Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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23/11/2016

"Tsipras è stato una benedizione per l’Unione Europea"

Ricordate i preziosi documentari “Debtocracy” (2011), “Catastroika” (2012) e “Fascism Inc” (2014)? Contribuirono in Grecia e in tutta Europa a spiegare ad un vasto pubblico i meccanismi dello strangolamento finanziario dei popoli attraverso la trappola del debito e poi dei memorandum, e a denunciare il ruolo dei fascisti al servizio dei poteri forti, del grande capitale, delle classi dirigenti ‘liberali’, nonostante gli slogan ‘antagonisti’.

Ora il documentarista ellenico Aris Chatzistefanou è tornato proponendo una nuova opera, “This is not a coup” (Questo non è un golpe). Un ritratto senza sconti del voltafaccia del governo di Atene formato da Syriza e dai ‘Greci Indipendenti’ che lo scorso anno decise di chinare la testa di fronte ai ricatti della Troika e di firmare il Terzo Memorandum, il più pesante per una popolazione greca già stremata da anni di commissariamento, di tagli, di licenziamenti, di privatizzazioni.



Tsipras promise il ‘miracolo’, affermando che sarebbe bastato vincere le elezioni e formare un governo alternativo a quelli precedenti per andare a trattare direttamente con Frau Merkel e convincerla così a rinunciare ai suoi diktat e all’austerità; senza bisogno di alcuna rottura con l’Unione Europea, i suoi trattati, i suoi meccanismi coercitivi, senza alcun atto di disobbedienza istituzionale ed economica oltre che popolare.

Sappiamo com’è andata a finire: anche se i riflettori della sinistra e dei movimenti internazionali sono puntati altrove (d’altronde lo scenario è assai imbarazzante per chi aveva promesso di creare “un’altra Europa con Tsipras”) oggi la Grecia è un paese alla disperazione, ancora più impoverito e indebitato: il Pil è crollato in pochi anni del 25%, il tasso di disoccupazione ufficiale è al 26% (quello giovanile è al 55) nonostante la massiccia emigrazione, un quarto della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.

E’ il risultato di ciò che è avvenuto nell’estate del 2015, dopo che più del 60% degli elettori greci aveva mandato un messaggio chiaro al governo e ai ‘creditori’ votando ‘Oxi’ nel referendum contro i diktat della Troika convocato dallo stesso esecutivo Tsipras. Un referendum, accusa Aris Chatzistefanou, che Tsipras voleva perché era convinto di perderlo, per poter accettare i ricatti dei poteri forti, delle istituzioni politiche e finanziarie dell’Unione Europea, delle banche senza però assumersene la responsabilità.

Un referendum trappola, insomma, quello indetto da Syriza e dai nazionalisti di destra loro alleati, che però non è andato come sperato dai suoi promotori. Un’accusa molto grave, che il documentarista Chatzistefanou sostiene però appoggiandosi alle rivelazioni di un ex stretto collaboratore del primo ministro, secondo cui il plebiscito fu convocato da Alexis Tsipras basandosi sul fatto che tutti i sondaggi (sia pubblici sia riservati) davano il ‘Si’ largamente in vantaggio. Una strategia orchestrata dal primo ministro e dai suoi più stretti collaboratori per poter affibbiare agli elettori greci la responsabilità del cedimento da parte del leader di Syriza che avrebbe potuto dire “ci ho provato, ma il popolo non mi ha seguito”.

Aris Chatzistefanou, che nel frattempo ha collaborato anche con la BBC e il quotidiano ‘The Guardian’, spiega accuratamente il suo punto di vista in un’intervista concessa alcuni giorni fa alla giornalista Helena Vazquez. “La Grecia è sul punto di diventare un paese del Terzo mondo. L’agenda neoliberista che si sta applicando ad Atene l’abbiamo vista a lungo all’opera in America Latina o in Africa. Poi Fmi e Troika hanno deciso di importare queste politiche all’interno dell’Unione Europea, applicandole alla sua periferia. Hanno distrutto completamente la nostra economia. Dopo sei anni di interventi, hanno fatto crescere il debito e hanno fatto crollare il Pil del 25%, come se il paese fosse appena uscito da una guerra”.

“Il governo di Syriza può attuare misure ancora più estreme di quelle imposte dai governi precedenti generando però una reazione sociale minore di quella che scatenerebbe un partito di destra” spiega Chatzistefanou. “C’è solo una parvenza di stabilità. La socialdemocrazia in fondo rappresenta un regalo, un’ottima occasione per le elite europee. Tsipras è stata una vera e propria benedizione per l’Unione Europea. Molte persone di sinistra hanno perso ogni speranza, il governo ne approfitta e sta applicando a tappe forzate le dure misure contenute nel nuovo memorandum. Ma non credo che la pace sociale attuale possa durare a lungo” afferma il documentarista che teme che siano i nazisti di Alba Dorata ad avvantaggiarsi della grande delusione generata dalla vicenda Syriza.

Nel suo ultimo documentario Chatzistefanou parla anche del terremoto che colpì la Grecia nell’estate del 2015 quando, nonostante la stragrande vittoria del no al referendum, il governo approvò il ‘terzo salvataggio’, un evento che fu considerato da molti un vero e proprio ‘colpo di stato’ della Troika. Eppure il titolo dell’ultima fatica di Chatzistefanou è “Questo non è un golpe”. Racconta il giornalista: “durante la notte dei negoziati tra governo greco ed europei comparve in rete l’hashtag “Questo è un colpo di stato”, proveniente credo da Barcellona. La mia prima reazione fu di scrivere “Non è un colpo di stato, l’Unione Europea è sempre stata così”, perché quando parli di golpe stai dicendo che non si è applicato un procedimento standard, che la democrazia viene rimpiazzata da una dittatura. Ma non è stato questo il caso. La forma di operare da parte dell’Ue è stata sempre questa. Solo che durante gli anni della prosperità non ha dovuto usare i suoi strumenti antidemocratici per imporre la propria volontà. Se parliamo di golpe per descrivere quanto avvenuto in Grecia accettiamo la versione secondo la quale esisterebbe una Unione Europea democratica. Quanto avvenuto è inscritto all’interno del Dna dell’Unione Europea a partire dal Trattato di Maasticht”.

“L’Unione Europea è governata da un gruppo di banchieri non eletti democraticamente. L’indipendenza della Banca Centrale Europea in realtà è un’indipendenza dalla democrazia, dal controllo popolare. Alla Bce non importa affatto della stabilità della moneta unica ma interessa esclusivamente applicare la sua agenda politica. Nel documentario spieghiamo come lo fanno. Ad esempio in Italia hanno utilizzato lo spread, a Cipro hanno preso i soldi dai conti correnti della gente. In Grecia c’è stata una combinazione di tutto questo” spiega ancora il regista greco che poi passa a parlare della moneta unica: “Per il popolo, l’euro è stato un fallimento fin dall’inizio. E’ servito alle elite economiche per redistribuire la ricchezza dal basso verso l’alto, basta vedere il calo del valore reale dei salari in Europa. L’euro è un fallimento per le popolazioni ma anche per le elite e le classi medie di alcuni paesi periferici. (...) E’ impossibile per le piccole economie competere con l’industria tedesca, ad esempio. I prodotti greci non possono competere e questo genera un deficit sempre maggiore che ci obbligherà sempre più a ricorrere ai prestiti. (...) Non posso immaginare un’Europa che possa sopravvivere con questa moneta”.

“Disgraziatamente non si può democratizzare l’Unione Europea, come promette Syriza. Purtroppo la sinistra europea ha smesso di produrre nuove idee, è capace solo di reagire, non di progettare. Ad esempio quando le destre in Gran Bretagna hanno optato per la Brexit, le sinistre hanno scelto di difendere lo status quo. “Dobbiamo rimanere nell’Ue perché i cattivi affermano il contrario” hanno detto, sbagliando. La sinistra, le forze progressiste in generale devono creare vie alternative, devono generare speranza. E invece per ragioni diverse, ma in tutti i paesi, specialmente nel Sud Europa, le sinistre hanno appoggiato l’Unione Europea” insiste ancora Chatzistefanou. “Se la sinistra non si convince del fatto che non si possono cambiare l’Ue o l’Eurozona dall’interno, perché hanno il neoliberismo nel proprio Dna, l’estrema destra e il fascismo ne approfitteranno per proporsi come unica alternativa. (...) Il fascismo non è altro che una delle tante facce del capitalismo, niente di più. E’ il capitalismo quando il capitale se la passa male. E’ uno strumento che le elite creano quando sentono che stanno perdendo il controllo. (...) Per fortuna in Grecia abbiamo i nazisti più stupidi del mondo: se volessero approfittare della situazione e portare avanti una battaglia contro l’Ue sarebbero la secondo forza nel Parlamento, e invece appoggiano l’Ue e l’Euro, anche se a modo loro. La sinistra europea deve accettare il fatto che per difendere l’europeismo occorre distruggere l’Unione Europea a partire dall’Eurozona”.

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03/04/2014

“Alba Dorata ha il sostegno dello Stato”. Parla l’autore di Debtocracy e Catastroika


“Il partito di estrema destra Alba Dorata ha il sostegno dello Stato degli attori politici ed economici chiave”. A denunciarlo è il giornalista greco Aris Chatzistefanou, autore dei documentari Debtocracy e Catastroika, e alle prese con un nuovo lavoro dal titolo: “Fascism Inc”.

Spiega Chatzistefanou, intervistato da Corina Tulbure sul quotidiano spagnolo Publico: “Alba Dorata non va avanti da solo. Dietro i muscoli e i suoi membri violenti contraddistinti dalla svastica si nasconde una rete di copertura economica e anche di polizia. Per decenni, l’estrema destra è stato un serpente addormentato che il sistema non ha usato ma che teneva lì, a disposizione. Ci sono sempre state collaborazioni a vario livello tra estrema destra e sistema. E’ davvero paradossale che oggi il governo dica di essersi reso conto della pericolosità dell’estrema destra perché questo pericolo è stato creato e mantenuto ad arte”.

Secondo Aris Chatzistefanou le indagini che si stanno conducendo provano ad esempio che i finanziamenti sui quali può contare Alba Dorata non provengono dalla sua base, ma più che altro dal sostegno massiccio degli imprenditori. In particolare i soldi arrivano dagli armatori, che inoltre controllano i media che danno ampio spazio alle farneticazioni del partito. “Per anni essere di Alba Dorata era come essere una star. La stampa ha concesso loro un enorme protagonismo”.
Ai finanziamenti si sommano le coperture concesse dagli apparati di sicurezza. In alcuni documenti resi noti da Wikileaks si informa che Nikolaos Michaloliakos, leader di Alba Dorata attualmente in carcere, avrebbe agito come agente dei servizi segreti ellenici. “Naturalmente lui nega”.
I magistrati greci hanno chiesto al Parlamento di togliere l’immunità a nove deputati neonazisti accusati di essere implicati nell’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas. Quando i capi di Alba Dorata sono stati arrestati i consensi per il movimento sono calati da un 15-20% fino al 10, ma poi hanno ricominciato a risalire e comunque non sembra che lo Stato abbia alcuna intenzione di mettere fuori legge questo partito.
Il documentarista non sembra essere, comunque, convinto che la messa fuori legge sia una soluzione duratura al problema dell’estrema destra. “Non bisogna dimenticare che sono un partito politico di massa. Metterli fuori legge li renderebbe più forti, aumenterebbe i loro adepti. E’ un problema politico, non di legge. Ciò che accadrà in futuro con Alba Dorata ha a che fare con una domanda: "che cos’è il fascismo? E’ legato alla crisi economica o è solo un fenomeno sociale?". Io credo che è direttamente legato alla fase di crisi finanziaria ed economia che viviamo da anni, e quindi occorre cercare una soluzione a questa crisi. In Spagna e in Portogallo sono state applicate le stesse dure politiche di austerità ma non esiste nulla di simile ad Alba Dorata. Però non bisogna dimenticare che in Grecia il potere d’acquisto è calato del 35%, mica del 10%, il che significa che con l’avanzare della crisi anche in altri paesi europei potranno espandersi movimenti come Alba Dorata”.


La violenza dei membri dell’estrema destra nelle strade è accompagnata e appoggiata dalla repressione poliziesca contro i cittadini, resa possibile da nuove leggi varate negli ultimi anni. Dopo le proteste contro le misure di austerità del 2008, il governo ha creato delle forze speciali di polizia denominate Delta, formate da agenti antisommossa non identificabili incaricati di disperdere le manifestazioni. “La missione di questa unità è attaccare, disperdere e ferire le persone che partecipano alle manifestazioni” spiega a Publico l’antropologo Dimitris Dalakoglou, che da tempo documenta lo stato d’assedio permanente imposto ad Atene negli ultimi anni dalla Troika. "Se durante una protesta un poliziotto ti accusa di infrangere la legge e hai la faccia coperta, il reato diventa un reato grave. Ma con tutti i gas tossici che usano è ovvio che ti copri la faccia” dice Dalakoglou. Nel 2013, durante i tre scioperi generali indetti dai sindacati, il Governo ha obbligato la gente a tornare al lavoro. “La legge sulla precettazione dei lavoratori che scioperano esiste più o meno dai primi anni dopo la dittatura. Negli ultimi mesi il governo ha applicato questa legge tre volte. Questo è un Stato autoritario perché non esiste più il consenso e l’accordo tra il cittadino e le istituzioni. Prima lo Stato usava sia il bastone sia la carota, ora solo il bastone” denuncia l’antropologo. Anche se alle prossime elezioni l’ultradestra prenderà in Grecia meno voti delle precedenti, per Chatzistefanou il pericolo continua a persistere, basato sulla polarizzazione a destra della scena politica. "Il pericolo reale non risiede solo nella presenza al governo di partiti di estrema destra, ma anche nel fatto che questi partiti riescano a imporre la propria agenda nel cosiddetto centro politico. Se analizziamo ciò che dice Nuova Democrazia sugli immigrati il loro discorso si avvicina molto a quello di Alba Dorata. I centri di internamento per migranti (CIE) sono stati istituiti e aperti dal partito socialdemocratico Pasok. Tutto si muove verso destra".
Secondo Dimitris Dalakoglou Nuova Democrazia concede spazio all’estrema destra boicottando misure legali contro il razzismo, come la legge fatta naufragare nel 2012, perché avrebbe colpito Alba Dorata.

"Alba Dorata ha trovato le porte del parlamento aperte da coloro che dall’interno delle altre forze politiche e delle istituzioni concedono spazi e credibilità all’estrema destra anche se indirettamente. Come dimostriamo nel nostro documentario, anche Hitler e Mussolini hanno trovato le porte aperte, al di là dell’appoggio o meno delle masse. I grandi industriali e il centro politico sono la chiave del potere” ricorda Chatzistefanou.

Al di là di Alba Dorata e delle durissime misure di austerità adottate in Grecia che alimentano l’ascesa dell’estrema destra, per Aris Chatzistefanou l’auge dei partiti xenofobi estremisti in Europa è direttamente legata alla crisi e ai tagli. “Queste elezioni europee ci diranno che in Europa esiste il fascismo. Come diceva Walter Benjamin: ogni fascismo segnala una rivoluzione persa. (…) Si dimostra che il capitalismo e la democrazia sono incompatibili. Oggi lottare contro il fascismo vuol dire lottare contro questo sistema”.

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