Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
05/10/2025
C’è un popolo che ha riscattato un paese, sulla Palestina e non solo
Una marea umana in marcia per la Palestina. Qualcuno annuncia “un milione”, altri ammettono che si tratta di centinaia di migliaia di manifestanti. Per la Questura erano 250mila persone (fate da soli la tara).
Lo si capiva dai grappoli di persone che si dirigevano verso Porta San Paolo a piedi sbucando da ogni angolo di strada, da ogni fermata di metropolitana o autobus che porta nei paraggi.
La manifestazione nazionale per la Palestina, per fermare il genocidio del popolo palestinese a Gaza e fermare il progetto sionista con la resistenza è diventata ben presto una marea incalcolabile che straripa su ogni metro di strada che da Porta San Paolo porta verso Piazza San Giovanni dove sono previsti gli interventi finali del corteo.
La manifestazione è aperta dalle associazioni palestinesi, con tantissimi ragazzi di seconda generazione, poi i sindacati base, e via via innumerevoli spezzoni e striscioni. Ma la gente è talmente tanta che il corteo deve procedere su due corsie su viale Aventino. Gli slogan che si sentono con maggiore decisione sono “Meloni e Salvini assassini”, “Palestina libera”, “Siamo tutti antifascisti/antisionisti”.
Ci sono molti striscioni sulla resistenza. Uno striscione parla del 7 ottobre come giornata di resistenza e l’istinto ci dice appena lo vediamo che sarà quello che non passerà inosservato sulle prime pagine dei giornali di domani e dei servizi dei telegiornali della sera.
Un rapido sguardo alle pagine online dei giornali e ai tg della sera e l’intuizione si rivela giusta. Così come alcuni incidenti marginali lontano dal corteo principale.
Colpisce il grosso spezzone di Livorno per la Palestina, dove dentro vedi dai portuali agli studenti ai boy scout in divisa. In questi giorni hanno bloccato il porto alle navi israeliane per più giorni.
All’altezza di piazza Albania il corteo straripa addirittura su tre corsie, ma nella piazza di partenza ci sono ancora migliaia di persone che non riescono a partire. Si capisce allora che le persone venute a manifestare a Roma sono centinaia di migliaia, anche se la polizia ha creato “imbuti” per rallentare l’afflusso ai caselli delle autostrade o ha dirottato alcuni pullman per non farli arrivare a destinazione.
La manifestazione nazionale arriva a conclusione di settimane di mobilitazione popolare di massa in tutte le città all’insegna del “Blocchiamo tutto”, con ben due scioperi generali – il 22 settembre e il 3 ottobre – e quattro giorni consecutivi di manifestazioni scattate dopo l’assalto israeliano alla Global Sumud Flotilla. Una mobilitazione che ha palesemente “innervosito” il governo.
Se la Palestina va dal fiume al mare, oggi nella strade di Roma c’era un fiume umano ininterrotto da Porta San Paolo passando per il Colosseo fino a Piazza San Giovanni per la Palestina, che è diventato mare, un mare di indignazione contro il genocidio e un governo che se ne è reso complice.
Oggi nella Capitale si è reso visibile un popolo che ha riscattato l’intero paese dalla vergogna del suo governo schierato con Israele e Trump e insensibile al grido di giustizia del popolo palestinese.
Fonte e foto della giornata
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