Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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27/07/2019
Le domande che vengono da Bibbiano a cui bisogna rispondere
Quella di Bibbiano, provincia di Reggio Emilia, è una storia che fa orrore. Bambini strappati illegalmente ai genitori dalle istituzioni ed affidati ad altri, pare anche con qualche giro di soldi. Tutto questo dovrà essere appurato dalla magistratura, che dovrà anche chiarire le dimensioni del coinvolgimento nella vicenda del sindaco PD del luogo.
Ma in ogni caso anche se solo una piccola parte delle accuse fosse dimostrata, essa meriterebbe un confronto sulle due domande di fondo che è doveroso porsi: come è potuto succedere e che fare perché non avvenga più?
La destra in tutte le sue versioni, da quella legalitaria Di Maio a quella reazionaria di Salvini e Meloni, ovviamente ci si è buttata a pesce, trattandosi di un comune emiliano da sempre governato dalla sinistra. Come è sua naturale funzione, la destra ha prodotto ottusità nelle sue file, ma anche in quelle di chi afferma di contrastarla. In fondo è bastato rispolverare l’antica propaganda sui comunisti che mangiano i bambini, per affermare una responsabilità storica di tutta la sinistra su Bibbiano.
D’altra parte il PD, che non è un partito di sinistra ma una forza liberale moderata immeritatamente erede della sinistra emiliana, ha risposto solo lamentando le strumentalizzazioni, come se il fatto in sé non meritasse invece la giusta importanza.
Così la destra e la finta “sinistra” ancora una volta possono sottrarsi entrambe alla domanda che invece va posta: cosa succede ai figli delle famiglie e soprattutto delle donne povere quando entrano nella dimensione del disagio sociale e della sofferenza relazionale estrema?
Che la destra leghista e fascista risponda a questo con la reazione ipocrita ed il grido “viva la famiglia” ci sta, è nella sua natura. Il disegno di legge Pillon sulla famiglia esprime in norme questa natura. Lo fa colpendo la donna separata con figli, imponendo la gestione di essi assieme al maschio, anche se padrone e violento. E a questo scopo prevede persino la sottrazione coatta dei figli al genitore e l’affidamento di essi ad una “struttura specializzata”, con lo scopo del “pieno recupero della bigenitorialità del minore”. Testuale.
Insomma, se il bambino vuol stare solo con mamma o solo con papà, lo Stato lo ruba al genitore egoista e lo “rieduca” fino a che non vorrà stare con tutti e due. Qui gli orrori di Bibbiano diventerebbero legge.
Ma per contrastare questa mostruosità della destra non si può semplicemente circoscrivere Bibbiano ad una eccezione strumentalizzata, bisogna rispondere alla domanda di fondo: cosa è successo in una regione in cui il movimento operaio ha praticamente inventato e costruito lo stato sociale? Cosa è passato da quando a Reggio Emilia venivano esperti di tutto il mondo per studiare servizi sociali tra i più avanzati, cosa è passato da allora a Bibbiano?
Tolti tutti gli aspetti sui quali indaga ora la magistratura, tre sono le caratteristiche di fondo che emergono da quella vicenda.
La prima è la privatizzazione dei servizi, le strutture specializzate alle quali si affida anche il disegno di legge Pillon sono in realtà appalti. Qui c’è una questione centrale: il sistema pubblico deve essere pubblico, non affidato a privati. Occorre una gigantesca reinternalizzazione dei servizi sui quali si gioca la vita delle persone. Come è possibile che lo psicologo cui si è affidato il comune di Bibbiano sia della onlus Hansel e Gretel, invece che un dipendente pubblico? È questo che deve cambiare, deve tornare il pubblico, prima di tutto là dove sono in gioco le vite delle persone, a partire dai bambini.
Questo non basta però se il pubblico non torna in campo consapevole di questione e disagio sociali. Chi sono i poveri e in particolare le famiglie disagiate di donne povere? Come si lotta contro la povertà ed i suoi impatti sulla famiglia? Come si sostiene la parte più debole?
Assieme alla privatizzazione dei servizi sociali si è diffusa la loro spersonalizzazione, la loro trasformazione in macchine a punti dove anche gli operatori devono rispondere a protocolli e prescrizioni sempre più impersonali, se non disumane. Riumanizzare e ripersonalizzare i servizi sociali, ecco il vero antidoto ai bambini rubati nel nome della legge.
Ed infine il sistema dei servizi sociali, pubblico e consapevole, deve tornare ad essere sottoposto al controllo democratico della cittadinanza, alla partecipazione popolare. Non so se sia vero quanto ha urlato Salvini, che a Bibbiano si sapeva e si taceva. Ma so che si deve sapere e poter intervenire su come vanno i nostri servizi pubblici.
Se il PD fosse diverso da com’è, considererebbe quanto avvenuto a Bibbiano un campanello d’allarme, che segnala che si è presa una via sbagliata e che bisogna tornare al pubblico, alla eguaglianza e alla solidarietà sociali, al controllo popolare. Ma il PD è un partito neoliberale sottomesso alla grande privatizzazione imposta dal mercato, per questo balbetta di fronte ad una destra leghista che usa quanto avvenuto nel comune emiliano per imporre la sua concezione patriarcale della famiglia e affaristica della società.
Solo la ricostruzione del sistema sociale pubblico, prodotto da un secolo di lotte in Emilia ed oggi in via di smantellamento, lì come in tutto il paese, solo la riconquista dell’eguaglianza e della solidarietà possono fermare la barbarie che dilaga. E tutto questo si può fare solo in alternativa ai punti di vista e alla politica oggi dominanti, in tutte le loro versioni.
Nella foto: il monello, bambino che ama Charlot che lo ha allevato nella povertà, e che lo Stato vuol portar via.
Fonte
30/01/2019
Il medioevo prossimo venturo (se non facciamo qualcosa)
Il disegno di legge “Pillon” sulle “norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” porta il nome del senatore Simone Pillon, eletto il 4 marzo 2018 e membro in parlamento della Lega. Avvocato e mediatore familiare, è anche membro fondatore del Comitato “Family Day”. Il ddl è stato presentato il 1° agosto ed è in corso di esame in Commissione giustizia al Senato.
Ieri sera la trasmissione di Riccardo Iacona, #PresaDiretta, ha trasmesso un’eccellente inchiesta di Giulia Bosetti dal titolo “Dio, Patria e Famiglia”. Quello che segue è un breve campionario delle affermazioni deliranti e misogine fatte da esponenti di primo piano dell’arcipelago neo-oscurantista di associazioni che premono per l’approvazione del #ddlPillon (inclusi i fascisti di Forza Nuova):
1. ” Il feticcio più evocato dall’estremismo femminista è la violenza in famiglia. Ma solo quella declinata al maschile. Ma nel contesto separativo quasi sempre la violenza ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo“ , Vincenzo Spavone, presidente di GESEF (Genitori Separati dai Figli);
2. “[…] Non è strano che in Italia le donne siano soggette a una violenza che non è negli altri paesi?” Vittorio Vezzetti, pediatra, fondatore dell’associazione “Figli per sempre”;
3. ” L’interesse dei minori sarebbe che i genitori non si separassero. La famiglia non è un affare privatistico, ma un fatto sociale. Da quando le donne hanno acquisito il diritto di separarsi sono diventate più libere e più felici? No. Bisogna indossare le cartelle per separarsi. Il matrimonio non è basato sull’amore anzi è qualcosa di diverso da una semplice consacrazione dell’amore “, Massimiliano Fiorin, avvocato e saggista, già candidato con Il Popolo della Famiglia;
4. “L’aborto è più grave dello stupro perché è la soppressione del concepito e lo stato non la tutela semplicemente perché il concepito non può votare.”, Pietro Guerini, Fondatore comitato referendario ”No194″;
5. “Bisogna convincere la donna a non abortire. Informare la donna e farle capire che la vita è un grande valore. Perché non lo sa. Le donne hanno tutto il diritto di emergere nella società ma una donna non deve far carriera per forza. In politica quelle brave si contano sulle dite di una mano, la maggior parte sono carrieriste “, Alberto Zelgher, Consigliere Comunale di Verona (Lega);
6. ”Il suo ambito [della donna ndr] è quello domestico, familiare e degli affetti privati da cui non è bene che venga strappata. Meglio pensare ad un mantenimento più dignitoso della famiglia“, Maurizio Ruggero Presidente del ”Sacrum Romanum Imperium“;
7- ”Le femministe vogliono sovvertire il diritto naturale. La donna è prima di tutto moglie e madre “ , Matteo Castagna fondatore del circolo ”Cristus Rex“;
8. ”Facciamo entrare i musulmani. Che stiano a casa loro. Vogliono riempirci di simili e uccidere i bambini italiani. Le nostre preghiere sono fatte arrivare a Fontana e Pillon, questa è la grazia le preghiere“, Sostenitore pro-vita, membro del comitato referendario No194.
A pagina 24 del “Contratto per il governo del #cambiamento firmato dal M5S e Lega, sotto il titolo “Diritto di famiglia” c’è questa roba qui: “Nell’ambito di una rivisitazione dell’istituto dell’affidamento condiviso dei figli, l’interesse materiale e morale del figlio minorenne non può essere perseguito se non si realizza un autentico equilibrio tra entrambe le figure genitoriali, nel rapporto con la prole. Pertanto sarà necessario assicurare la permanenza del figlio con tempi paritari tra i genitori, rivalutando anche il mantenimento in forma diretta senza alcun automatismo circa la corresponsione di un assegno di sostentamento e valutando l’introduzione di norme volte al contrasto del grave fenomeno dell’alienazione parentale. È necessario riorganizzare e semplificare il sistema delle adozioni nazionali e internazionali.“
Unire i puntini e trovare la relazione, ovvero, il medioevo prossimo venturo, se non facciamo qualcosa prima.
Solo ad una lettura superficiale può sfuggire il fatto che il punto di caduta di tutto il ragionamento è il riferimento che si fa alla fine del paragrafo alla nozione di “alienazione parentale” che coincide con quella di “Sindrome da alienazione genitoriale” teorizzata da Richard Gardner. Ma cos’è la “Sindrome da alienazione genitoriale”?
E' conosciuta meglio con l’acronimo inglese PAS (Parental Alienation Syndrome), la sindrome da alienazione parentale è una presunta malattia psichiatrica di cui soffrirebbero i figli delle coppie separate. Secondo l’OMS ed il Ministero della Sanità, la PAS non esiste. Invece, secondo i suoi teorici, la PAS è quella sindrome che durante le cause di divorzio e di separazione, viene causata generalmente dalla madre al figlio per motivi di vendetta, di gelosia o altro al fine di estraniarlo dall’altra figura genitoriale. La sindrome si manifesterebbe ogni volta che il figlio minore manifesti rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo a uno dei due genitori.
Una sentenza della Cassazione del 2013 ha stabilito che la “sindrome di alienazione parentale” non esiste dal punto di vista scientifico e quindi non può essere usata dal CTU [1] . Va detto, tuttavia, che il fatto che la PAS non sia considerata scientificamente una malattia non significa che non esistano genitori che spingono i figli ad odiare l’ex partner. Nelle separazioni conflittuali spesso i figli vengono usati come “arma” per ferire l’ex coniuge. Nel 2016 la stessa Cassazione ha affermato che non è compito della stessa stabilire o meno la validità scientifica di qualsiasi teoria. Ma a queste giravolte siamo abituati.
Il principale sostenitore dell’esistenza della PAS è stato il dottor Richard A. Gardner[2] che la “inventò” nel 1985 e che definiva la PAS come un disturbo che nasce quando, durante le separazioni, uno dei genitori inizia un’opera sistematica di denigrazione nei confronti dell’altro genitore e come una forma di indottrinamento e/o lavaggio del cervello del figlio. Ma perché vi sia “PAS” anche il figlio deve contribuire attivamente all’attività di “alienazione”. In ogni caso la PAS, in questi 30 anni, non è stata mai dimostrata. Gardner, che si presentava come professore di psichiatria infantile presso, la Columbia University, pur essendo solo “volontario non retribuito” nel suo libro L’isteria collettiva dell’abuso sessuale[3] sosteneva che le donne provano piacere ad essere picchiate e violentate e che “la pedofilia può aumentare la sopravvivenza della specie umana avendo finalità procreative” arrivando, addirittura, a giustificarla perché si “fa così in molte culture”. In un altro testo scritto da Gardner dal titolo inquietante "True and False Accusations of Child Sex Abuse”[4] Gardner scrive che bisogna dire ai bambini che in fondo gli abusi sessuali sono una cosa normale perché “normalmente” praticate in altre società. Da consulente tecnico di parte nei tribunali Gardner ha lavorato alla difesa di genitori accusati di pedofilia e di abusi sui figli.
Il trucco è che nel DDL Pillon non si parla di PAS ma di “Alienazioni “ e di “estraneazioni”. Poi, però, vai a leggere e ritrovi esattamente le teorie di Richard Gardner. Quel disegno di legge assume di peso le teorie di Gardner che tradiscono posizioni apertamente misogine ed il Disegno di Legge Pillon è ispirato da una volontà punitiva nei confronti delle donne dal momento che non tiene conto in alcun comodo né dei dati che le vedono enormemente svantaggiate sul piano sociale e reddituale, né di quelli relativi alle violenze domestiche di cui sono vittime sia le donne sia i figli presumibilmente “alienati” i quali, sempre in base al DDL Pillon, per “guarire dall’alienazione” devono essere presi con la forza e rinchiusi in una casa famiglia per essere sottoposti ad un “recupero comportamentale” forzoso che gli faccia “accettare” il genitore “alienato”.
Nell’ottobre del 2012, un bambino di dieci anni venne prelevato con la forza dagli agenti di polizia, tra le urla dei presenti che chiedevano di lasciare stare il bimbo e di ascoltarlo, davanti alla scuola elementare di Cittadella, nel padovano, in esecuzione di un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia che aveva accolto la tesi di ” alienazione parentale”. La madre riprese il tutto mentre urlava di lasciare stare il figlio. Tre minuti in cui il piccolo venne strattonato, infilato nell’auto di servizio, piegato, tenuto con la forza. Mentre diceva : “Non respiro, zia, aiutami!”. Tre minuti in cui tentò di divincolarsi dalla stretta di un uomo che lo teneva per le spalle e di un altro che gli stringeva le caviglie. Infine la zia del bambino rivolse domande ad un’altra donna, che le rispose di essere un ispettore e di non essere tenuta a darle spiegazioni: “Sono un ispettore di polizia. Lei non è nessuno”.
Note:
[1] Consulente Tecnico d’Ufficio e si riferisce a quella figura di perito che lavora al fianco del Giudice (art.61 del Codice di Procedura Civile) e presta la sua opera di consulenza sulla base di precise competenze stabilite dal Codice di Procedura Civile..
[2] Richard Alan Gardner (New York, 28 aprile 1931 – Tenafly, 25 maggio 2003) è stato uno psichiatra forense statunitense, ideatore della controversia Sindrome da alienazione genitoriale;
[3] Richard Alan Gardner, Hysteria sugli abusi sessuali: Revisioni di Streghe di Salem rivisitate, Cresskill (NJ), Terapeutici creativi, 1990
[4] Richard Alan Gardner, Vere e false accuse di abusi sessuali su minori: valutazione e causa, Cresskill (NJ), terapie creative, 1992.
Fonte
Ieri sera la trasmissione di Riccardo Iacona, #PresaDiretta, ha trasmesso un’eccellente inchiesta di Giulia Bosetti dal titolo “Dio, Patria e Famiglia”. Quello che segue è un breve campionario delle affermazioni deliranti e misogine fatte da esponenti di primo piano dell’arcipelago neo-oscurantista di associazioni che premono per l’approvazione del #ddlPillon (inclusi i fascisti di Forza Nuova):
1. ” Il feticcio più evocato dall’estremismo femminista è la violenza in famiglia. Ma solo quella declinata al maschile. Ma nel contesto separativo quasi sempre la violenza ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo“ , Vincenzo Spavone, presidente di GESEF (Genitori Separati dai Figli);
2. “[…] Non è strano che in Italia le donne siano soggette a una violenza che non è negli altri paesi?” Vittorio Vezzetti, pediatra, fondatore dell’associazione “Figli per sempre”;
3. ” L’interesse dei minori sarebbe che i genitori non si separassero. La famiglia non è un affare privatistico, ma un fatto sociale. Da quando le donne hanno acquisito il diritto di separarsi sono diventate più libere e più felici? No. Bisogna indossare le cartelle per separarsi. Il matrimonio non è basato sull’amore anzi è qualcosa di diverso da una semplice consacrazione dell’amore “, Massimiliano Fiorin, avvocato e saggista, già candidato con Il Popolo della Famiglia;
4. “L’aborto è più grave dello stupro perché è la soppressione del concepito e lo stato non la tutela semplicemente perché il concepito non può votare.”, Pietro Guerini, Fondatore comitato referendario ”No194″;
5. “Bisogna convincere la donna a non abortire. Informare la donna e farle capire che la vita è un grande valore. Perché non lo sa. Le donne hanno tutto il diritto di emergere nella società ma una donna non deve far carriera per forza. In politica quelle brave si contano sulle dite di una mano, la maggior parte sono carrieriste “, Alberto Zelgher, Consigliere Comunale di Verona (Lega);
6. ”Il suo ambito [della donna ndr] è quello domestico, familiare e degli affetti privati da cui non è bene che venga strappata. Meglio pensare ad un mantenimento più dignitoso della famiglia“, Maurizio Ruggero Presidente del ”Sacrum Romanum Imperium“;
7- ”Le femministe vogliono sovvertire il diritto naturale. La donna è prima di tutto moglie e madre “ , Matteo Castagna fondatore del circolo ”Cristus Rex“;
8. ”Facciamo entrare i musulmani. Che stiano a casa loro. Vogliono riempirci di simili e uccidere i bambini italiani. Le nostre preghiere sono fatte arrivare a Fontana e Pillon, questa è la grazia le preghiere“, Sostenitore pro-vita, membro del comitato referendario No194.
A pagina 24 del “Contratto per il governo del #cambiamento firmato dal M5S e Lega, sotto il titolo “Diritto di famiglia” c’è questa roba qui: “Nell’ambito di una rivisitazione dell’istituto dell’affidamento condiviso dei figli, l’interesse materiale e morale del figlio minorenne non può essere perseguito se non si realizza un autentico equilibrio tra entrambe le figure genitoriali, nel rapporto con la prole. Pertanto sarà necessario assicurare la permanenza del figlio con tempi paritari tra i genitori, rivalutando anche il mantenimento in forma diretta senza alcun automatismo circa la corresponsione di un assegno di sostentamento e valutando l’introduzione di norme volte al contrasto del grave fenomeno dell’alienazione parentale. È necessario riorganizzare e semplificare il sistema delle adozioni nazionali e internazionali.“
Unire i puntini e trovare la relazione, ovvero, il medioevo prossimo venturo, se non facciamo qualcosa prima.
Solo ad una lettura superficiale può sfuggire il fatto che il punto di caduta di tutto il ragionamento è il riferimento che si fa alla fine del paragrafo alla nozione di “alienazione parentale” che coincide con quella di “Sindrome da alienazione genitoriale” teorizzata da Richard Gardner. Ma cos’è la “Sindrome da alienazione genitoriale”?
E' conosciuta meglio con l’acronimo inglese PAS (Parental Alienation Syndrome), la sindrome da alienazione parentale è una presunta malattia psichiatrica di cui soffrirebbero i figli delle coppie separate. Secondo l’OMS ed il Ministero della Sanità, la PAS non esiste. Invece, secondo i suoi teorici, la PAS è quella sindrome che durante le cause di divorzio e di separazione, viene causata generalmente dalla madre al figlio per motivi di vendetta, di gelosia o altro al fine di estraniarlo dall’altra figura genitoriale. La sindrome si manifesterebbe ogni volta che il figlio minore manifesti rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo a uno dei due genitori.
Una sentenza della Cassazione del 2013 ha stabilito che la “sindrome di alienazione parentale” non esiste dal punto di vista scientifico e quindi non può essere usata dal CTU [1] . Va detto, tuttavia, che il fatto che la PAS non sia considerata scientificamente una malattia non significa che non esistano genitori che spingono i figli ad odiare l’ex partner. Nelle separazioni conflittuali spesso i figli vengono usati come “arma” per ferire l’ex coniuge. Nel 2016 la stessa Cassazione ha affermato che non è compito della stessa stabilire o meno la validità scientifica di qualsiasi teoria. Ma a queste giravolte siamo abituati.
Il principale sostenitore dell’esistenza della PAS è stato il dottor Richard A. Gardner[2] che la “inventò” nel 1985 e che definiva la PAS come un disturbo che nasce quando, durante le separazioni, uno dei genitori inizia un’opera sistematica di denigrazione nei confronti dell’altro genitore e come una forma di indottrinamento e/o lavaggio del cervello del figlio. Ma perché vi sia “PAS” anche il figlio deve contribuire attivamente all’attività di “alienazione”. In ogni caso la PAS, in questi 30 anni, non è stata mai dimostrata. Gardner, che si presentava come professore di psichiatria infantile presso, la Columbia University, pur essendo solo “volontario non retribuito” nel suo libro L’isteria collettiva dell’abuso sessuale[3] sosteneva che le donne provano piacere ad essere picchiate e violentate e che “la pedofilia può aumentare la sopravvivenza della specie umana avendo finalità procreative” arrivando, addirittura, a giustificarla perché si “fa così in molte culture”. In un altro testo scritto da Gardner dal titolo inquietante "True and False Accusations of Child Sex Abuse”[4] Gardner scrive che bisogna dire ai bambini che in fondo gli abusi sessuali sono una cosa normale perché “normalmente” praticate in altre società. Da consulente tecnico di parte nei tribunali Gardner ha lavorato alla difesa di genitori accusati di pedofilia e di abusi sui figli.
Il trucco è che nel DDL Pillon non si parla di PAS ma di “Alienazioni “ e di “estraneazioni”. Poi, però, vai a leggere e ritrovi esattamente le teorie di Richard Gardner. Quel disegno di legge assume di peso le teorie di Gardner che tradiscono posizioni apertamente misogine ed il Disegno di Legge Pillon è ispirato da una volontà punitiva nei confronti delle donne dal momento che non tiene conto in alcun comodo né dei dati che le vedono enormemente svantaggiate sul piano sociale e reddituale, né di quelli relativi alle violenze domestiche di cui sono vittime sia le donne sia i figli presumibilmente “alienati” i quali, sempre in base al DDL Pillon, per “guarire dall’alienazione” devono essere presi con la forza e rinchiusi in una casa famiglia per essere sottoposti ad un “recupero comportamentale” forzoso che gli faccia “accettare” il genitore “alienato”.
Nell’ottobre del 2012, un bambino di dieci anni venne prelevato con la forza dagli agenti di polizia, tra le urla dei presenti che chiedevano di lasciare stare il bimbo e di ascoltarlo, davanti alla scuola elementare di Cittadella, nel padovano, in esecuzione di un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia che aveva accolto la tesi di ” alienazione parentale”. La madre riprese il tutto mentre urlava di lasciare stare il figlio. Tre minuti in cui il piccolo venne strattonato, infilato nell’auto di servizio, piegato, tenuto con la forza. Mentre diceva : “Non respiro, zia, aiutami!”. Tre minuti in cui tentò di divincolarsi dalla stretta di un uomo che lo teneva per le spalle e di un altro che gli stringeva le caviglie. Infine la zia del bambino rivolse domande ad un’altra donna, che le rispose di essere un ispettore e di non essere tenuta a darle spiegazioni: “Sono un ispettore di polizia. Lei non è nessuno”.
Note:
[1] Consulente Tecnico d’Ufficio e si riferisce a quella figura di perito che lavora al fianco del Giudice (art.61 del Codice di Procedura Civile) e presta la sua opera di consulenza sulla base di precise competenze stabilite dal Codice di Procedura Civile..
[2] Richard Alan Gardner (New York, 28 aprile 1931 – Tenafly, 25 maggio 2003) è stato uno psichiatra forense statunitense, ideatore della controversia Sindrome da alienazione genitoriale;
[3] Richard Alan Gardner, Hysteria sugli abusi sessuali: Revisioni di Streghe di Salem rivisitate, Cresskill (NJ), Terapeutici creativi, 1990
[4] Richard Alan Gardner, Vere e false accuse di abusi sessuali su minori: valutazione e causa, Cresskill (NJ), terapie creative, 1992.
Fonte
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