Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

09/11/2016

Disinformazione referendaria a mezzo “La Stampa”


La peggior cosa che un giornale possa fare nel mezzo di una campagna elettorale è disegnare nelle sue pagine uno scenario complottista, per suffragare l’attacco mediatico del potere nei confronti di un partito dell’opposizione, che non dispone né di televisioni e tantomeno di giornali con cui difendersi. Però l’aspetto veramente vergognoso di questa vicenda è che un giornale come “La Stampa”, ricorre a giochi di parole e all’uso improprio di persone per criminalizzare un piccolo web-giornale (L’Antidiplomatico), il suo direttore (Alessandro Bianchi) e i pochi collaboratori che contribuiscono con i propri articoli o interviste per sviluppare un’analisi critica e indipendente sulla congiuntura internazionale.

L’obbiettivo è poter finalmente dimostrare in piena campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre, che nel Movimento 5 Stelle alcuni parlamentari (Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano) avrebbero, all’insaputa del Movimento, allacciato una relazione con il governo di Mosca. Secondo il vate torinese Jacopo Iacoboni, padrone della verità assoluta, le suddette relazioni sarebbero addirittura “...confidenziali...” di modo che “...E’ in questa fase che diventa riferimento, nel divulgare la linea, un sito, L’Antidiplomatico.” Un’accusa grave che unisce la disinformazione alla manipolazione, contrariando l’esercizio deontologico di un giornale come “La Stampa”, che ha sempre utilizzato il senso professionale di Carlo Casalegno per dire “...noi però siamo differenti dagli altri”. Non tanto quando si tratta di difendere il potere!!!

Infatti, per criminalizzare il web-giornale “L’Antidiplomatico”, il giornalista, Jacopo Iacoboni, ha prodotto una sequenza di tre articoli pubblicati su “La Stampa” prima il 02/11 (La propaganda russa all’offensiva anti-Renzi, e il web grillino rilancia), poi il 05/11 (L’abbraccio dei Cinque Stelle con i due emissari di Putin) e infine il 08/11 (L’Antidiplomatico, così un sito divulga la linea filo russa nel M5S), in cui ha usato l’eclatante sottotitolo: “Nato dall’uomo dello staff di Di Battista. Tra i collaboratori fissi spunta Achille Lollo”.

Prima della pubblicazione di quest’ultimo articolo Jacopo Iacoboni ha cercato di circuire un’avvocata romana per sapere se io, adesso, ero legato al Movimento 5 Stelle. Poi non avendo ottenuto l’agognato “scoop”, si è scatenato ricorrendo alla peggiore xenofobia ideologica, secondo cui, in parole povere, Achille Lollo non dovrebbe collaborare nel web-giornale “L’Antidiplomatico” a causa del suo passato giovanile.

Cioè, i 41 anni seguenti, dopo aver fatto la mia silenziosa autocritica politica, dopo aver esercitato la professione di giornalista e di editor TV, in Angola e in Brasile, con differenti contratti di lavoro e preziose collaborazioni con autorevoli testate incluso alcune europee ricorrendo a vari pseudonimi, dopo aver mantenuto una relazione costante con la Commissione dell’ONU contro l’Apartheid, con la ex Commissione Europea (Via Luxconsult) e con il SADEC Energy Commision, per Jacopo Iacoboni non hanno alcun significato.

Comunque per terminare la sua opera prima di disinformazione e di manipolazione il giornalista di “La Stampa” usa la degradante parola francese “milieu” per lanciare un grido d’allarme dicendo “...In questo milieu matura il sito che in questi mesi sta vedendo lievitare i suoi accessi e l’influenza tra i parlamentari cinque stelle che si occupano di geopolitica...”. A questo punto vorrei ricordare che i francesi utilizzano la parola “milieu” per identificare persone poco raccomandabili, normalmente legate alla malavita. Basta riprendere una delle antiche edizioni di “La Stampa” del 1974 per capire quando nel giornalismo si usa la parola milieu – “...Jò Le Maire e il milieu marsigliese che imperversa a Milano...” – per capire il vergognoso senso della manipolazione delle parole operate da Jacopo Iacoboni.

Per quanto riguarda la mia relazione con il Movimento 5 Stelle è appena giornalistica, avendo fatto un’intervista a Di Battista per il giornale “Brasil de Fato” e un articolo sulle elezioni per il “Correio da Cidadania”. Cosa che, in realtà Jacopo Iacoboni sapeva perfettamente come pure sapeva che negli ultimi 10 articoli ri-pubblicati da “L’Antdiplomatico”, erano firmati da “...Achille Lollo è giornalista di “Contropiano”. Cioè prima di tutto io sono un giornalista del web-giornale “Contropiano”!

Per questo devo sottolineare che negli ultimi tre anni la collaborazione con “L’Antidiplomatico” si è limitata a 19 articoli di cui 12 tradotti dai giornali brasiliani “Brasil de Fato” e “Correio da Cidadania”, 4 importati dal web-giornale “Contropiano” e 3 interviste che Alessandro Bianchi mi ha richiesto. Dei 19 testi soltanto uno riferisce alla Russia, in epoca del 2014, mentre la maggior parte descrivono fatti e analisi geopolitiche dei differenti paesi dell’America Latina e dell’Africa, di cui dopo tanti anni di permanenza e lavoro sono considerato un “expert”.

D’altra parte come si permette, Jacopo Iacoboni, di insinuare che “L’Antidiplomatico” sarebbe un sito filo-russo se i dieci articoli sulla Russia pubblicati negli ultimi dodici giorni sono traduzioni di articoli e analisi del sito “World Affairs”?

Per concludere vorrei solo ricordare che nella pagina 12 dell’edizione di “La Stampa” del 08/11/2016, le 126 linee dell’articolo di Jacopo Iacoboni sono state diagrammate con due grandi fotografie, una di Putin circondato da giovani militari e l’altra... da una pubblicità di 18,30 X 24 cm. in cui in basso a sinistra si legge “...Con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare...” . Una frase emblematica che non si capisce se il patrocinio è per la pubblicità o per l’articolo Jacopo Iacoboni!!!

* Achille Lollo è giornalista di “Contropiano”, corrispondente in Italia di “Brasil de Fato” articolista del web-giornale brasiliano “Correio da Cidadania”. Collabora con la rivista “Nuestra America” e con “L’Antidiplomatico”. E’ “Editor” di ADIATV e regista del programma “Contrappunto Internazionale”.

Fonte

Putin come la Spectre insomma.
Se va a finire come per le sirene allarmistiche contro Trump, in meno di un mase, a "La Stampa" si registreranno parecchi mal di pancia. 

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