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sabato 18 agosto 2018

Barcellona ricorda l’attentato alla Rambla un anno fa. Contestata la presenza del re Felipe


Alcune ore prima della celebrazione in memoria degli attentati sulla Rambla di Barcellona e a Cambrils dello scorso anno, uno striscione gigantesco è apparso in Plaza de Cataluña contro Felipe VI. “Il re spagnolo non è il benvenuto nei Paesi catalani“, è scritto in inglese.

Quando il re di Spagna Felipe VI e il resto delle autorità sono arrivati alla celebrazione, sono stati collocati in modo da non avere lo striscione davanti agli occhi. Il vicepresidente del Parlamento Catalano, Josep Costa, si è rifiutato di stringere la mano al re che, “offeso dal gesto”, non ha salutato le altre autorità catalane.


I Comitati di Difesa della Repubblica (nati dopo la repressione del referendum indipentista), avevano convocato una marcia silenziosa che partendo dal monumento a Cristoforo Colombo ha risalito tutta la Rambla fino al mosaico di Mirò e fermandosi per non andare in piazza della Catalunya dove c’era il re. Hanno marciato in silenzio con striscioni su cui era scritto: “La Catalogna non ha re” e “Il popolo obbedisce al popolo”. Ma alcuni militanti non si sono fermati ed hanno proseguito fino a incrociarsi con i militanti della destra nazionalista spagnola. Ci sono stati momenti di fortissima tensione quando i due gruppi si sono fronteggiati.

Sul palco ufficiale delle celebrazioni c’erano il presidente della Generalitat Quim Torra e la sindaca di Barcellona Ada Colau. Nelle settimane scorse Torra aveva chiesto alla Colau di non invitare il re alla celebrazione dell’anniversario della strage della Rambla.

Ma l’anniversario degli attentati è stata anche una giornata di protesta contro la repressione dello Stato spagnolo nei confronti dell’indipendentismo catalano. Una manifestazione si è svolta a ridosso del carcere di Lledoners dove sono rinchiusi alcuni dirigenti e militanti indipendentisti catalani.

Il presidente della Generalitat, Quim Torra, ha ringraziato le persone che nonostante la pioggia sono venute in piazza per l’indipendenza. “Siamo più forti che mai per rendere la Repubblica catalana una realtà”, ha detto, sotto la pioggia e prima che più di mille persone si fossero radunate alle porte del penitenziario di Lledoners. Torra ha spiegato che nelle celebrazioni la gente era dispersa a Barcellona. “Alcuni sono qui”, altri in carcere, e altri in esilio, ha aggiunto. Era grato di essere stato accompagnato per tutto il giorno da Laura Masvidal, la compagna di Quim Forn (ex consigliere degli Interni del governo catalano) che ha rappresentato gli assenti. Nel pomeriggio il presidente della Generalitat, Quim Torra, ha visitato Quim Forn nel carcere di Lledoners dove è detenuto in carcerazione preventiva e in attesa del processo.

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