Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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11/04/2024

Decreto 407, meno diritti per gli invalidi civili

Una storia che sembrerebbe impossibile, se non fossimo in un paese dove ormai lo stato di diritto non esiste quasi più. Questa la mia storia: sono invalido civile al 75%, mi hanno diagnosticato un disturbo schizo affettivo (Bipolare che ha avuto almeno una crisi psicotica nella vita).

Un martedì mattina stavo lavorando quando mi è arrivata una telefonata dai sindacati: mi comunicavano che col decreto 407 chi anche viveva da solo ma non aveva reddito, non era sposato e non aveva figli, doveva presentare un nuovo Isee con l’Isee dei genitori, sperando che ci vada d’accordo, c’è inoltre da ricordare che molto facilmente un invalido fa fatica a fare una famiglia e ad avere dei figli rispetto ad una persona normale, per cui non sono poche queste persone.

Mi è cascato il mondo addosso: i miei genitori prendono un isee non molto alto ma sufficiente a farmi perdere, anche se di poco, tutte le agevolazioni che mi permettono di sopravvivere: avrei superato il limite per poter tenere la casa popolare in cui abito dal 2018, col rischio di perderla, non ci sono le condizioni per poter tornare ad abitare con i miei, per cui dovrei chiedere ai servizi sociali di attivarsi per cercarmi un alloggio protetto.

Ho parlato con l’assistente sociale e mi ha rassicurato, non mi avrebbero sbattuto fuori sui due piedi. Inoltre non è semplice trovare un alloggio protetto, con i tagli ai servizi sociali, questi alloggi sono pochi e lunga la lista d’attesa.

Se uno non ha un buon rapporto con i propri genitori e non può rientrare in casa con loro, dove va a stare dati i tempi burocratici dei servizi sociali?

Perderei l’assegno di inclusione (ex reddito di cittadinanza), e dovrei vivere solo con le 340 euro dell’assegno di invalidità. Perderei la carta agevolata dei trasporti, ma questo è il meno male, andrei in bicicletta. E infine perderei l’esenzione dal tiket dei farmaci E02 e io prendo parecchi farmaci a causa della mia invalidità.

Morale di tutta questa storia è che si può pensare bene e dire che il legislatore ha fatto un pasticcio e non si è reso conto dei danni che ha creato, o pensare male, che come diceva Andreotti, a volte ci si azzecca: ovvero che il legislatore era perfettamente consapevole di queste conseguenze, ma voleva assecondare il pensiero perbenista che vede in chiunque prende un sussidio dallo Stato un furbetto che va punito, e ci si dimentica che poi si fanno condoni ad evasori fiscali che forse contano elettoralmente di più.

Ho sentito poi strane giustificazioni a questo decreto: che serve per fare uno screening delle condizioni dei percettori dell’assegno di inclusione, in modo da colpire i furbetti che dichiarano di vivere da soli e poi non lo fanno, ma non si capisce come questo decreto possa individuare questi casi.

Altri dicono che è stato fatto per colpire i figli di genitori ricchi che si dichiarano nullatenenti. Ma questo come il caso precedente non corrisponde a verità, questo decreto non è fatto per colpire i furbetti, infatti basta avere un reddito di poco meno di tremila euro che si può presentare l’Isee in proprio, non col reddito dei genitori.

Se volessero colpire i furbetti dovrebbero fare più controlli che ora, data la quasi estinzione dei percettori dell’assegno di inclusione, potrebbero essere più facili.

Questo decreto costringe persone di quasi sessant’anni ad essere mantenute da genitori ultraottantenni, che con ogni probabilità devono affrontare spese mediche data l’età (mio padre deve rifare i denti e non può andare da un dentista qualsiasi, va col dentista del servizio sanitario nazionale, perché non ha soldi).

Ovviamente di questo decreto non si è diffusa notizia, ma è ovvio, come si fa a dire che il governo toglie l’assegno di inclusione anche a una parte di invalidi? Meglio parlare di Fedez e Ferragni, e vantarci di essere un paese democratico.

Fonte

03/03/2020

Case popolari abbandonate, persino nella “civile” Bologna


Scriviamo spesso della situazione di completo abbandono in cui viene tenuta l’edilizia popolare, della mancanza di case per le persone e le famiglie a basso reddito, di occupazioni, sgomberi e problemi vari (riscaldamenti che non funzionano più, erogazione di acqua e luce a singhiozzo, ecc).

Però ci rendiamo conto che la descrizione di situazioni generali e collettive, per quanto fedele, rischia sempre di essere un po’ “fredda”, impersonale, quasi un saggio di sociologia.

Poi ci arriva una lettera come questa, dalla “civile” Bologna, da uno di quei quartieri in cui un fascioleghista senza onore andava a suonare ai citofoni chiedendo se c’erano spacciatori purché rigorosamente extracomunitari... Anzi, addirittura da un quartiere popolare storico per la tradizione comunista, la Bolognina...

Ed esce fuori un quadro in soggettiva della condizione reale delle singole famiglie, strette tra un’amministrazione comunale sorda – il piddino Merola e gli uomini messi alla gestione dell’Acer – e un degrado sociale generale che oggettivamente spinge verso la “guerra tra poveri”.

Non aggiungiamo altro per non rovinarvi la possibilità di essere illuminati sulla situazione reale di questo Paese, al di là delle chiacchiere...

*****

Scrivo la presente come rappresentante di mia madre, L. T., assegnataria di un alloggio Acer, in via Francesco Albani 2/3, Bologna, e come portavoce degli altri condomini della Corte Albani.

Vogliamo denunciare la pessima gestione di Acer degli alloggi, per varie motivazioni, per quanto segue.

Innanzitutto voglio denunciare Acer per truffa. A noi personalmente, nella persona di mia madre, assegnataria, avevano proposto, in prima istanza un appartamento che disponeva di una sola camera, ben sapendo che eravamo in due e che, come prevede il regolamento, avevano diritto a due camere.

Poi, ci hanno proposto, qui in via Albani, allo stesso civico, in cui risiediamo ora, un appartamento al terzo piano e, quando ho fatto notare che mia madre, disabile in carrozzina, con 100% di invalidità, più accompagnamento, non se la sentiva di alloggiare al terzo piano e, di dipendere da un ascensore, spesso guasto, abbiamo chiesto l’assegnazione di uno al piano rialzato.

Ce n’erano ancora due vuoti, hanno risposto che quello più grande dei due non ci potesse essere assegnato in quanto troppo grande per noi. Abbiamo, in seguito scoperto, parlando e confrontando i contratti e le relative planimetrie, che non solo l’appartamento da noi richiesto era ancora libero, perché assegnato molto tempo dopo, ma anche che quello proposto in prima fase era più grande di quello da noi richiesto al piano rialzato e che Acer si è rifiutata di concederci.

Vorrei fare anche notare che mia madre è in carrozzina e che quindi una metratura adeguata le avrebbe permesso di meglio fruire degli spazi abitativi, ora ridotti. Siamo a conoscenza che lo stesso trattamento a noi rivolto è stato fornito ad altri condomini, un signore anziano ed a suo figlio, che si sono visti assegnare un alloggio con una sola camera, contravvenendo al regolamento per, ancora una volta, mero calcolo.

Vorrei anche evidenziare la mancanza di educazione da parte di alcuni impiegati di Acer. Quando, durante uno dei numerosi incontri per il cambio alloggio da noi richiesto, tramite ass.te sociale, con mobilità d’ufficio, ho detto all’impiegato, il sig. F., che a mio avviso non si rendevano conto delle problematiche con le quali si ha a ché fare ogni giorno quando ci si deve occupare di un disabile costantemente, lo stesso mi ha risposto, cito testualmente: ”io signora lo so bene, ho avuto un amico disabile, che ora è anche morto!”. Non so se ci rendiamo conto...

Eppure, mi dicono, che vengono effettuati corsi su come confrontarsi con gli utenti e le loro relative problematiche. Beh, credo che, almeno alcuni, richiedano un corso di aggiornamento!

Ma i problemi relativi alle speculazioni non si sono fermati qui.

Le problematiche, da quando hanno iniziato ad assegnare gli appartamenti, sono state un continuo...

I condomini, tutti, si chiedono come sia possibile che i due spazi dentro la Corte, che dovrebbero, come da regolamento ERP, essere assegnati ai condomini, per le riunioni condominiali, siano stati concessi, dallo stesso Comune di Bologna, a due associazioni, l’Help Center ed il Servizio a Bassa Soglia, che già erano stati spostati dalla stazione, ad un contesto condominiale, con bambini, bambini disabili, anziani ed anziani disabili.

Questi centri creano continui problemi di ordine pubblico, mettendo a rischio l’incolumità dei condomini e mettendoli spesso a disagio, con episodi come arresti, spesso violenti, utenti che urinano sotto le finestre e nel cortile condominiale, rotture di parti comuni, urla e litigi.

Vorremmo anche far presente che i Centri in questione hanno un orario al pubblico dalle 14,30 del pomeriggio, fino a sera, mentre i condomini, per regolamento, devo rispettare l’ora del silenzio dalle 14 alle 16, quantomeno una contraddizione in termini.

Abbiamo chiesto più volte che venisse concesso agli assegnatari di usufruire delle sale concesse ai centri, pagando, dividendo la spesa tra condomini, il corrispettivo.

Volevamo usufruire delle sale per le riunioni condominiali, per delle feste e per creare altre occasioni di aggregazione e di mutuo aiuto, ma niente, le richieste dei cittadini, anche quando propositive, rimangono inascoltate.

La Corte Albani, tra i vari episodi sgradevoli, vanta anche un filmato, discriminatorio, da parte di esponenti politici di destra, che hanno pensato bene di venire a filmare i campanelli, leggendo e pubblicando i nomi degli assegnatari stranieri con video condiviso, anche sui social, episodio già tristemente noto.

A causa di quest’ultimo episodio, i condomini discriminati hanno contattato dei politici, trovando l’apparente collaborazione, nella persona del sig. Mazzanti, che ha inizialmente dimostrato interesse ma che, con altrettanta velocità sembra essere svanita e caduta nel dimenticatoio.

Dopo questo terribile episodio, esponenti del PD ci hanno proposto un incontro nella loro sede di P.zza Dell’unità, a Bologna, dicendoci di approfittare dell’incontro, già da loro programmato, che avrebbero avuto con il presidente Acer.

Siamo andati. Il presidente non era presente, al suo posto il vicepresidente e l’assessore comunale, che si occupa delle politiche abitative, la sig.ra Virginia Gieri, che si è detta sconcertata per la scelta della locazione ai due centri in un contesto condominiale. Presente alla riunione anche vicepresidente del quartiere Navile, Antonella Di Pietro, che da allora si era detta interessata nel programmare una riunione con il presidente di quartiere, il sig. Ara, ma di cui non abbiamo più avuto notizie.

Durante questa riunione, in cui i partecipanti si sono ben visti dal documentare le argomentazioni di noi cittadini, verbalizzando e dandocene copia, ci è stato fatto un preventivo, per circa 20 mt di cancello, del quale avevamo fatto richiesta, di circa 300.000€...

300.000€??? Chi ci guadagna???

Il totale disinteresse mostrato dalla giunta, dai consiglieri, e dai loro rappresentanti di quartieri è vergognosa, oltre che sconcertante.

Ma non è finita qui. Abbiamo chiesto in varie occasioni la manutenzione, da parte di Acer, per i continui problemi in quelli che dovrebbero essere edifici ricostruiti “di sana pianta”. Allagamenti nelle cantine, appena occupate, per i quali non vengono effettuati rimborsi perché sono stati chiesti ai condomini gli scontrini d’acquisto, per oggetti messi nelle cantine.

Sfido chiunque a mostrarmi degli scontrini delle suppellettili e della mobilia che riponete in cantina! Perdite d’acqua in garage, con relative problematiche alle auto ed ai condomini che hanno chiesto ad Acer il cambio del posto auto, gli stessi hanno risposto che non si poteva ottenere un cambio ma, al massimo, si poteva richiedere un ulteriore posto auto, naturalmente, il secondo posto auto ha un costo più elevato del primo, non si capisce per quale logica, visto che alcuni pagano di più per il posto auto che per il canone dell’appartamento.

Posti auto che, con l’intenzione della sola speculazione, sono esageratamente numerosi per gli abitanti della Corte, per concedere ad Acer, di affittare anche ad individui esterni alla Corte, alla modica cifra, abbiamo saputo da fonti esterne, di circa 300€ al mese.

Talmente tanto importante guadagnare dai posti auto, da non organizzare il garage per poter permettere a due auto, quando una in entrata ed una in uscita, di incrociarsi, non essendoci il posto che lo conceda. Ancora una volta, rischio per gli abitanti, per concedere un maggior profitto.

Noi personalmente paghiamo eccessivamente il posto auto, nonostante ne abbiamo necessità per via della disabilità di mia madre. Alcuni alloggi, evidentemente, per far spazio ad ulteriori posti auto, ed ad altra speculazione, sono totalmente sprovvisti della cantina.

In sei mesi di occupazione degli alloggi, siamo rimasti sei volte senza acqua calda e senza riscaldamento. Voci di corridoio dicono che il computer che si occupa della gestione del riscaldamento non sia in grado di sostenere tutto il lavoro legato a due palazzi e quindi, l’Acer ha pensato bene di abbassare notevolmente il riscaldamento intorno al 20 febbraio.

Ora, essendosi riabbassate le temperature in maniera considerevole, ci ritroviamo tutti al freddo! Ed ancora ci domandiamo, come mai quando vengono fatte, com’è successo, segnalazioni per la medesima tipologia di richiesta manutentiva, gli operai, che hanno appalto con Acer, venissero più volte, invece che sistemare tutto in una volta? Sarà per caso perché gli stessi vengono pagati a chiamata???

Il cancello per accedere ai posti auto non funziona da quando siamo arrivati, rimanendo spesso aperto, o peggio, spalancato, concedendo a chiunque di raggiungere non solo le auto, ma anche le cantine e gli alloggi.

Molti di noi hanno bisogno di manutenzione nell’appartamento da quando dello stesso è stato preso possesso, ma la scusa addotta da Acer per l’attesa per provvedere alla sistemazione sarebbe che la ditta che ha effettuato i lavori è fallita. Quantomeno strano che una ditta fallisca non appena incassato dal comune i soldi per la costruzione di due palazzi.

Una famiglia aspetta da otto mesi l’adeguamento del lavandino del bagno, per concedere ad un componente della famiglia, disabile in carrozzina, di poter liberamente usufruire del bagno. Una vergogna!

Mattonelle rotte, infissi rotti, porte fuori squadro, blocchi per gli infissi degli scuri inesistenti, con gli stessi che sbattono ad ogni giornata ventosa, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passanti, riscaldamento che non funziona o che, come in alcuni casi, una volta messo in funzione, accende il riscaldamento del vicino invece del proprio.

RIDICOLO!

Noi abbiamo fatto richiesta per l’installazione del condizionatore, mia madre, disabile, risente molto del caldo, come del freddo, avendo lei la circolazione compromessa a causa delle sue problematiche. Ci è stato risposto che non era possibile, senza dare alcuna spiegazione, il tutto documentato.

A detta di Acer, questi sarebbero appartamenti accessibili ai disabili, peccato che sia letteralmente impossibile per un disabile poter aprire, o chiudere gli scuri delle finestre, obbligando i disabili a dover rimanere letteralmente segregati in casa, con un aumento della bolletta della luce. Non è possibile poter accendere la luce delle scale dell’appartamento, creando quindi l’ennesimo senso di insicurezza per i più deboli, oltre che per tutti gli altri.

Citofoni rotti per mesi, obbligando gli assegnatari a mettere un bigliettino con il proprio numero di telefono, per essere avvisati da eventuali consegne o visite. Campanelli che, avendo un contatto, una volta suonati danno automaticamente il tiro al portone, mettendo, ancora una volta, a repentaglio l’incolumità degli abitanti.

Ma torniamo ai problemi di ordine pubblico...

Abbiamo, in innumerevoli occasioni, richiesto l’installazione di un cancello all’entrata della Corte, per salvaguardare la sicurezza dei condomini e della privacy, ricevendo, anche sgarbatamente, il continuo rifiuto da parte di Acer. In varie occasioni abbiamo lamentato i problemi di sicurezza dei quali i condomini sono vittime e, sempre da Acer, è stato proposto ai condomini di, cito: “fare delle ronde”.

Così è stato, per paura, e dopo vari furti nelle cantine e tentativi, da parte di loschi figuri, di entrare in alcuni alloggi, durante la notte, ci siamo mobilitati. Abbiamo anche avvisato Acer che alcuni condomini hanno visto portare in alcuni civici della Corte delle bombole, nonostante sia severamente vietato, rischio perdita alloggio, visto che non è prevista la fornitura di gas negli stessi.

Ci è stato risposto che loro non possono fare controlli, che se noi non denunciamo i responsabili e succedesse, malauguratamente, qualcosa, noi che non abbiamo denunciato i responsabili, avremmo una parte di colpa. Ma noi non sappiamo chi siano, nello specifico, i trasgressori e non abbiamo l’autorità per farlo. D’altronde, Acer, come gestore deve vigilare.

Vi rendo perciò noto che alcuni condomini ne hanno visti altri portare delle bombole ai civici 2/8 e2/9 di via Albani e che considereremo Acer ed il Comune diretti responsabili di un eventuale incidente in merito.

Per quel che concerne gli utenti dei centri, abbiamo in più occasioni fatto notare che spesso bivaccano, urinano, anche sotto le finestre, sporcano ed infastidiscono, anche aggredendoli, e minacciandoli, gli abitanti della Corte, colpevoli solo di richiedere, educatamente, di mantenere la pulizia, di non urlare, di non bivaccare sulle panchine e di non accedere ai servizi da quella che dovrebbe essere una Corte a solo uso privato degli assegnatari ed, eventualmente, dei loro ospiti.

A causa, anche della mancanza di un cancello che delimita la Corte ed alla totale assenza di una videosorveglianza che, anch’essa, è stata richiesta più volte ad Acer, che regolarmente ce l’ha negata, abbiamo problematiche di spaccio all’interno della Corte, di consumo, sono persino entrati dentro ad un portone, bruciando i volantini di regolamento condominiale, per consumare droghe negli androni dei palazzi.

Personalmente ho assistito ad una scena preoccupante, quando, recandomi a fumare in cortile, alle h 20 di sera, mi sono trovata difronte a due personaggi, poco raccomandabili, che stavano consumando cocaina sulle panchine poste difronte al portone d’ingresso del palazzo. I due“elementi”, poi, erano accompagnati da pitbull femmina, libera.

Approfitto per far notare che la scelta della Corte aperta concede a chiunque di portare i propri animali domestici a fare i propri bisogni nel cortile condominiale, dove NOI paghiamo la pulizia, l’illuminazione e la cura delle aree verdi. Ma Acer si è detta disinteressata anche a questa problematica, affermando di voler tenere la Corte aperta a chiunque volesse utilizzare le aree verdi. Tanto paghiamo noi...

Nonostante le innumerevoli richieste e proteste da parte degli abitanti, Acer si è sempre detta contraria all’installazione sia del cancello di sicurezza, che della video sorveglianza anche dopo aver subito dei furti alle cantine del civico 2/4, siamo rimasti inascoltati. Agli abitanti del civico 2/4, come se non bastasse, Acer non aveva consegnato le chiavi per chiudere la porta di accesso alle cantine, facilitando, di fatto, ai ladri l’accesso alle stesse.

Al civico 2/8 non è nemmeno stata installata la porta a protezione delle cantine. Le porte di accesso ai vani scale, dai posti auto, dei civici 2/3, 2/4 e 2/6, antipanico, sono, a nostro avviso, montate al contrario, invece di concedere una via di fuga dal palazzo ai posti auto, permettono, con una sola spinta, di accedere dagli stessi ai vani scale, quindi alle cantine e, quindi, agli alloggi.

Questa notte, quella tra il 27 ed il 28 febbraio 2020, abbiamo subito ancora dei furti alle cantine, coinvolti, questa volta quasi tutti i civici della Corte. Io, B. A. , residente al civico 2/3, int.2, cointestataria dell’alloggio con mia madre, L.T., insospettita da strani rumori, mi sono recata nel locale cantine, trovandomi difronte uno dei ladri, che ha cercato di farmi credere di essere un conoscente di un condomino del nostro civico e di essersi recato in cantina per depositare una bici. Dopo ripetute domande e non credendo alle riposte datomi, ho aperto del tutto la porta di accesso alle cantine, riscontrando che una era stata visibilmente piegata per entrare. Appena mi sono girata, il losco figuro ha pensato di dileguarsi, utilizzando la porta d’accesso al garage.

Di cantine ne avevano, alla fine, aperte due nel nostro civico, sicuramente interrotti dalla mia presenza, ma tante di più negli altri civici della Corte.

Ho rischiato, ho rischiato molto questa notte. Potevo essere aggredita, accoltellata od altro, potevo persino rischiare la vita. Considero Acer responsabile di ciò che è accaduto, perché, nonostante le ripetute segnalazioni, si è ben guardata di preoccuparsi della nostra incolumità, fregandosene altamente.

Siamo stanchi, stanchi dei continui problemi relativi all’ordine pubblico, delle continue problematiche a livello manutentivo, del continuo disinteresse di quelle istituzioni che dovrebbero ascoltare i cittadini e non di lasciarli soli, creando una conseguente “guerra tra poveri”, di constatare quanti abusi e speculazioni ci sono da parte di chi dovrebbe gestire la società creando aiuti a chi è più disagiato, approfittando della poca conoscenza dei propri diritti e, in alcuni casi, della mancanza della conoscenza della lingua.

Vorrei anche denunciare il Servizio di posta di Acer, che ha messo a rischio la nostra assegnazione. Non ci sono state recapitate alcune bollette, fino a quando, una nostra vicina, molto gentilmente, si è accorta che il postino, che si occupa esclusivamente di consegnare la posta di Acer, buttava la nostra raccomandata a terra, all’esterno del palazzo.

Quella volta Acer ci intimava di pagare, perché era l’ultimo avviso, con il rischio per noi di perdere l’alloggio e, di questo, avrei dovuto ringraziare il poco solerte addetto.

Ed ancora una denuncia. Come cittadini ci diciamo indignati per la chiusura degli uffici Acer per coronavirus. Ancora una volta ridicolo!

Siamo sempre noi a pagare! Supermercati aperti, teatri e luoghi di cultura chiusi. Vergognatevi!

Da tutta questa situazione si evince una vergognosa speculazione da parte di Acer e, di conseguenza, del Comune di Bologna, una altrettanto vergognosa incompetenza, o semplice disinteresse, da parte degli stessi nel vigilare sui cantieri e sui lavori eseguiti, un totale disinteresse da parte delle istituzioni e del comune alle problematiche dei più deboli.

Qualche giorno fa ho letto un articolo sul Corriere di Bologna. Un articolo che parlava della riqualificazione, del rimettere a posto edifici già esistenti, piuttosto che cementificare ulteriormente. Ci chiediamo come verranno fatti questi adeguamenti, chi e quanto ci guadagnerà, se saranno motivi di ulteriore emarginazione per le classi più deboli.

Tutto ciò mi spinge a fare ulteriore richiesta per una mobilità d’ufficio, sperando che, questa volta, ci sia assegnato un alloggio di adeguata metratura, che consenta a mia madre autonomia, oltre che una adeguata sicurezza. Per questo ho già un incontro programmato, con l’assistente sociale di quartiere, assegnato a mia madre, il sig. D. R., con la speranza che faccia il suo dovere e che abbia come prima preoccupazione, la salute, l’incolumità e la socialità di mia madre.

Vi rendo noto che condividerò questa mia lettera con quanti più organi di informazione, e di organizzazioni sindacali, possibili.

Fonte

28/09/2019

Morto l’ex presidente francese Jacques Chirac. Noi lo ricordiamo così


È deceduto l’altra mattina, all’età di 86 anni, l’ex Presidente della Repubblica francese Jacques Chirac. Come più volte capitato con diversi personaggi della Prima Repubblica in Italia, che una volta deceduti vengono lodati per l’indiscutibile caratura personale e l’incredibile indole di gran statista, offuscandone completamente le vili nefandezze politiche, lo stesso sta accadendo in queste ore su molte televisioni e testate giornalistiche francesi.

Ebbene, proprio in queste situazioni è necessario impedire che una narrazione falsata si sostituisca alla realtà storica dei fatti e delle responsabilità politiche. Per questo, ci teniamo ad esprimere il nostro ricordo di Jacques Chirac.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac è colui che, durante un discorso a Orléans nel 1991, quando era sindaco di Parigi, pronunciò quell’espressione de “le bruit et l’odeur” (il rumore e l’odore) riferendosi ai presunti disagi causati da alcuni immigrati in Francia. Un linguaggio che non aveva nulla da invidiare allo sprezzante razzismo xenofobo di Jean-Marie Le Pen, padre di Marie Le Pen e del Front National.

Di fronte a queste critiche, Chirac non nascose una certa simpatia verso Le Pen: “Non vedo perché dovrebbe avere il monopolio di mettere in evidenza i problemi reali”. Questa dichiarazione intrisa di disprezzo e razzismo rimase segnata nella memoria di molti, tanto che qualche anno più tardi il gruppo rock Zebda pubblicò nel suo secondo album la canzone “Le Bruit et l’Odeur”: “Chi ha costruito questa strada? / Chi ha costruito questa città? / Chi ci vive? / A chi si lamenta del rumore / A chi condanna l’odore / Io mi presento…”.


Magari non tutti sanno che Jacques Chirac, dopo esser stato a lungo sindaco di Parigi, una volta divenuto Primo Ministro nel 1986 fece saltare il progetto di costruzione di 10.000 alloggi ad affitto moderato (HLM, Habitation à Loyer Modéré) e firmò una nuova legge sul diritto all’abitare (la Loi Méhaignerie) che aprì ad un periodo di sfrenata speculazione immobiliare, soprattutto nella capitale francese dove si fece sentire enormemente la pressione sociale del processo di gentrificazione dei quartieri popolari nella parte est della città.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac è stato uno degli apripista della lunga serie di privatizzazioni in Francia. Il primo governo guidato da Chirac, sotto la presidenza Mitterand, attaccò le grandi nazionalizzazioni del 1981-1982, lanciando un piano che dal 1986 al 1988 portò alla privatizzazione di Saint-Gobain, CGE, Havas, TF1 e Suez, nonché le banche Paribas, BTP, BIMP, CCF e Société Générale, oltre alla vendita della Compagnie générale de constructions téléphoniquese della Mutuelle générale française.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac nel 1995 decise di rompere la moratoria – voluta nel 1992 da Mitterand – contro i test nucleari nel Pacifico; ciò portò ad una ulteriore campagna di esperimenti e prove nucleari in Polinesia, sostanziando l’impostazione neocoloniale e la distruzione ambientale nei confronti dei territori nel Pacifico.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac è stato nel 2006 tra i promotori dell’introduzione del Contrat Première Embauche (CPE), nell’idea un contratto di lavoro riservato ai giovani al di sotto dei 26 anni per combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà un dispositivo di precarizzazione estrema visto che prevedeva la possibilità di licenziamento entro due anni senza nessuna motivazione giustificata.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac è stato uno dei più fermi e convinti sostenitori dell’ideologia di Françafrique e dei presidenti Paul Biya e Idriss Déby, accusati della deriva autoritaria e della repressione degli oppositori politici in Camerun e Chad, rispettivamente.

Magari non tutti sanno che Jacques Chirac è stato il primo capo di stato francese ad essere condannato dalla giustizia nel caso giudiziario degli impieghi fittizi negli uffici comunali di Parigi. Nel 2011, l’ex Presidente della Repubblica fu giudicato colpevole di abuso d’ufficio, appropriazione indebita di fondi pubblici e appropriazione illegale di interessi, per aver fatto pagare ai contribuenti parigini gli stipendi di diversi impiegati che lavoravano invece presso la sede del Rassemblement pour la République e alla sua campagna elettorale.

Fonte

15/06/2017

Abbellire il grattacielo, spendendo poco. La strage di Londra


Una delle metropoli più grandi del pianeta. Vecchia potenza coloniale, ma multietnica e multirazziale, legata ad una rigida etichetta vittoriana ma da sempre fucina di mode trasgressive. Anche l’urbanistica del capitale non sfugge alle contraddizioni e in uno dei quartieri più lussuosi di Londra, l’area di Kensington, dove c’è il grande magazzino più antico del mondo, Harrod’s, e dove vivono gli sceicchi arabi, crescono anche i grattacieli delle case popolari, dove gli abitanti vivono con la Social Security. E qui la contraddizione si concretizza. Si può anche costruire con materiali non ignifughi ed economici, l’importante è che l’estetica del grattacielo, l’aspetto non disturbi. Poi può anche bruciare…

Il materiale scelto per rivestire la Grenfell Tower, causa dell’incendio dell’edificio, era stato scelto per «migliorare l’estetica» del blocco di appartamenti di Kensington.

Gli urbanisti che si sono occupati del progetto hanno candidamente dichiarato che i materiali sono stati scelti anche per l’economicità del prodotto.

Lo scorso anno il condominio popolare era stato ristrutturato, e, per ricoprire le pareti esterne, si era utilizzato quel materiale che oggi ha favorito il propagarsi delle fiamme. La Torre si erge tra l’area tutelata di Avondale a sud e quella di Ladbroke, ad est; la ristrutturazione si era resa necessaria per rendere l’aspetto dell’edificio “più gradevole”, tale da integrarlo maggiormente nella parte più lussuosa del quartiere, quella di Nord Kensington.

Secondo la documentazione riguardante i lavori, il materiale doveva servire anche per isolare termicamente l’edificio, ma era stato scelto perché estremamente economico e si è poi rivelato essere anche particolarmente infiammabile.

Nel documento, datato 2014, si legge testualmente che, «la torre, per la sua altezza, è visibile dalle aree più lussuose... quindi si rendono necessari dei cambiamenti, soprattutto per migliorare il suo aspetto». In altra parte del rapporto si legge anche che i materiali sono stati scelti «in accordo con il piano di sviluppo dell’area che deve preservare un carattere ed un aspetto dignitosi, pur preservando le condizioni di vita dei residenti».

Al documento sono allegate una serie di condizioni. Fra queste il Consiglio di Distretto aveva assicurato che il materiale utilizzato sarebbe stato anche isolante, così da tenere fuori dall’edificio suono e freddo. La parte centrale del documento svela però i veri intenti della ristrutturazione: «Il disegno dello schema tiene in piena considerazione le richieste e le aspettative di una politica dell’abitabilità, in cui si crei una condizione ambientale più ampia che conviva in un luogo coerente».

La compagnia responsabile di questa speculazione, è la Rydon.

Un leader del Consiglio di Distretto, Nick Paget-Brown lodò tutto questo ammodernamento esteriore, senza mai citare le migliorie tecniche e sopratutto mai considerando il costo (8.6 milioni di sterline) dell’intera opera.

Ma, sulla scia di queste rassicurazioni, la Consigliera Judith Blakeman, che vive a pochi isolati di distanza dalla zona del disastro, si fa molte domande che fanno riflettere: «la ristrutturazione è stata terminata appena un anno fa, ma la copertura esterna è venuta giù in un attimo, come una sottoveste; l’incendio, poi, ha divampato per ore, tanto che alle 5 del mattino, quando mi sono svegliata, i vicini mi hanno detto che il tutto era iniziato intorno all’una».

Secondo le dichiarazioni di un esperto – l’ispettore dei vigili del fuoco Arnold Tarling, di Hindwoods – questo tipo di materiali, usati regolarmente per raffreddare ed abbellire gli edifici, possono trasformarsi in una specie di camino, creando una cavità, un’intercapedine di 25/30 mm tra la cavità isolata e la copertura esterna; qui si crea come un tunnel del vento, che intrappola tutto il materiale infiammabile; alla fine ti trovi ad avere una cavità con un fuoco che cova dentro... All’improvviso può accendersi e propagarsi immediatamente».

Infine, va riferita l’opinione di Angus Law del BRE, il Centro per la prevenzione degli incendi nelle opere pubbliche dell’Università di Edinburgo: «I media ci dicono che incendi di questo tipo succedono molto spesso in diverse parti del mondo... I regolamenti britannici sugli edifici di una certa altezza, assicurano che in caso di incendio, le fiamme si propaghino il meno possibile da piano a piano o da appartamento ad appartamento... se questo succede, come nel caso della Grenfell Tower, è una catastrofe»,

fonti: The Indipendent, The Guardian

Fonte

08/11/2014

Renzi e Lupi colpiscono ancora: all'asta le case popolari

E’ stato dato il via da parte della Conferenza Stato/Regioni ad una proposta di decreto del Ministero delle Infrastrutture (Lupi) e a quello degli Affari Regionali (Lanzetta) che prevede la dismissione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ex IACP, Comuni, vari Ater, Arte, Aler, ecc.)

In un paese dove l’unico segmento del mercato abitativo che è assolutamente carente è quello dell’alloggio a canone sociale e calmierato continua da parte del Governo Renzi-Lupi il processo di liquidazione degli alloggi pubblici, quel poco che rimane (l’E.r.p. in Italia è al 3,5% sul totale degli alloggi; in Francia, Germania e Inghilterra è superiore al 20%).

Proprio in questi giorni è partita una feroce campagna sui media nazionali contro le case popolari, a Milano e altrove, che partendo dalla denuncia del fenomeno delle occupazioni - favorito dalla colpevole mancanza della gestione di questo importante patrimonio pubblico e dalla totale assenza di una politica della casa - sta preparando il terreno alla totale privatizzazione dell’edilizia pubblica per ancora favorire la speculazione immobiliare e la rendita.

In applicazione delle disposizioni previste dal ‘Piano Casa’ di Lupi approvato a marzo 2014 il decreto prevede:

- La predisposizione da parte degli enti proprietari, entro quattro mesi dalla sua pubblicazione sulla G.U., di specifici programmi di alienazione dando priorità ai condomini misti con proprietà pubblica inferiore al 50%, agli alloggi degradati e fatiscenti (venduti in blocco), o degli alloggi i cui oneri di manutenzione e ristrutturazione siano insostenibili per l’ente proprietario;

- L'effettuazione della vendita mediante bandi ad asta pubblica, che partirà dal prezzo di mercato stabilito dall’O.M.I. e determinato da una perizia tecnica dell’ente gestore;

- Il diritto di prelazione, entro appena 45 giorni, agli assegnatari in regola con i requisiti di permanenza che potranno acquistare al prezzo stabilito dall’asta;

- Il trasferimento coercitivo in altri alloggi di chi non può acquistare i propri alloggi ma che è in regola con i requisiti e con i pagamenti.

Dopo l’inutile ‘Piano Casa’ il Governo, con questo ulteriore provvedimento, avvia un processo di cancellazione definitiva dell’edilizia residenziale pubblica (circa 800.000 alloggi).

L’ASIA-USB denuncia questo nuovo attacco alle condizioni di vita dei settori popolari più deboli, che si troveranno costretti a misurarsi con l’improvviso problema di acquistare a prezzi di mercato il proprio alloggio oppure a vederselo vendere all’asta a terzi. Quest’ultima sarà l'unica soluzione  riservata a migliaia di inquilini considerati occupanti senza titolo.

L’ASIA-USB invita gli inquilini delle case popolari alla mobilitazione per fermare la speculazione sui nostri alloggi, per difendere il diritto alla casa per tutti, per rilanciare l’edilizia pubblica.

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28/08/2014

Le case popolari verranno messe all'asta

Il ministero di Lupi, quello del Piano Casa e del vergognoso art.5, continua a partorire mostri. Il Sole 24 Ore di oggi rende noto che è in arrivo un DM (decreto ministeriale) che intende vendere all'asta le case degli Iacp (case popolari, oggi declinate con altri nomi come Ater, Aler a secondo delle città), ma anche quelle di proprietà dei comuni o degli enti pubblici. Il decreto, attuazione del precedente e infame decreto Lupi di marzo, è stato già inviato alle Regioni e ai Comuni che quindi dovranno adeguarsi di conseguenza. Si attende solo il via libera della Conferenza Stato-Regioni. Un primo incontro su questo tema è previsto per il prossimo 11 settembre.

Nel decreto si precisa che la valutazione del valore degli immobili dovrà avvenire “al valore di mercato” ma che si lascia ampia libertà agli enti sui criteri di valutazione. L'Agenzia delle Entrate vigilerà su questi ultimi, ma eventuali verifiche non saranno vincolanti per l'ente venditore. Agli inquilini verrà lasciato il diritto di prelazione ma, attenzione, solo pagando il prezzo proposto dal miglior offerente in sede d'asta. I primi immobili ad essere venduti saranno quelli dove la proprietà pubblica è inferiore al 50%, quelli degradati e quelli in cui le spese di manutenzione e/o ristrutturazioni vengono ritenute insostenibili dagli enti pubblici proprietari.

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