Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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31/12/2025

Capisaldi 2025

Un anno fa auspicavo un 2025 musicalmente più stimolante. In parte così è stato, grazie alla cospicua quantità di materiale di "approfondimento" che mi è capitato di leggere, anche se in prevalenza riguardante gruppi o generi comunque conosciuti.

Come da prassi consolidata negli ultimi anni, invece, gli ascolti non sono stati particolarmente ricchi:

  • interessante la retrospettiva sull'Eminem del periodo migliore;
  • piacevole il debutto dei comunque derivativi Montrose;
  • molto apprezzati i Doobie Brothers (che conoscevo senza saperlo); 
  • ottimi i Tears for Fears, soprattutto dopo aver preso le misure della loro arte al di fuori dell'ambito asfittico degli strumentalizzatissimi singoli;
  • ottimi i Genesis, che non mi colpirono durante i primi ascolti nel 2024, ma lo fecero nell'estate passata, merito anche dei testi di OndaRock, a partire dalla monografia

C'è stato, purtroppo, anche spazio per un pacco non del tutto inaspettato: Dissonance Theory dei Coroner. Album atteso per così tanto tempo da diventare una chimera alla stregua di Chinese Democracy di Axl Rose, pardon... Guns N' Roses.

L'album è formalmente ineccepibile, ma nonostante reiterati ascolti non è riuscito a lasciarmi nulla, probabilmente perchè, al netto delle dichiarazioni degli autori, il disco è avulso dal sentimento dei tempi moderni quando, invece, i suoi predecessori  – di 30 anni prima... qualcosa vorrà dire... – erano immersi fino al midollo in quelle ansiogene aspettative dei primi anni '90 che anticipavano ciò che sarebbe stato l'oggi.

Di tutto questo, in Dissonance Theory non c'è traccia.