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02/09/2013

Service tax: "Chi affitta pagherà di più". Intervista al segretario dell'Unione Inquilini

Intervista al segretario dell'Unione Inquilini Walter De Cesaris: «Nessuna risposta per le 650mila famiglie in attesa da anni di un alloggio popolare». La service tax sposterà la pressione fiscale dalla proprietà agli inquilini. Quindi, nella maggior parte dei casi, dai ricchi ai poveri»


All'Unione Inquilini hanno fatto due conti: lo stop dell'Imu e l'arrivo della service tax daranno un ulteriore colpo da ko alle famiglie che vivono in affitto. «Da una nostra stima prudenziale - avverte lo storico sindacato di base - sugli inquilini rischia di abbattersi una stangata media di circa 1.000 euro». Questo in un contesto sempre più drammatico, sottolinea Walter De Cesaris, dove gli sfratti per morosità nel 2012 sono stati 60mila, quasi il 90% di quelli complessivi. E sono aumentati del 120% negli ultimi cinque anni, dall'inizio della crisi.

De Cesaris, come segretario dell'Unione Inquilini può darci un giudizio complessivo sui provvedimenti presi dal governo Letta-Alfano?
Partiamo da quello presentato come 'piano casa', che secondo noi non affronta le principali questioni dell'emergenza abitativa. Oltre agli sfratti per morosità, c'è il problema strutturale della mancanza di alloggi pubblici. Nei Comuni italiani ci sono ben 650mila domande inevase di case popolari, chieste da famiglie che hanno tutti i requisiti di legge per averle. Di fronte a questo scenario, non basta certo il misero rifinanziamento del fondo per gli affitti alle famiglie in difficoltà. Si tratta di 60 milioni. Quindici anni fa, in una situazione ben diversa da quella di oggi, quel fondo era di 600 miliardi di lire, cinque volte superiore. Quando alle morosità, arriva un altro fondo sociale, di appena 40 milioni. Sono mance, non interventi strutturali.

Di strutturale c'è invece il 'superamento' dell'Imu, con l'introduzione della service tax.
Un provvedimento che peggiora ulteriormente la situazione, spostando la pressione fiscale dalla proprietà agli inquilini. Quindi, nella maggior parte dei casi, dai ricchi ai poveri.

Eppure il governo rassicura: il ministro Delrio spiega che gli inquilini pagheranno la service tax solo in parte e che sarà più equa di Imu e Tares. Mentre il sottosegretario Baretta anticipa che l'esecutivo stanzierà 2 miliardi 'per evitare il rischio di scompensi'. Che ne pensa?Quello che c'è scritto sul sito del governo è che la tassa sui rifiuti sarà pagata al 100% dagli inquilini, come accade oggi, e che aumenterà non di poco. Quanto alla 'tassa indivisibile' sui servizi, sarà pagata in parte dai proprietari e in parte dagli inquilini. Ma non sappiamo in quale percentuale. In definitiva gli inquilini pagheranno più di oggi, visto che per giunta sulla service tax sarà caricato tutto il peso della vecchia Imu. Quanto ai 2 miliardi di cui parla Baretta, dovrebbero essere i finanziamenti alle banche perché sostengano i mutui prima casa. Ma è da vedere se avranno qualche effetto. Perché non va dimenticato che il governo aveva esentato dall'Imu le case invendute dei costruttori. E con questa mossa, invece di far moderare i prezzi, ha permesso che restassero artificialmente alti.

Insomma per l'Unione Inquilini non c'è niente da salvare nel provvedimento del governo delle larghe intese?
No. La sua filosofia di fondo riflette una impostazione 'caritatevole', secondo la logica neoliberista che interviene solo a valle per moderare gli effetti di politiche strutturali deleterie. Anche la mossa di scaricare sui Comuni la responsabilità di tassare i cittadini va in questo senso, e peggiorerà le condizioni abitative del paese.

Il governo assicura che discuterà con i Comuni e le parti sociali, prima del via libera definitivo ai provvedimenti. Voi cosa intendete proporre?
Una terapia choc contro l'emergenza casa. Con l'abbattimento dell'imposizione fiscale per gli affittuari che tagliano del 50% il canone di locazione, in modo da intervenire sul caro affitti e ridurre così le morosità. Il governo infatti fa finta di non sapere che l'80% degli inquilini ha un reddito lordo inferiore ai 30mila euro. In parallelo chiediamo di avviare un vero piano casa, per costruire con il recupero e il riuso del patrimonio esistente, a partire da quello pubblico, quei 700mila alloggi popolari che oggi mancano. Si potrebbe iniziare finanziando le ristrutturazioni delle 30, 40mila case popolari che già esistono, ma non si possono affittare perché in condizioni troppo precarie. Ma andremo avanti anche con le mobilitazioni, e per il 10 ottobre è già stata indetta la giornata nazionale 'sfratti zero'.

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L'inutile messinscena dell'abolizione dell'Imu

Non si chiama più Imu, si chiamerà da gennaio Service tax. E l'unica certezza è che, mentre prima pagavano solo i proprietari di case, dall'anno prossimo anche gli inquilini dovranno mettere mano al portafoglio.
L'orrida tassa il cui nome solo al pronunciarlo fa tanto orrore al Pdl per ora viene tolta a metà. Via la prima rata di giugno, c'è «l'impegno politico» a fare altrettanto con la seconda. Che non ci sia la copertura, e che sia improbo trovarla senza mettere nuove imposte visti i salti mortali sin qui fatti per recuperare un po' di soldi, sembra essere una sine cura.

IL TRIONFO DELL'IPOCRISIA. Ma nonostante il governo lo sappia benissimo, a Palazzo Chigi è andato in scena il trionfo dell'ipocrisia. Per un Enrico Letta tutto teso a rivendicare con enfasi la perdita della data di scadenza che pendeva sul suo esecutivo, c'era un Angelino Alfano che esaltava quel misero maquillage contabile come una riforma epocale.
Così, drammaticamente in bilico per le disavventura giudiziarie del Cav, le larghe intese hanno improvvisamente ritrovato slancio e sicumera, anche se con una penosa finzione. Politicamente, si tratta di un vero pastrocchio.
Si notino le giravolte. L'Imu, che con il nome di Ici era stata tolta dall'ultimo governo Berlusconi, fu rimessa da Mario Monti con l'appoggio dello stesso Cav. Che poi, con Letta premier, ha di nuovo cambiato idea. Così come l'ineffabile presidente della Bocconi il quale, dopo aver detto che se lui avesse cancellato l'Imu l'esecutivo seguente avrebbe dovuto inasprirla di cinque volte, ora se pur mugugnando ne appoggia l'abolizione.

IL PD HA LASCIATO L'INIZIATIVA. Sempiterno spettatore della pochade il Pd, che in questa battaglia sulla fatidica tassa si è fatto tirar dentro di malavoglia, lasciando tutta l'iniziativa ai berluscones. I quali ne hanno ben presto fatto una questione di principio a cui il partito di Epifani ha dovuto soggiacere. L'importante era tener sotto schiaffo gli alleati-avversari, alzare la posta al punto da far capire bene chi comanda nell'anomala coalizione.
Ma era davvero una così cogente priorità l'eliminazione della tassa sugli immobili? Certo che no, visto che a detta di tutti sono le imposte che gravano sul lavoro e sulle imprese a frenare i pur labili segnali di ripresa.
Però occorreva dare un contentino a Berlusconi, depotenziarne la bellicose (ma solo sulla carta) intenzioni di far saltare il governo sulla mina della sua agibilità politica.

PER SILVIO È UN SUCCESSO. Un copione che potrebbe di nuovo andare in scena sul paventato aumento dell'Iva, che è l'altro tema con cui il Pdl sta dettando l'agenda di governo.
Ma intanto il Cav incassa una netta vittoria politica, così netta che non ha potuto esimersi dall'esternare tutta la sua soddisfazione. Con un gran sospiro di sollievo per gli esegeti delle grandi intese, Quirinale in testa, che a questo punto sanno bene che dopo cotanto plauso Berlusconi non potrà far cadere il governo sui suoi ultimi guai giudiziari. Tanto più che l'idea di un salvataggio del condannato sta trovano importanti sponde anche in campo avverso, con Violante, Fioroni & C. a rivendicare il rinvio alla Consulta della legge Severino sull'incandidabilità.

RESPIRANO LETTA E LE COLOMBE PDL. A questo punto ci sta che Letta si sbilanci, pronosticando di durare l'intera legislatura. Ci sta anche che Alfano e le colombe del Pdl gridino allo scampato pericolo. Plaudendo alla vittoria interna sui falchi che avrebbero voluto sfasciare tutto, nonché alla conservazione della poltrona, che di questi tempi non è poco.
Tutto ciò almeno fino al prossimo intoppo, che ancora una volta ha le fattezze del Cav. Sulla cui testa, aggirato l'ostacolo della condanna in terzo grado per i diritti Mediaset, pendono altri processi.
Così l'Imu è solo un momento di bonaccia in un mare in tempesta. Un escamotage per dare al governo centrale quella boccata d'ossigeno che viene tolta a livello locale, dove gli amministratori dovranno fare i salti mortali per supplire a un gettito da cui dipendeva l'erogazione di molti servizi.

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29/08/2013

Letta finge di aver tolto l'Imu, e tutti sono contenti

In questi giorni si recita a soggetto. Nonostante i venti di crisi globali siano più forti di prima, nonostante lo spread sia di nuovo al livello della Spagna (e non è certo un buon segno), la politica di palazzo nazionale non esce dal suo buco: bisogna tenere in piedi il governo e trovare una soluzione per il problema Berlusconi. Il resto serve a questo, non viceversa.

Così la pantomima sull'Imu (per il riassunto dei dettagli di quanto deciso dal consiglio dei ministri di ieri vi rimandiamo al servizio de IlSole24Ore, qui sotto) ha il solo scopo di consentire alle "colombe" del Pdl di sbandierare un "successo" e a Berlusconi di vedersi confermato come leader influente sul programma di governo.

Come notano anche i giornali berlusconiani doc, però, questa è una vittoria inutile, anzi disarmante. Perché ora il Presidente Detenuto non ha un altro diversivo per provocare la caduta del governo nel caso la giunta del Senato decida per la sua decadenza da senatore e l'ovvia incandidabilità futura. Se il Cavaliere deciderà in quel caso per il "muoia Sansone con tutti i filistei" (minuscolo, per forza...) non avrà alibi e dovrà farlo soltanto perché si sarà dato corso a un dispositivo di una legge (la "Severino") che lui stesso ha votato con le proprie mani.

Sul punto, vediamo che molta "sinistra manettara" balla la rumba aspettando la detronizzazione del senatore Berlusconi, ignorando però che la legge Severino ha di mira non soltanto l'estromissione dei "corrotti" dalla vita pubblica e amministrativa, ma soprattutto di quegli attivisti che incorrono nelle denunce a grappolo per le lotte sociali. Il precedente di Andrea "Tarzan" Alzetta dovrebbe essere illuminante, in proposito (qualsiasi cosa si pensi della sua attività precedente nel consiglio comunale di Roma). Basti pensare a tutti quei compagni, da Giobbe dei No Tav a Davide Rosci, e a centinaia di altri, che si vedranno preclusa qualsiasi partecipazione alla vita politica "ufficiale" nel prossimo futuro.

Ma torniamo al nodo-Imu. Con la più classica delle prestidigitazioni democristiane, Letta il Giovane - con il decisivo supporto tecnico del ministro Saccomanni - ha fatto sparire l'Imu per quest'anno, facendola ricomparire sotto altro nome nel prossimo. Il nome è già preoccupante - "Taser", come le pistole traumatizzanti in uso a molte polizie mondiali - ma soprattutto è ancora misterioso il meccanismo di questa "tassa sui servizi" che ruotano intorno alla casa.

Letta il Giovane ha tenuto infatti a precisare che non si incentrerà sul "concetto di proprietà", ma appunto sui servizi. Ora la prima questione che sorge è semplice: i servizi (fogne, strade, rifiuti, ecc) devono essere garantiti a tutte le abitazioni. Siano di proprietà, lussuose o miserande, ma anche a quelle in affitto e alle case popolari. Che infatti già pagano la tassa sui rifiuti, per esempio.

Trasferire dalla "proprietà" al "servizio" il bersaglio della tassazione puzza moltissimo di "spalmatura del prelievo" a prescindere dal reddito. Il meccanismo, dicevamo, è ancora solo nella testa dei tecnici del governo, ma il problema si pone.

Basta guardare cosa è accaduto per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Per trovare le "coperture" finanziarie alla cancellazione dell'Imu 2013 è stato dimezzato il miliardo necessario a tenere in vita i lavoratori cassintegrati. Non solo: gli "esodati" da tutelare sono stati ridotti a soli 6.500, ovvero quanti si erano licenziati volontariamente contando sulla legge pensionistica prima della criminale "riforma Fornero". Per tutti gli altri "si vedrà".

In secondo luogo, sempre in tema di casa, il governo spinge ancora di più sul pedale dell' "acquisto" dell'immobile, ignorando totalmente la condizione reale delle "giovani coppie". Le quali non possono accedere ai mutui, a dispetto della minutaglia "incentivante" decisa dal governo, perché nessuna banca ritiene sufficiente uno o due "lavoretti precari". Chiunque sia andato a uno sportello bancario negli ultimi anni sa benissimo che non bastano più neppure due lavori "a tempo indeterminato"; nemmeno se "statali".

In una condizione di mercato simile, logica vorrebbe che si rispolverasse la sana politica dell'edilizia popolare pubblica, ovviamente gestendo le assegnazioni in base ai bisogni e non alle raccomandazioni. Non potrebbe neppure essere vietato "dall'Europa", visto che in Francia e Germania circa il 40% degli immobili è di proprietà pubblica. No. Anche questo governo punta sulla "proprietà della casa", e la cosa gli si ritorce contro al momento di formulare una qualche forma di tassazione (come avviene peraltro in tutto il mondo).

Tutte buone ragioni in più per le mobilitazioni dell'autunno. È chiaro infatti che a questo governo le condizioni di vita della maggioranza della popolazione interessano quanto un fastidio ai denti: se fa male, si fa qualcosa (più con la polizia che con le politiche sociali). La loro unica preoccupazione è sistemare le proprie faccende. Tanto "il programma" viene dalla Troika...

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Imu abolita, Alfano esulta: “Missione compiuta”. Ma nel 2014 arriva la service tax

“Missione compiuta! Imu prima casa e agricoltura 2013 cancellata. Parola Imu scomparirà dal vocabolario del futuro”. Con queste parole il vicepremier Angelino Alfano esulta su twitter mentre il Consiglio dei ministri è ancora in corso: “E’ una legge tax free, per finanziarne non aumentano altre tasse”. In conferenza stampa aggiungerà: “Finalmente una bella notizia per gli italiani. E’ stato attuato un punto cardine del patto fondativo del governo”. Per Berlusconi, addirittura, “senza l’Imu gli italiani avranno più fiducia nel futuro”. Quello che Alfano e Berlusconi dimenticano di dire (ovvero che al posto dell’Imu ci sarà una nuova tassa), lo spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini: “Abbiamo superato l’Imu sulla prima casa con l’introduzione di una tassa finalmente davvero federale e affidata all’autonomia dei comuni”. Concetto approfondito da Enrico Letta in conferenza stampa: “Dal 2014 l’Imu non ci sarà più. Dal primo gennaio 2014 nasce la Service tax, che al suo interno comprenderà la Tares. L’Imu del 2013 non sarà pagata e l’operazione sarà gestita senza aumenti di tasse”. Il premier ha aggiunto che tutti i partiti della maggioranza volevano la riforma dell’Imu”.



Come verrà finanziata, quindi, la rata di dicembre? “Nel decreto che accompagnerà la legge di stabilità, il 15 ottobre, saranno indicate le coperture della seconda rata dell’Imu perché alcune coperture si svilupperanno nelle prossime settimane”, ha detto Letta, che ha ipotizzato un aumento delle tasse sui giochi per coprire il mancato gettito, da finanziare anche con tagli delle spese e iniezione di altri 10 mld di debiti della Pa. “Pago vedo voto”, ha spiegato successivamente il premier in conferenza stampa per sostenere che la nuova “service tax è realmente federalista” e quindi saranno le amministrazioni locali a modularle e a pagare il prezzo in termini di consenso in caso di aliquote eccessive e non “ripagate” da servizi.

Esulta e rivendica i meriti della cancellazione dell’Imu (anche lui senza fare riferimento alla tassa che sostituirà quella sugli immobili) anche Silvio Berlusconi: “Il Popolo della Libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl. Gli effetti positivi vanno a beneficio di tutti i cittadini. Senza Imu gli italiani avranno più fiducia nel futuro. Con la riforma di oggi invertiamo la rotta su un sentiero virtuoso di crescita: il valore degli immobili aumenta, il reddito aumenta, i consumi ripartono, si creano nuovi posti di lavoro, le aspettative sul futuro tornano ad essere positive”.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche Fabrizio Saccomanni, il cui ministero poche settimane fa aveva pubblicato un documento molto critico sulle conseguenze “inique” della cancellazione dell’Imu. Un giornalista della stampa internazionale, in conferenza stampa, ha chiesto proprio a Saccomanni come si possano conciliare quelle posizioni con la scelta fatta. Saccomanni ha risposto così: “Quel documento non esprimeva la posizione del Tesoro, ma descriveva solo i possibili scenari”. Poi ha “corretto” il nome della nuova tassa, italianizzandolo: “Tassa servizi, quindi Taser”.

Il risultato dell’operazione Imu è tutto riassunto nella risposta che Enrico Letta ha dato a una domanda dei giornalisti: “Quanto durerà il governo?”. “Senza scadenza“, ha ironizzato Letta senza esitare. Risposta impensabile fino a poche ore fa. Basti dire che i ministri Pdl non hanno perso tempo e hanno pubblicato una nota congiunta per ringraziare pubblicamente Berlusconi: “La cancellazione di una tassa ingiusta e recessiva è certamente un risultato di tutto il governo, ma a noi ministri del Pdl sia consentito un ringraziamento particolare al presidente Berlusconi: senza la determinazione, la tenacia e la perseveranza con le quali il nostro leader ha voluto tener fede a un impegno assunto di fronte al Paese, questo risultato non ci sarebbe stato”.

“La cancellazione dell’imposta della prima casa rappresenterebbe una sconfitta per il governo (e per il suo principale azionista che è il Pd). Così parlava poche ore prima del cdm l’ex premier e leader di Scelta Civica, Mario Monti, secondo cui ”il presidente Letta, il ministro Saccomanni e il Pd hanno ceduto alle pressioni del Pdl”. Letta, in conferenza stampa, è stato interpellato su questo. E ha risposto così: “Io difendo questo provvedimento per il merito, non per l’intesa politica che c’è dietro. Questo è solo uno dei provvedimenti che abbiamo messo in campo, presto ne vedrete molti altri”. Ma Scelta civica non molla. E l’ex esponente Pd Linda Lanzillotta attacca anche sulla service tax: “Il Partito Democratico ha ceduto alla propaganda del Pdl, di nuovo non si ha il coraggio di dire e fare ciò che davvero serve agli italiani e alla ripresa economica: ridurre le tasse sul lavoro. La service tax – conclude l’esponente di Scelta Civica e vice presidente del Senato – rischia di essere un gran pasticcio e di far pagare tasse sulla casa anche agli inquilini che la casa non ce l’hanno”.

Altro tema affrontato in Cdm, il rifinanziamento della cassa integrazione e lo spinoso capitolo esodati: “I più deboli – dice il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini – al centro del decreto legge varato oggi. Rifinanziata la cassa integrazione per evitare che migliaia di lavoratori restassero senza reddito e salvati dalla disperazione e dalla povertà oltre 6000 esodati da licenziamenti individuali”. La Cgil non ci sta: “Dal Consiglio dei ministri arrivano primi atti, sia pur utili e importanti, ma che lasciano irrisolti i temi della cassa integrazione e degli esodati. I fondi sono totalmente esigui, servono a coprire solo l’immediata emergenza”.

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In breve l'ennesimo provvedimento propaganda (che a giudicare dai responsi della popolazione non sta ottenendo grande successo) per dare fiato a un governo commissariato tanto dall'Europa quanto dalle beghe legali di Berlusconi. Nel mezzo una coperta finanziaria sempre più corta per coprire le esigenze di un paese allo sfascio. Come si fanno quadrare i conti dunque? Semplice, col sempreverde gioco delle 3 carte.