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giovedì 23 agosto 2018

Il “silenzio” di Atlantia. Gli azionisti corrono ai ripari

Dallo scorso 14 agosto, giorno in cui a Genova è crollato il Viadotto Morandi e sono morte 43 persone, le azioni in Borsa della società Atlantia sono crollate di oltre il 20%, mandando in fumo 5 miliardi di euro di capitalizzazione, soldi anche del mercato (fondi sovrani esteri e piccoli risparmiatori). Dopo un rimbalzo a inizio settimana, ieri il titolo Atlantia si è di nuovo abbattuto (-4%), perché si farebbe sempre più concreta l’ipotesi di una revoca delle concessioni autostradali per la società il cui azionista di riferimento sono i Benetton.

Il consiglio di amministrazione di Atlantia, la holding cui fa capo Autostrade per l’Italia, ieri ha avviato la valutazione degli effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla società, avendo riguardo al suo status di società quotata con l’obiettivo di tutelare i suoi azionisti e ha avviato anche delle non meglio esplicitate “verifiche relative all’impatto della lettera di contestazione formulata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nei confronti di Autostrade per l’Italia in merito agli strumenti finanziari del gruppo”.

Il Sole 24 Ore riferisce però che l’agenzia di rating Moody’s ha messo sotto esame il rating di Atlantia e delle controllate Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma in vista di un possibile downgrade. “L’azione sul rating – si legge in una nota di Moody’s – riflette gli accresciuti rischi di un abbassamento del profilo di credito di Atlantia derivanti dai recenti sviluppi seguenti al crollo del ponte Morandi”.

E’ utile rammentare che Autostrade per l’Italia era pubblica fino al 1999 quando era detenuta al 100% dall’Iri, a sua volta controllata dal ministero del Tesoro. Una volta operata la privatizzazione, in quell’anno, ha cambiato il nome Società Autostrade che aveva fino ad allora in quello che ha oggi ed è stata rilevata per intero da Atlantia (in precedenza Autostrade S.p.A.) nel 2003.

I Benetton sono i principali azionisti stabili di Atlantia e quindi di Autostrade per l’Italia perché detengono una quota del 30,25% nella holding.

Gli altri azionisti sono, con una quota dell’8,14%, la GIC Pet. Limited, un fondo sovrano del governo di Singapore, poi con il 5,12% delle azioni c’è il famoso fondo di investimento statunitense Blackrock Inc, con il 5.08% c’è la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con il 5,01% c’è il fondo inglese HSBC Holdings. Il restante 45,46% delle azioni definito come quota flottante del capitale complessivo è per lo più detenuta da fondi di investimento e azionisti stranieri. Di questa quota flottante, pari quasi alla metà delle azioni di Atlantia, solo il 19,9% è in mano italiana. Il 23,9% in mano americana e un 20,4% in mano britannica.

Le cronache riferiscono che i membri del Consiglio di Amministrazione di Atlantia hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime del crollo del viadotto a Genova prima di iniziare i loro lavori.

Avremmo voluto essere una mosca per vedere le facce e il linguaggio del corpo durante quel minuto... E non solo!!!

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