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sabato 18 agosto 2018

Genova - “Non è stato il fato ma lo Stato”. Oggi i funerali della rabbia. Parte la lettera di revoca della concessione.

Mentre il bilancio provvisorio delle vittime è salito a 41, questa notte all’esterno del casello di Torre del Greco è stato affisso uno striscione (poi rimosso) nel quale si leggeva ”Antonio, Matteo, Giovanni e Gerardo... non è stato il fato ma lo Stato!”. A Torre del Greco oggi si celebrano i funerali di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, i quattro ragazzi morti nel crollo del Ponte Morandi a Genova i cui familiari hanno rifiutato i funerali di stato. Una scelta condivisa dalla maggioranza delle famiglie delle persone rimaste uccise nel crollo del viadotto lo scorso 14 agosto.

Sono dure le parole di Roberto Battiloro, il padre di uno dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti a Genova: “Lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini. Da domani quella legata alla morte di mio figlio sarà una battaglia per trovare i colpevoli della morte di Giovanni, dei suoi amici e di tutti i morti che non possono essere solo un numero”.

A Genova invece si sono svolti i funerali di stato per 18 delle 41 vittime. Presenti il presidente della Repubblica Mattarella, i presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati. Ai margini della funzione ci sono stati fischi per alcuni esponenti locali e nazionali del Pd, mentre ci sono stati applausi per i rappresentanti del governo Conte, Di Maio, Salvini. Ma l’applauso più lungo è stato quello dedicato ai Vigili del Fuoco.

Intanto la lettera del governo che avvia la procedura della revoca della concessione alla società Autostrade (azionista di riferimento è il gruppo Benetton, ndr) è partita e il premier Giuseppe Conte lo ha annunciato con un comunicato dai toni durissimi. “Il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia”. Ora l’azienda controllata dai Benetton avrà 15 giorni per le controdeduzioni.

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