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07/04/2017

Gli Stati Uniti bombardano un aeroporto in Siria. 6 morti

Questa notte 59 missili lanciati da navi statunitensi nel Mediterraneo hanno colpito un aeroporto nei pressi della città siriana di Homs. Secondo le prime informazioni ci sono 6 morti (quattro militari e due civili) e 7 feriti. La decisione è stata presa dall'amministrazione Trump, ormai nelle mani della lobby del Pentagono, mentre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu doveva ancora adottare una risoluzione su quanto avvenuto nei giorni scorsi.

La motivazione ufficiale è quella della punizione del governo di Assad per il "bombardamento con armi chimiche" su una città siriana in mano all'Isis. Nonostante questa tesi perda colpi ora dopo ora, l'amministrazione Usa, più per ragioni interne che internazionali, ha scelto l'escalation scatenando il bombardamento missilistico su un aeroporto ritenuto quello da cui sono partiti i raid aerei siriani.

Caute, fin troppo, le reazioni della Russia a questa gravissima forzatura statunitense. "L’attacco Usa in Siria è un attacco a uno Stato sovrano e costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale, per giunta pianificato” ha dichiarato Dmitri Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin. “Questa mossa da parte di Washington provoca un sostanziale danno alle relazioni russo-americane, che sono già ridotte a brandelli”, ha aggiunto il portavoce del Cremlino.

Fonti ufficiali statunitensi fanno sapere che Mosca era stata preavvisata del bombardamento. "La Russia è venuta a meno alle sue responsabilità in Siria" ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, precisando che Mosca è stata avvisata del lancio di missili americano in modo da evitare che i militari sul posto – siriani ed eventualmente russi – potessero essere colpiti. “I russi sono stati avvisati in anticipo” attraverso la speciale linea di comunicazione stabilita tra militari Usa e russi per evitare incidenti in Siria, ha indicato da parte sua il portavoce del Pentagono Jeff Davis.

Scontato il sostegno israeliano al bombardamento statunitense contro la Siria. Netanyahu ha espresso “pieno sostegno” all’attacco americano in Siria che “manda un messaggio forte e chiaro sul fatto che l’uso e la diffusione delle armi chimiche non saranno tollerati”. “Israele sostiene appieno la decisione del Presidente Trump e spera che questo messaggio di risolutezza rispetto alle orribili azioni del regime di Assad risuoni non solo a Damasco, ma anche a Teheran, Pyongyang e altrove”, ha detto il premier israeliano in un comunicato.

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