Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
12/06/2014
Kaliningrad, Baltico, l’avamposto russo nel cuore dell’Europa
Doveva essere la Hong Kong russa, avamposto del libero commercio. Messa tra Polonia e Lituania sulle coste del Mar Baltico l’exclave di Kaliningrad diventa oggi avamposto militare strategico per la Russia. L’Oblast di Kaliningrad che già fu una delle aree più militarizzate dell’Unione Sovietica.
Un po’ di storia prima dell’attualità. Costruita sulle macerie dell’antica Königsberg, dal 1457 capoluogo della Prussia orientale, nel 1724 la città dà i natali al filosofo Immanuel Kant. Ma nel 1945 la sua storia cambia per sempre quando, al termine della Seconda Guerra Mondiale viene tolta alla Germania dall’Unione Sovietica e diventa Kaliningrad. L’Oblast, la regione di Kaliningrad fu una delle aree più militarizzate dell’URSS. Col crollo del Muro di Berlino, altro scontro con la storia: l’ex Armata Rossa allo sbando e il banditismo dilangante in quella area franca senza padroni.
430 mila abitanti, principalmente russi, ma anche bielorussi, ucraini, lituani, armeni, tedeschi e polacchi. E’ la Federazione Russa, che nel 1996 la salva dal collasso concedendole lo status di Zona Economica Speciale. Vantaggi fiscali che permettono alla regione di attrarre acquirenti e investitori esteri interessati agli scambi commerciali soprattutto con gli ex Paesi satellite dell’URSS ora entrati nell’Unione Europea. Il vantaggio di uno speciale regime di transito transfrontaliero, introdotto nel 2012 dopo che Mosca e Bruxelles avevano concordato una revisione del Trattato di Schengen.
Oggi Mosca avvia nell’exclave di Kaliningrad un’imponente esercitazione militare a bilanciare le recenti manovre della NATO tra Lituania, Estonia e Lettonia. Tutto ciò mentre nell’Ucraina dell’est si continua a combattere. L’imponenza delle due esercitazioni militari della NATO - Saber Strike 9 e BALTOPS - non poteva che innescare una reazione del Cremlino. Rispetto al 2013, quando la NATO schierò per il tradizionale appuntamento annuale 1.800 soldati, quest’anno l’escalation della crisi in Ucraina fa balzare i numeri a 4.700 soldati e oltre 800 veicoli militari esibiti a Mosca.
Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, aveva definito le manovre militari ai confini con la Russia un atto di ostilità poiché violerebbero l’accordo del 1997, col quale è stabilito che la NATO non può effettuare alcuno “stazionamento permanente di forze di combattimento significative” a ridosso dei confini russi. Richiami alla crisi nel Caucaso del nord con la Georgia che spinse il Cremlino all’intervento militare. Ora Mosca ha deciso di esibire il proprio arsenale. Marines, paracadutisti, navi, elicotteri e mezzi corazzati posizionati a Kaliningrad sul mar Baltico.
Gli specialisti di cose militari di LookOut scrivono del dispiegamento della divisione paracadutista di Pskov, mentre i marines hanno effettuato una simulazione di difesa del litorale da un possibile attacco via mare di forze nemiche. A prestare supporto dall’alto sono stati i caccia bombardieri Su-34 e Tu-22M3 e gli elicotteri d’assalto Mi-24. Insomma un’esercitazione imponente che però – ha precisato una nota del ministero della Difesa russo – è in linea, sul piano delle forze dispiegate, con le esercitazioni effettuate dalla NATO nel Baltico. Esibizione di muscoli dispendiosa per ora 0-0.
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