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martedì 21 agosto 2018

Le verità nascoste della solita vecchia Lega Nord

Riassumendo. Il contratto di concessione della rete autostradale ad Autostrade per l’Italia confluita poi, nel 2002, in Atlantia, società della galassia roteante attorno alla potentissima famiglia veneta dei Benetton (quelli che hanno tra l’altro sulla coscienza il giovane attivista argentino Mapuche Santiago Maldonado), venne stipulato dal duo D’Alema-Bersani con vincoli di manutenzione piuttosto vaghi.

Il governo D’Alema II però, cadde prima di finalizzare il contratto. Gli successero prima Giuliano Amato e poi altri due governi Berlusconi, di cui faceva parte integrante anche la Lega Nord che, in occasione della campagna elettorale del 2006, ricevette dai Benetton un finanziamento di € 150.000.

Quelle elezioni, comunque, le vinse, anche se per un soffio, la coalizione guidata da Romano Prodi. Ad aprile 2008 venne approvato il Decreto legge 8 aprile 2008, n. 59, che riguardava alcuni obblighi europei e l’esecuzione di una serie di sentenze della Corte di Giustizia Europea. Un classico decreto omnibus, con dentro di tutto un po’. La crisi di quella maggioranza non permise però l’approvazione da parte del Parlamento.

A maggio 2008 si insediò il nuovo governo Berlusconi di cui era parte integrante la Lega Nord. Il 29 maggio arrivò in Parlamento il decreto legge n. 59 per la conversione in legge, ma nel testo venne inserito nottetempo l’emendamento “Salva Benetton” (articolo 8-duodecies). La legge di conversione n.101/2008 venne approvata in tutta fretta con il voto decisivo della maggioranza di centro destra, dunque, anche della Lega Nord.

Ecco, quella legge votata da Berlusconi e Lega modificò il contenuto del decreto legge 59/2008. Una decreto molto discutibile e per nulla “duro” con i concessionari che tuttavia, se da un lato allungava la concessione ad Autostrade per l’Italia, dall’altro obbligava i concessionari a fare delle verifiche periodiche con conseguenti interventi di manutenzione.

Con la nuova norma voluta da Forza Italia e dalla Lega Nord gli obblighi relativi a verifiche e manutenzione magicamente sparirono e rimase solo l’allungamento della concessione. Questi i fatti, ammessi a denti stretti ieri anche da Matteo Salvini, tra i votanti quel provvedimento.

Come nella nota vicenda dei 49 milioni sottratti illecitamente da Bossi e Belsito e rimasti nella disponibilità del partito (come dichiarato ed accertato da una sentenza confermata anche in Cassazione), anche in questo caso non basterà ai due furbacchioni – Salvini & Giorgetti – allestire una nuova sceneggiata in quel di Pontida a base di ramazze, né basteranno le cortine fumogene alzate dal loro staff di seminatori di fake news attivi in rete 24h, per nascondere questa semplice e cristallina verità: la Lega Nord ha contribuito a massacrare il paese per circa vent’anni.

E ora crede di cavarsela con tonnellate di razzismo a go-go e dichiarazioni roboanti. Si chiama doppio gioco ma anche, se preferite, vecchia politica.

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