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martedì 28 agosto 2018

Gli Eltsin “de noantri”

Le concessioni dello Stato ai privati per le autostrade sono “solo” 27. Dovremmo cominciare a preoccuparci ed a rovesciare il tavolo anche su questi altri dati: concessioni a società private per il gas sono 5142, per l’energia 107, per le telecomunicazioni e le tv 670, per la distribuzione dell’acqua 502 e 130 per le dighe, e poi 317 per i rifiuti e l’igiene urbana, 529 per i giochi, 130 per i porti e 36 per gli aeroporti.

E’ vero, la parte del leone sono le concessioni del demanio ai privati sulle spiagge che sono ben 21.130, ma i numeri su tutti gli altri servizi strategici rivelano una sistematica svendita dei beni e servizi pubblici ai privati che fa somigliare l’Italia a quella che è stata la Russia di Eltsin (1), dove centinaia di ex dirigenti di partito dell’Urss si sono affrettati a svendere o a comprare tutto, impoverendo il paese, facendo crollare l’indice demografico della popolazione e dando vita ad una pletora di “oligarchi”.

Da questa rapina ai danni del pubblico mancano ancora i dati sugli ospedali pubblici venduti ai privati e sulla svendita e la privatizzazione delle industrie. Un processo cominciato da Prodi con l’Alfa Romeo e poi dilagato tra il 1993 e il 2008 e che ha visto politici e “prenditori” trasformarsi in veri e propri oligarchi, non rischiare una un euro e vivere di rendita sulle utilities.

Dentro questi Eltisn all’amatriciana ci troviamo i “capitani coraggiosi” che si sono pappati e poi hanno affondato Alitalia e l’Ilva. I fondi speculativi come Carlyle e Blackrock, le banche, i Colaninno e i Chicco Testa, i Berlusconi boys e i D’Alema boys, i Benetton teorici dei “consumatori dinamici” che si sono presi autostrade, autogrill e grandi stazioni. Alla grande abbuffata si sono uniti volentieri “quelli venuti dall’estero” come General Electric e ThyssenKrupp che si sono presi gioielli industriali come il Nuovo Pignone e le Acciaierie Speciali di Terni, o le multinazionali come l’Alcoa che chiusero la fabbrica solo perché era finita la pacchia sull’energia elettrica a prezzi scontati o il gruppo indiano Dhoot che si è comprato la Videocon di Anagni, ha preso i finanziamenti pubblici e poi ha smontato la fabbrica e se ne sono andati.

E’ la storia di 25 anni di svendita della ricchezza del paese a speculatori e prenditori privati italiani o stranieri che fossero. “Ce lo ha chiesto l’Europa” hanno sempre detto. Un disastro per il quale tutta la classe dirigente che ha governato il paese e l’economia, dal governo Amato del 1992 al governo Renzi nel 2016, passando per Prodi e Berlusconi, dovrebbe essere processata. Cominciamo a nazionalizzare servizi strategici, banche e aziende vitali per il paese e il sistema industriale. E mettiamo insieme i capi di accusa. Gli annunci ad effetto funzionano per qualche giorno, una seria mobilitazione popolare cambia le regole del gioco. Hai visto mai?

(1) Per i lettori più giovani: Boris Elstin è stato l’ex dirigente del Pcus al quale venne consegnata la Russia dopo la dissoluzione dell’Urss. Dal 1991 al 1998, è stato l’uomo di paglia degli Usa e del capitalismo internazionale che ha smantellato e distrutto il paese svendendone ogni struttura, dalle fabbriche alle abitazioni, dalle centrali elettriche agli armamenti, dagli ospedali alle terre. Da questo sono nati gli oligarchi spesso al centro delle cronache.

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