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sabato 24 novembre 2018

La Cina non è Napoli, per Dolce e Gabbana

“In questi giorni abbiamo pensato moltissimo e con grande dispiacere a quello che è successo”.

“Le nostre famiglie ci hanno insegnato il rispetto per le altre culture”

“e per questo vogliamo chiedervi scusa se abbiamo commesso errori nell’interpretare la vostra”

“vogliamo anche chiedere scusa a tutti i napoletani del mondo, prendiamo molto seriamente queste scuse e questo messaggio”

“Siamo sempre stati molti innamorati di Napoli, amiamo la vostra cultura e certamente abbiamo ancora molto da imparare. Per questo ci scusiamo se abbiamo sbagliato nel nostro modo di esprimerci”

“Faremo tesoro di questa esperienza. E non succederà mai più, anzi: proveremo a fare di meglio”

Purtroppo al posto di napoletani dovete mettere cinesi e al posto di Napoli bisogna inserire Cina.

Cosa è accaduto?

Per chi non lo sapesse Dolce e Gabbana avevano organizzato una bella campagna pubblicitaria tutta ambientata in Cina dove, come fatto a Napoli, ridicolizzavano i tratti culturali locali fornendo una visione stereotipata della realtà. Come i napoletani erano macchiette tutte pizza e mandolino, per Dolce e Gabbana i cinesi sono solo bacchette, lanterne e dragoni.

Il tutto chiaramente accompagnato dalla solita massiccia dose di sessismo ben rappresentato dallo spot in cui una modella dagli occhi a mandorla mangia in maniera ammiccante un cannolo siciliano gigante con le bacchette.



Quando successe a Napoli fummo tra i pochissimi a contestare quell’operazione assolutamente offensiva, irrispettosa ed inutile e quasi tutti ci diedero addosso. Molti di coloro che ci criticarono però, quando mesi dopo videro gli spot, si dichiararono indignati e si beccarono pure gli sberleffi dei due stilisti. Come si suol dire “cornuti e mazziati”.

In Cina invece le cose sono andate un po’ diversamente. In meno di 24 ore dall’uscita delle réclame incriminate la sfilata di Shanghai è stata annullata e i capi D&G sono scomparsi dai portali di e-commerce cinesi. A questo punto i cari Stefano e Domenico altrettanto velocemente hanno diffuso un video di scuse. Proprio loro celebri per la loro arroganza e supponenza si sono mostrati alle telecamere a capo chino con le facce costernate da peccatori penitenti, pronti a farsi umiliare pubblicamente pur di ottenere il perdono del governo cinese. Fanno quasi pena nel video abbigliati per la prima volta in vita loro in modo sobrio rinunciando al loro pacchiano outfit che da sempre li contraddistingue.

Non c’è niente da fare Dolce e Gabbana, come tutti i padroni, possono avere miliardi di euro ma rimangono dei pover uomini pronti a sottomettersi e a rinunciare alla propria dignità quando incontrano qualcuno più potente di loro.

Forti con i deboli e deboli con i forti.

Questo è il loro motto.

Cari Stefano e Domenico rappresentate in pieno quest’epoca misera e decadente che fortunatamente sta morendo.

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