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05/12/2014

F-35 Lockheed Martin batte la concorrenza a colpi di monopolio


F-35 e il monopolio della Lockheed Martin sui jet da combattimento, una sporca storia di guerra economica e tecnologica dove si annidano servi e corrotti. Di fatto tra 5 anni in Europa non produrremo più aerei da combattimento e dovremo rivolgerci a un unico prodotto e produttore: statunitense.

Per qualcuno è forse il peggior oggetto volante dal 1903 ad oggi, ovviamente facendo un rapporto tra costi e ricavi. Che sia il peggior aereo dai fratelli Wright è forse esagerato. Che sia il più costoso, e di molto, è un fatto accertato. Il suo sviluppo, scrive Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa, cose da specialisti, ‘sarà ancora lungo, almeno fino al 2018 e irto di difficoltà tecniche’. Risultati incerti e costo definitivo non valutabile oggi. Nonostante tutto - spiega lo specialista - il cacciabombardiere l’F-35 si è già assicurato il monopolio sul mercato degli aerei da combattimento occidentali. Follia?

Attenzione ai numeri. Un monopolio che per l’azienda texana si declina in trilioni di dollari visto che i ‘jet fighter’ sono i mezzi militari più costosi e che tra dieci anni le forze aeree di quasi tutti i Paesi occidentali disporranno tutte solo o quasi di questo velivolo. Negli Stati Uniti il settore è dominato da Lockheed Martin e Boeing ma la decisione del Pentagono di acquisire l’F-35 rischia di far chiudere i battenti a parte degli stabilimenti aeronautici militari della Boeing, anche lo storico stabilimento di Wichita in Kansas dove si producevano le Fortezze Volanti B-29 della seconda guerra mondiale.

Concepito come velivolo da combattimento comune a tutte le forze aeree statunitensi, l’F-35 verrà prodotto in tre versioni sostituendo di fatto tutti i velivoli oggi in servizio negli USA: F-15, F-16, F/A-18, A-10, AV-8B. Per Boeing significa l’uscita dal settore degli aerei da combattimento entro pochi anni, quando verranno esauriti gli ordini per l’export di F/A-18 e F-15S. La Boeing Defense, Space & Security, conta di poter tenere aperte le linee produttive al massimo fino al 2019 con le attuali commesse per poi puntare solo sull’assistenza e l’aggiornamento dei velivoli in servizio.

Già l’anno scorso le entrate di Boeing dal settore Difesa sono state di 88,6 miliardi di dollari: in 10 anni un crollo del 56% rispetto alle commesse militari del 2003. Ma l’F-35 per tutte le forze armate Usa non solo lascia aperti molti interrogativi tecnici sulle reali capacità del velivolo. Ad esempio - ci spiega Gianandrea Gaiani - sulle portaerei la Marina impiega da decenni bimotori, più affidabili dei monomotori. Peggio: per la prima volta nella storia, dal 2020 gli Stati Uniti dovranno dipendere da un unico fornitore di velivoli da combattimento, un monopolista senza alternative a dettare i prezzi.

Ma il monopolio di Lockheed Martin diverrà totale in Occidente e usciranno dal mercato le aziende europee oggi in grado di progettare, produrre ed esportare aerei da guerra in concorrenza con quelli Usa. L’adesione di molti alleati degli Stati Uniti al programma F-35 - Italia al primo banco - ha già determinato il taglio al programma Typhoon del consorzio europeo Eurofighter, velivolo italo-anglo-tedesco-spagnolo che cesserà la produzione entro il 2018, salvo nuove commesse. Entro il 2020 cesserà la produzione del francese Dassault Rafale e dello svedese Saab Gripen che resiste.

Di fatto tra 5 anni in Europa non produrremo più aerei da combattimento e dovremo rivolgerci per forza di cose a un unico prodotto e a un unico produttore statunitensi per il quale le nostre aziende potranno al massimo fare da sub-fornitore. Un allarme lanciato un un anno fa da Tom Enders, boss di Airbus. L’Europa sarà costretta in futuro a comprare negli Usa il prossimo aereo da combattimento o, in alternativa, a rivolgersi a Russia, Cina o «a qualche Paese emergente dell’Asia». Va aggiunto che i tre Paesi della compagnia Airbus, Francia, Germania e Spagna, non acquisteranno l’F-35.

Storia non solo commerciale e fortemente sospetta. La determinazione Usa a imporre l’F-35 in tutto il mondo occidentale o amico. Israele, Giappone e Corea del Sud sono stati incentivati ad acquistare con compensazioni industriali e contratti per produrre parti simili a quelli concessi agli 8 partner del programma che si sono sobbarcati gli oneri di sviluppo dell’F-35. Italia, con Olanda e Gran Bretagna nel mezzo. Al di là del dibattito su costi e capacità del velivolo - conclude Analisi Difesa - l’F-35 è un ‘cavallo di Troia’ per eliminare ogni concorrenza nel mercato dei velivoli da combattimento occidentali.

Fonte

E monopolizzando le forze armate di un paese a livello tecnologico, si finisce per monopolizzare anche la sua politica estera.

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