno degli uomini ricercati con l’obiettivo di arrestarlo”, aggiungendo che si tratta di Ibrahim al-Nabulsi, che in precedenza era sfuggito all’arresto, dopo uno scontro a fuoco tra i soldati e la resistenza palestinese.

Un altro palestinese, Yasin Jaber di 17 anni, è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane durante scontri scoppiati ieri sera nella città di al-Khalil/Hebron, in Cisgiordania.

Il ministero della Salute palestinese ha affermato che Jaber è morto per le gravi ferite riportate dopo essere stato colpito al cuore dai proiettili esplosivi sparati dalle forze israeliane. Inoltre, un giovane palestinese è stato ferito all’arteria principale della coscia.

I soldati israeliani hanno sparato proiettili letali e lacrimogeni contro manifestanti palestinesi che protestavano contro il raid e l’uccisione di tre palestinesi a Nablus: nove giovani palestinesi sono stati feriti e altri sette hanno avuto problemi respiratori dovuti ai lacrimogeni.

Per protestare contro la mattanza dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e il vergognoso atteggiamento del governo italiano di complicità con Israele, questa mattina a Roma si terrà un sit in di protesta alla Farnesina.

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25/07/2022

Raid israeliano a Nablus. La “primula rossa” palestinese sfugge al blitz. Uccisi due combattenti

Due combattenti delle Brigate al-Aqsa sono stati uccisi e altri 19 cittadini sono rimasti feriti durante scontri armati, all’alba di domenica, durante un raid delle forze di occupazione israeliane nella città di Nablus.

La Mezzaluna Rossa ha affermato che due giovani palestinesi uccisi sono stati identificati come Abdul-Rahman Soboh e Mohamed al-Azizi. I due giovani sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco durante quattro ore di aspri scontri armati con forze armate israeliane nella città vecchia di Nablus.

Anche altri 19 palestinesi hanno riportato ferite, tre dei quali in modo grave, e sono stati evacuati negli ospedali dalle ambulanze della Mezzaluna Rossa.

Un portavoce della polizia di frontiera israeliana ha affermato in una nota che le forze speciali dell’unità Yamam, insieme a militari e soldati di polizia, si sono scontrate per diverse ore con palestinesi che hanno aperto il fuoco e lanciato ordigni esplosivi dalla casa di un “ricercato” nella città vecchia di Nablus.

Il ricercato è il combattente palestinese Ibrahim Nabulsi, diventato la Primula Rossa, che da tempo riesce a sfuggire ai tentativi israeliani di catturarlo. Nabulsi si prende apertamente gioco delle forze occupanti israeliane presnetandosi di persona ai funerali dei combattenti uccisi e spesso appare in video per incitare alla resistenza.

Fonti locali hanno spiegato che nella città di Nablus si sono verificati scontri armati con combattenti della resistenza e successivi scontri con giovani locali arrabbiati dopo che decine di veicoli militari e di polizia, che trasportavano truppe e forze speciali, hanno preso d’assalto le strade da diverse direzioni e hanno circondato il quartiere di al-Yasmina nella Città Vecchia, in mezzo a sorvoli di droni.

Le truppe israeliane hanno circondato una casa nel quartiere, si sono sparse per i vicoli e le strade vicine e hanno occupato i tetti di alcuni edifici prima bersagliare la casa di proiettili letali e di lanciare almeno un missile contro di essa. Secondo le fonti israeliane le truppe hanno usato proiettili letali e altri mezzi per “neutralizzare” gli uomini armati che si trovavano dentro e sopra l’edificio.

Dopo circa quattro ore di scontri, le truppe israeliane si sono ritirate dalla città di Nablus, mentre diverse squadre di ambulanze sono riuscite ad entrare nel quartiere in cui si trova la casa e hanno evacuato due giovani, gravemente feriti, al Rafidia Hospital, dove sono stati dichiarati morti.

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