Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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20/01/2023

Ex Ilva. Sciopero e centinaia di lavoratori al Ministero: “Intervenga lo Stato”

Oggi è stata una giornata di sciopero per i lavoratori della ex Ilva (oggi Acciaierie d’Italia, ndr). L’agitazione è stata convocata unitariamente da Fiom, Usb e Uilm. 14 pullman pieni di lavoratori sotto arrivati a Roma sotto la sede del Mimit, in concomitanza dell’incontro convocato per oggi.

“Ci aspettiamo dal governo, oltre che da tutte le commissioni parlamentari che dovranno approvare il DL 02/2023, durante l’iter di conversione in legge, l’inserimento delle opportune modifiche (relative alla immediata ricapitalizzazione) che possano permettere di venire incontro alle richieste congiunte rappresentate quest’oggi” – afferma l’Usb in un comunicato – “La nostra posizione continua ad essere quella della ricapitalizzazione al fine di far entrare lo Stato nella gestione come socio di maggioranza. Questo è il primo passo da fare per poi procedere chiedendo al pubblico di svelare piano industriale e piano ambientale, e avviare quindi una seria riconversione”.

Dello stesso avviso anche la Fiom secondo cui “È necessario garantire la risalita produttiva e il rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione attraverso l’acquisizione immediata da parte dello Stato del controllo di Acciaierie d’Italia”.

Alla manifestazione degli operai della ex Ilva presente anche una delegazione di Potere al Popolo. “Come sosteniamo da tempo l’unica via per uscire dal ricatto salute-lavoro è quella della nazionalizzazione, bonifica del territorio, chiusura e riconversione delle produzioni mortali, garantendo l’occupazione degli operai” – afferma Potere al Popolo in una nota – “La vicenda dell’ex Ilva riassume il fallimento di un’intera classe politica, inetta e subordinata ai poteri delle multinazionali. Opponiamoci a questo modello nocivo, continuiamo a costruire l’alternativa”.

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29/12/2022

USB, Fiom e Uilm proclamano lo sciopero in Acciaierie d’Italia

“Il Governo cede ai ricatti di Arcelor Mittal e del suo ad Lucia Morselli”

Nonostante nella giornata odierna il mondo del lavoro e delle Istituzioni, all’unisono, abbiano inviato al Governo un messaggio forte e chiaro, ovvero di non erogare nessun ulteriore prestito pubblico in qualunque forma ad Arcelor Mittal, socio totalmente inaffidabile ed inadempiente, senza un preventivo riequilibrio della governance che, così come garantito dallo stesso Ministro delle Imprese e del Made in Italy in più circostanze, avrebbe dovuto prevedere l’ingresso di Invitalia in maggioranza, il CDM di stasera ha approvato il decreto legge recante “Misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale” confermando la volontà di erogare i 680 milioni, già stanziati, in modalità finanziamento soci, ripristinando vergognosamente perfino lo scudo penale ai gestori del sito.

In altre parole, il Governo Meloni si disinteressa completamente delle richieste di un intero territorio, dei lavoratori, dei cittadini, delle scriventi OO.SS., del Presidente della Regione Puglia, del Presidente della Provincia e dei sindaci dei comuni dell’area ionica, cedendo ai ricatti di un operatore privato che si permette quotidianamente di prendersi gioco delle piaghe della nostra comunità, compiendo solo sgradevoli bluff e azioni incostituzionali, garantendogli come se non bastasse, anche l’esimente penale per i propri comportamenti illeciti.

Il Ministro Urso, durante l’incontro ministeriale svoltosi in data 17 Novembre c.a., comunicò alle OO.SS. l’obiettivo di dover garantire la tutela dell’interesse generale, subordinando i finanziamenti pubblici ad un autorevole intervento dello Stato nella gestione di Acciaierie d’Italia.

Tale “autorevole” intervento si è trasformato in una resa incondizionata davanti ai privati e “l’interesse generale”, per il governo, coincide con quello predatorio e offensivo dell’attuale gestione societaria che porterà alla chiusura definitiva dello stabilimento, senza che ci sia stato alcun risanamento ambientale e cancellando di fatto l’esistenza di ventimila famiglie.

Le scriventi organizzazioni, pertanto, non solo confermano la mobilitazione prevista per il giorno 11 Gennaio p.v. e concordata con le Istituzioni locali e regionali, ma altresì proclamano:

SCIOPERO DALLE 23 DEL 10 GENNAIO ALLE 07 DEL 12 GENNAIO 2023

Entro domattina sarà divulgata la programmazione delle assemblee di tutti lavoratori, comprese quelle plenarie esterne per i lavoratori in cigs, i lavoratori ILVA in AS e degli appalti per condividere con i dipendenti le modalità organizzative della grande mobilitazione a Roma.

Le Segreterie di Fiom, Uilm e Usb unitamente alle Rsu non si renderanno complici di questo ennesimo scempio compiuto sulla pelle dei lavoratori e lo contrasteranno con tutta la propria determinazione.

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13/10/2022

Genova. Scontro in Prefettura, oggi sciopero e corteo Ansaldo


Fumata nera in Prefettura questa mattina sulla vertenza Ansaldo energia. I sindacati, proprio in seguito alla convocazione del prefetto Renato Franceschelli, avevano sospeso lo sciopero e il corteo già indetto per questa mattina, ma l’incontro non sarebbe stato positivo.

“Ci aspettavamo poco – ammette il segretario della Fiom genovese Stefano Bonazzi – ma abbiamo sentito ancora meno. Il prefetto ci ha detto che Cdp ha deliberato una ricapitalizzazione da 36 milioni di euro, ma si tratta in realtà di una vecchia ricapitalizzazione dove doveva essere deliberata un’ultima tranche, mentre sul futuro non ci è stato al momento detto assolutamente nulla”.

Per domani mattina i sindacati hanno convocato un’assemblea per riferire dell’incontro di oggi e “insieme decideremo le forme e le modalità di lotta”, spiega il segretario della Fiom. L’appuntamento è alle portineria centrale alle 8:15: a seguire sciopero e corteo.

“L’incontro è andato malissimo – rincara il coordinatore dell’rsu di Ansaldo Energia Federico Grondona – perché siccome la liquidità minima di Aen è al momento sotto di 36 milioni, Cassa depositi e prestiti ha fatto sapere che ci metterà solo quelli, che in pratica sono gli stipendi ma si tratta fra l’altro di soldi che erano dovuti fin dalla ricapitalizzazione del 2019. E fra l’altro sarebbero stati 50 milioni e non 36″.

I sindacati si aspettavano “almeno una lettera di impegno da parte di Cdp che sancisse la strategicità di Ansaldo energia e la volontà di ricapitalizzare nel breve periodo, invece niente di tutto questo. Per questo domani saremo in piazza e sarà lotta dura“.

Se la linea di Fiom e Fim è compatta, un po’ di polemica intersindacale la solleva la Uilm: “La Uilm non si aspettava grandi cose in assenza di un governo, nonostante ciò abbiamo ricevuto alcune rassicurazioni che si traducono in 50 milioni per appianare debiti (36 milioni per la liquidità aziendale). Cassa depositi e prestiti non lascerà sola Ansaldo Energia perché è un asset strategico".

”Non mi aspettavo nessuna soluzione immediata, sarebbe sciocco senza un governo in carica, ma ci è stato comunicato dal Prefetto l’impegno di Cassa e depositi e prestiti sulla ricapitalizzazione non appena ci sarà l’azionista di riferimento – spiega Antonio Apa, Coordinatore regionale Uilm – Occorre un governo perché la vertenza Ansaldo deve assumere una dimensione nazionale. E poi, vorrei smontare una bufala: non è vero che i lavoratori non percepiranno stipendio a fine ottobre. I nostri problemi si chiamano carenza di ordini, avere un piano industriale credibile e un’ organizzazione del lavoro che fa acqua da tutte le parti”.

Domani la Uilm parteciperà all’assemblea indetta per i lavoratori, in quella sede lascerà libera scelta ai lavoratori di aderire o meno allo sciopero. “La Uilm non si fa dettare la linea da nessuno: vogliamo un incontro appena possibile con Cassa depositi e prestiti e il ministero sviluppo economico. Poi ci sarà la battaglia per la salvaguardia industriale e occupazionale“, chiude Apa.

“Il governo deve intervenire in tempi molto brevi. Stiamo parlando di un’eccellenza dell’industria non solo ligure ma anche italiana che deve essere valorizzata sempre più nell’ottica della transizione ecologica” dichiarano il Consigliere Armando Sanna e il Senatore Lorenzo Basso che domani parteciperanno al nuovo sciopero indetto dai sindacati.

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