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19/01/2026

I trafficanti libici finanziati dall’Unione Europea

L’Unione Europea si appresta a esportare il “modello Tripoli”, quello dei trafficanti di esseri umani pagati per tenersi i migranti, anche nella Cirenaica controllata dal generale Khalifa Haftar. Attraverso lo Strumento europeo per la pace, il fondo dal nome orwelliano con una dote da oltre 17 miliardi di euro con cui si finanziano anche le armi per Kiev, Bruxelles finanzierà con almeno 3 milioni di euro la costruzione di un Centro di coordinamento del soccorso marittimo (RCC) a Bengasi.

Sebbene la dicitura ufficiale parli di “soccorso”, le ONG che operano nel Mediterraneo e il giornalista tedesco Matthias Monroy, del Neues Deutschland, tratteggiano uno scenario opposto: una sala operativa speculare a quella di Tripoli, finalizzata non al salvataggio, ma all’intercettazione dei migranti per riportarli forzosamente in Libia.

La preoccupazione principale riguarda i soggetti che gestiranno operativamente le attività. Il centro sorgerà in un’area dominata dalla brigata Tareq Ben Zayed, guidata da Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa. “Il nuovo Centro sorgerà in un’area controllata da apparati militari accusati di crimini di guerra, torture e violenze sistematiche contro migranti e rifugiati”, denuncia in una nota la ONG Mediterranea Saving Humans.

Secondo l’organizzazione umanitaria, il rischio concreto è l’istituzionalizzazione dei cosiddetti “pullback” anche alla parte orientale della Libia: attività di trasferimento forzoso dei migranti in mare nei centri di detenzione libici, mascherate da operazioni di ricerca e soccorso. È un sistema pensato per aggirare una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2012, che vieta i respingimenti verso il paese africano.

Tredici ONG hanno già sospeso le comunicazioni con il centro di Tripoli. A continuarle è Frontex, nonostante nel 2023 un’indagine indipendente dell’ONU sulla Libia abbia dettagliato in un dossier come, di fatto, la guardia costiera libica cooperi con i trafficanti di esseri umani. Sarà da chiarire se Frontex dialogherà anche con la futura struttura di Bengasi.

In generale, questa è l’ennesima iniziativa che va inserita nella più ampia strategia di esternalizzazione delle frontiere perseguita da Roma, che ha lanciato l’iniziativa di Bengasi, e condivisa dall’UE. Frontex ne è da sempre uno strumento fondamentale, con una crescente militarizzazione della sua azione. Di fatto, si affida ai trafficanti di esseri umani la gestione dei flussi migratori verso la UE, centellinando le entrate che servono a garantire il sistema produttivo europeo attraverso lavoro ricattabile e di disperati.

In questa strategia è sempre più coinvolta anche la parte orientale della Libia, segnando inoltre l’idea che alle centrali imperialiste va bene una Libia frammentata e governata da bande criminali. Fino al punto che la scorsa estate è stato mostrato come soldati di Haftar siano stati addestrati in Italia. In questo caso, ovviamente, la millantata difesa dei diritti umani e della democrazia scompare dai discorsi degli imperialisti europei e dei loro lacchè.

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